Intervista con il cantautore. Viames Arcuri

Il nostro redattore  Nik Hollywood ha intervistato il cantautore Viames Arcuri degli “Stil Novo”. Di seguito l’intervista esclusiva per voi lettori.

Ciao Viames! E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Un bel tuffo nel passato. Da bambino cosa sognavi di fare?

Ciao, piacere mio! Da bambino sognavo di scrivere fumetti, passavo tempo a fantasticare su alcuni dei miei eroi (ad esempio Ranma, un fumetto giapponese) e disegnavo delle storielle.

Chi è Viames Arcuri e chi sono gli Stil Novo?

Viames è un cantautore, quindi una persona che usa la musica per dire il suo punto di vista sulla sua percezione del mondo. Gli Stil Novo sono un gruppo di musicisti che cerca di scuotere le coscienze, di proporre canzoni secondo me coraggiose. E’ la band dei due “fratelli terribili”, Viames e Antonio, quelli che suonano canzoni “al vetriolo”.

Viames cantante nasce per caso o per destino?

Spero per destino… visto che non riesco a immaginare la mia vita senza la musica, magari una specie di “intelligenza universale” mi ha messo una chitarra tra le mani. Oppure l’ha messa in mano a mio fratello, che ha iniziato prima di me.

Quando hai capito di voler entrare nel mondo della musica?

Quando un mio compagno di scuola mi ha prestato una cassetta degli Oasis, dal titolo “What’s the story morning glory”. Volevo vivere la vita di Noel Gallagher, sentirmi libero di esprimere come lui, leggevo ogni biografia e ogni libro che riguardava la band di Manchester.

Il tuo primo esordio, cosa ricordi?

Ero al “Bloom”, un locale della provincia di Ferrara ed ero in veste di chitarrista. Mi ricordo che una persona si avvicinò per dirmi: “Bravi, bravi, ma cambiate cantante perché quello lì fa schifo”.

Avete realizzato, in duetto con Omar Pedrini un singolo antimilitarista dal titolo “La guerra è un mestiere”. Come, quando e perchè nasce questo progetto?…

C’era un periodo in cui ero arrabbiato con i cantanti italiani perché diventavano famose canzoni in cui si esprimevano concetti come “La guerra è brutta”, “La mafia è cattiva”, “Sono contro la violenza sulle donne”, ecc… Era completamente scomparsa la voglia di dire qualcosa di coraggioso e dirompente, come faceva ad esempio John Lennon, magari prendendosi anche dei rischi (“Immagina se non ci fossero religioni”, intendendo che sarebbe un mondo migliore; frase molto forte). L’unico obiettivo era vendere dischi con concetti puerili e banali, che mettessero tutti d’accordo, senza esprimere una vera opinione sull’argomento. Da lì nacque l’idea di scrivere una provocazione, una canzone che sembrasse un invito ad andare in guerra e uccidere tutti, per diventare eroi. Naturalmente in questa canzone lascio venir fuori il mio antimilitarismo, usando un doppio piano di lettura, quindi lasciando intendere come la penso veramente… Ma mi aspetto molte critiche perché ho voluto esagerare e scrivere cose molto pesanti. Qualcuno storcerà il naso, ma ho voluto essere vero.
L’idea di coinvolgere Omar Pedrini c’è da sempre. Adoro questo rocker dal cuore grandissimo, capace di scrivere capolavori come “Sangue impazzito” e “Senza far rumore”. Chiesi a Andy dei Bluvertigo la cortesia di aiutarmi a conoscerlo e, grazie al suo aiuto, lo incontrai alla fine di un suo concerto a Castel Bolognese. Era luglio… l’inizio di questa avventura!

…la protagonista di questo singolo è Francesca Brambilla, l’aliena della trasmissione “Avanti un altro”. Perchè proprio Francesca?

Sono un appassionato di motociclismo e Francesca è la più famosa ombrellina italiana. L’idea che abbia visto da vicino campioni come Valentino Rossi, Jorge Lorenzo, o Daniel Pedrosa mi affascina molto. Il programma di cui fa parte ora, con Bonolis e Laurenti le risate sono assicurate, mi fa morire dal ridere  e Francesca è molto brava a stare al gioco.

Quanto c’è di te nelle tue canzoni?

Praticamente tutto. Nella mia musica c’è il mio pessimismo cosmico, ci sono le mie paure, la mia ansia per il futuro, la mia ricerca della felicità. E l’unico linguaggio con cui mi sento efficace nel comunicare. 

Secondo te, quando si scrive un brano, è la musica che accompagna le parole o accade il contrario?

Nel mio caso nasce tutto dalla musica, perché di solito a darmi l’idea è qualcosa che faccio alla chitarra.  Credo che per ognuno sia diverso, bisogna trovare la propria dimensione creativa

Come sta il mondo della musica oggi?

Mai stato peggio; i talent creano “maleducazione musicale”, si finisce per pensare che quella sorta di karaoke su basi sia musica live. Se non ci sono strumenti musicali, non c’è live. A nessuno importa veramente degli artisti… cantano cinquanta secondi e poi c’è solo un giudice che preme un bottone per dirti se vai bene oppure no. Se potessi dare un consiglio a chi ha qualche anno meno di me Direi: “andate a suonare nei locali e non lasciate mai, mai, mai, a nessuno la possibilità di premere il vostro bottone. Il giudice della vostra carriera siete voi e il pubblico.”

In te c’è un confine tra la persona e l’artista?

Sì, credo che chi mi conosca in altri ambiti non veda in me l’altra dimensione, quella creativa. C’è purtroppo molta distanza tra queste mie due facce.
A cosa può servire un sogno?…e tu ne hai tanti?

Senza sogni ci spegniamo. Sognare è la spinta per cercare di migliorarsi,  per far crescere un progetto,  per cercare la felicità. Io cerco soprattutto di realizzare i miei sogni, cercando di usare il tempo più a renderli concreti che a farne di nuovi. La felicità è fatta di sogni raggiungibili.

Progetti futuri?

Stiamo mixando i brani di questo album, in modo da farlo uscire nel 2016. Mi piacerebbe fare tantissimi live con la mia “famiglia musicale”, ovvero mio fratello Antonio, Alessandro Maiani, Andrea Marchesi, Paolo Pareschi e Arianna Romani.

Viames, grazie per il tempo dedicatoci. Voce Spettacolo fa i migliori auguri a te a tutti i componenti degli “Stil Novo” per il vostro futuro e la vostra carriera.

 

FRANCESCA BRAMBILLA ARMATA FINO AI DENTI
Attrice nel videoclip degli Stil Novo,
la bella showgirl di “Avanti un altro” diventa una spietata guerrigliera

Nei videoclip degli Stil Novo, la band bolognese formata dai due “fratelli terribili” Viames e Antonio Arcuri, hanno già recitato numerosi volti noti: parliamo di Anna Falchi, Alessia Merz, Cristina del Basso, e recentemente anche la bombastica brianzola Marika Fruscio.
Ma nel progetto più crudo, in duetto con Omar Pedrini (ex Timoria nonché ex di Elenoire Casalegno), è stata scelta la splendida bergamasca Francesca Brambilla, in passato ombrellina della motogp e ora personaggio del programma televisivo “Avanti un altro”, nel ruolo dell’aliena.
Nel videoclip la giovanissima modella ha indossato i panni della guerrigliera in fuga, che si scontra a muso duro con una truppa di soldati. Una volta catturata, le riprese diventano bollenti: torturata, picchiata, ricoperta di ferite, Francesca mostra tutta la sua fisicità prorompente e irresistibile in abiti succinti e sensuali. Si tratta di un brano che farà discutere per il tono cinico e sopra le righe del testo, che si scaglia contro il “marketing della bontà” di oggi. Una dura presa di posizione verso artisti e personaggi pubblici che cavalcano i temi caldi per discorsi buonisti e banali, in un mondo che ha sempre più bisogno di concretezza. Coraggiosa perciò la partecipazione di Francesca, in un ruolo difficile e impegnativo.

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Vito "Nik H." Nicoletti

Editor in Chief at Voce Spettacolo
Vito "Nik Hollywood" Nicoletti è Caporedattore di Voce Spettacolo. Si laurea in Giurisprudenza.
Allievo esperto di Kung Fu
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