Intervista con l’attrice. Viviana Altieri

Il nostro redattore Nik Hollywood ha intervistato l’attrice Viviana Altieri. Di seguito l’intervista esclusiva per voi lettori.

Ciao Viviana! E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Un bel tuffo nel passato. Da bambina cosa sognavi di fare?

Tante cose. Sognavo molto ad occhi aperti e ad occhi chiusi. Volevo fare la scrittrice o la poetessa perché mi piaceva scrivere racconti e poesie. I miei temi a scuola non erano mai più corti di 10 pagine! Ero un tormento per i miei compagni di classe perché ogni volta maestre e professoresse mi chiedevano di leggere le miei composizioni ad alta voce. Ogni cartone animato di successo determinava piccoli innamoramenti circa la mia carriera del futuro: “Mila e Shiro”… e volevo fare la pallavolista, “Hilary”… e volevo fare la ginnasta, “Piccoli problemi di cuore”… e volevo amare due ragazzi uno biondo e uno bruno (e la cosa è continuata anche nell’adolescenza con “Dowson’s creek”) non volevo fare l’avvocato e nemmeno l’astronauta. Giocavo a fare la maestra con le mie barbie… poverine! Vendevo a clienti immaginarie tutti i capi di abbigliamento fotografati nel postalmarket di mia madre. In un giorno riuscivo a vendere tutto e diventavo molto ricca. Fu uno dei miei temi scritti in prima media a dare la risposta giusta. Ricordo ancora la traccia, era molto semplice “cosa vuoi fare da grande” e io da brava poetessa romantica ho scritto tutto un “papiello “(di 10 pagine appunto ) per concludere dicendo:”da grande voglio ritornare bambina”.

Chi è Viviana Altieri?
Una persona semplice con una missione difficile: portare, ovunque vada, amore e armonia… è’ più forte di me. La parte della stronza (si può scrivere?) nella vita proprio non mi riesce. Viviana è  un’instancabile lavoratrice, una trottola impazzita su un motorino a Roma, una che non perde occasione per ammirare chiese e monumenti,  una mangiatrice onnivora e buon gustaia (dicono di me:meglio farle un vestito che portarla a cena ndr). una eccessivamente emotiva, un pochino permalosa, talvolta saccente, molto legata alla famiglia ma attaccata come una cozza alla sua indipendenza e autonomia, un incrocio blasfemo tra Emily Dickinson e una frivolissima soubrette…insomma pesci ascendente scorpione.

Fare l’attrice è una scelta professionale o una scelta di vita?

Ogni scelta professionale è anche una scelta di vita. Quello che fai, interviene profondamente su quello che sei e sul modo in cui porterai avanti il tuo essere nel mondo e nelle relazioni con gli altri. Fare l’attrice è però una scelta di vita che ha molto a che vedere con la follia! Accetti il compromesso e la consapevolezza di fare qualcosa che ami e odi da matti allo stesso tempo. Sei sempre in contatto profondo (ma anche superficiale) con la paura, l’insicurezza, il dubbio, le parti più fragili di te e ugualmente hai la possibilità di ricercare davvero, di metterti in discussione, di esprimerti liberamente e completamente sulla scena come anche nella vita, perché sei come giustificato dagli altri, puoi essere strano… perché tanto “si vede che sei un’attore”. Non hai mai un anno, un mese, un giorno che somigli all’altro. Tutto cambia in continuazione e sono necessarie spalle larghe e grande elasticità per reggere gli urti che la professione o l’ego ferito ti riservano ad ogni svolta d’angolo.

Cosa significa essere attrice, oggi.

Recentemente ho rivisto un film bellissimo “Il viaggio di Capitan Fracassa” di Ettore Scola, con Massimo Troisi. Quel film descrive il viaggio verso la Francia di una compagnia di comici dell’arte. La miseria di alcuni frangenti, il lusso sfrenato di altri, la fatica dello spostamento, la gestione dell’imprevisto, la rivalità e la seduttività delle attrici, l’attaccamento al ruolo, il divenire personaggio. Tutte scene che mi hanno fatto sorridere e anche commuovere… perché in fondo poco è cambiato. Essere attrice oggi  vuol dire fare una scelta che fanno in tanti. Il punto è che c’è chi la fa solo per pura vanità, desiderio di fama e successo. Moventi a volte tenaci quanto la vocazione o la passione per l’arte della recitazione, ma un po inquinanti a mio parere. Quindi per vincere su una concorrenza non sempre all’altezza del “mestiere “, una vera attrice oggi deve studiare tantissimo e non smettere mai di farlo. Il resto è uguale a ieri. Ti dicono che è difficile essere moglie e mamma…e io credo che sia una bella baggianata. E’ difficile con qualunque professione, oggi come ieri. Ti dicono che per lavorare ti devi vendere o svendere. Conosco tante colleghe, che stimo sia professionalmente che umanamente, che farebbero una pernacchia come la faccio io. Dicono che non avrai mai una stabilità… e chi la vuole?…e che c’è l’ha?

Le emozioni che provi quando reciti, sono le stesse che provi quando vivi?

Rispondo con una citazione del mio amico F. Pessoa “Il poeta è un fingitore. Finge così completamente che arriva a fingere che è dolore
il dolore che davvero sente.” Sostituisci la parola “attore” al posto di “poeta” ed ecco quello che credo. Le emozioni, se sono vere e organiche, sono le stesse sia nella vita che in scena. In scena in più c’è la forma che rende quell’emozione leggibile, condivisa anche dallo spettatore che empaticamente può vivere quello che vive l’attore/personaggio, soltanto se c’è una verità di impulsi nell’azione scenica.

Cosa lega un attore al suo personaggio?

Intanto il possesso: è il suo personaggio! Per un periodo più o meno breve l’attore cerca di dare corpo e voce a un essere che inizialmente vive solo nel testo o nella tradizione. Può esserci divertimento, complicità, curiosità tra l’attore e il personaggio. Intanto un attore non dovrebbe mai giudicare il proprio personaggio, ma farlo emergere così come viene fuori dallo studio e dalla ricerca senza imposizioni di giudizio che possano limitare enormemente lo sviluppo o appiattirne la sostanza. Un attore è tanto più legato a un personaggio quante più cose segrete, nascoste e impensabili della sua personalità, quel personaggio, ha tirato fuori.

Talento, preparazione, determinazione e fortuna, secondo te qual è la cosa più importante per avere successo?

Il successo è participio passato di succedere. E’ qualcosa che è già stato e di fatto è finito. La fortuna, il destino hanno prodotto quel successo. Essere nel posto giusto al momento giusto è una pura botta di culo. (si può dire?). Affinchè il successo sia un succedersi di eventi positivi legati al lavoro e perché la carriera di un attore possa essere lunga e innalzata sopra il livello della mediocrità professionale (che pure imperversa), nessun ingrediente può bastare da solo. Talento senza preparazione e studio, fortuna senza determinazione, non ottengono grandi risultati. E in più aggiungerei un altro importante ingrediente che è quella polverina magica che hanno solo i più grandi:l’umiltà. Il non dimenticarsi da dove si viene e il riconoscere quale privilegio sia poter fare questo mestiere tutti i giorni. Umiltà intesa come il coraggio di dire ” lo so fare e mi butto a capofitto nel farlo ” senza lamentele, senza moine per attirare l’attenzione, senza rappresentazioni di se stessi, senza vittimismi e dispersioni di energia.

Delle proposte di lavoro, qual è quella che escluderesti in modo tassativo e quella che invece ti piacerebbe fare che non hai ancora fatto?

Uno spettacolo, un film o una serie televisiva che offenda la mia intelligenza e quella del pubblico. Non farei mai qualcosa che non sia fatta onestamente o fatta soltanto nell’ottica di un facile incasso. Sto aspettando di girare un’ opera prima, un film d’autore.  Sento che arriverà quando il tempo sarà maturo.

Cosa ti ha tolto la vita e cosa invece ti ha dato fino ad ora? E nel tuo lavoro?

Io condivido il pensiero di Shopenauer sulla vita, sul dolore e sulla felicità. Soffriamo quanto ci è dato di sopportare. Il dolore, i lutti , i fallimenti fanno parte della vita…no, non vorrei nulla di diverso da quello che ho. Nel lavoro mi ha dato tanto e mi sta dando tanto. Oltre a realizzare il sogno di entrare in accademia Silvio D’Amico, dove ho potuto formarmi nel migliore dei modi possibili, non ho mai smesso di lavorare. Con grandissimi sacrifici vivo a Roma, la città che adoro. Ho sempre incontrato ottimi colleghi e fatto molte cose diverse, ho recitato in più di 100 teatri in tutta Italia, per la Rai nel film tv di Marco Turco (Altri tempi), ho girato film indipendenti, spot e videoclip, mi dedico all’insegnamento della recitazione per bambini e ragazzi, sono la narratrice dei progetti di Europa InCanto che ogni anno fanno cantare le opere liriche a migliaia di bambini! In questo momento sono in tournée con uno spettacolo divertentissimo “Sarto per Signora” di G.Feydeau, con la regia di uno dei più amati registi italiani Valerio Binasco e con colleghi straordinari capitanati da Emilio Solfrizzi!
Ma la cosa più importante è che insieme ad un gruppo di matti (tutti miei compagni d’accademia) abbiamo messo su una compagnia: la “BluTeatro” che quest’anno ha ottenuto il riconoscimento del Mibact e con cui, oltre a fare numerosi spettacoli per la regia di Luca Bargagna, costruiamo la nostra porzione di futuro, il nostro spazio da cui esportare un modo di fare e concepire il teatro, un modo di fare gruppo e di esserlo.

Senza i sogni non si può… (Continua tu)

…svegliarsi per correre a realizzarli.

Viviana, grazie per il tempo dedicatoci. Voce Spettacolo ti fa i migliori auguri per il tuo futuro e la tua carriera.

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Vito "Nik H." Nicoletti

Editor in Chief at Voce Spettacolo
Vito "Nik Hollywood" Nicoletti è Caporedattore di Voce Spettacolo. Si laurea in Giurisprudenza.
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Vito "Nik H." Nicoletti

Vito "Nik Hollywood" Nicoletti è Caporedattore di Voce Spettacolo. Si laurea in Giurisprudenza. Allievo esperto di Kung Fu

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