Intervista con l’attrice. Nadia Kibout

di Walter Nicoletti.

 

Ciao Nadia! E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Un bel tuffo nel passato. Da bambina cosa sognavi di fare?

Grazie a voi. Piacere mio. Vi seguo spesso e leggo con piacere le interviste dei miei colleghi.Da bambina sognavo il mondo dello spettacolo, cioè avevo una vera passione per il palcoscenico, era tale che sapevo che sarebbe diventato il mio mondo. Facevo sempre di tutto per essere in prima fila nei vari spettacoli che si facevano a scuola e volevo sempre essere la più brava.

Sei un mix di energia, talento e passione… chi è Nadia Kibout?

Bella domanda… Mi risulta difficile definirmi. Intanto mi piace leggere queste 3 parole che hai scritto Energia Passione Talento. Grazie. Credo riassumano un po’ di me. Sono una persona che porta avanti i propri sogni, che lotta molto e ama il prossimo e la vita. E come hai detto sono un vero mix di cose, a partire delle mie origini e del mio percorso.

Cosa significa essere un’attrice, oggi?

Essere un attrice oggi per me significa non smettere mai di credere in se, significa viaggiare tanto, significa sacrificio, dedizione e amore per il proprio lavoro. E significa per me in questo terribile momento storico che viviamo, combattere l’ignoranza e gli amalgami circa una parte del mondo arabo.

Attraverso il teatro e il cinema si può raccontare la vita?

Certo che si può raccontare la vita attraverso cinema e teatro. Lo si fa per una condivisione a grande scala. E lo si deve fare secondo me. A volte è l’occasione di dare un punto di vista diverso da quello che magari si è vissuto all’origine. Solo che nella vita non puoi fare ricostruzione come sulla pellicola o sul palco, dare lo stop e tutti si fermano!

Hai ottenuto importanti riconoscimenti al Festival di Venezia (2015) e alla Festa del cinema di Roma 2015. Ci racconti le emozioni vissute?

Verissimo. Quando ci penso ancora oggi mi sembra sia un sogno. Ho gioito, pianto, tremato e riso molto. Alla mostra di Venezia ho ricevuto il premio Mutti/ Cineteca di Bologna per il cortometraggio che ho scritto con Ersilia Cacace “Le ali velate” e che mi appresto a dirigere. Questo premio rappresenta una nascita, il mio debutto alla regia. E di seguito alla Festa del cinema di Roma ho rivissuto queste emozioni, come al festival internazionale di cinema di Bruxelles poi.

Hai inaugurato il Teatro Eliseo portando in scena “Una Tigre del Bengala allo zoo di Baghdad”, al fianco di Luca Barbareschi.

Ho avuto la fortuna di inaugurare il Teatro Eliseo di Roma si, con una bella compagnia di attori e diretta da Luca Barbareschi per Bengal Tiger, anche lì grande emozione, alla prima c’era l’autore americano del testo, venuto da New-York Joseph Ravij e tanti prestigiosi ospiti. In più eravamo una compagnia mista, chi di origine iraniana, chi irachena, un arricchimento vero.

C’è qualcosa che ti fa paura?

Mi fa davvero paura l’ignoranza, il grande male di oggi secondo me.

Quanto c’è di Nadia nel lavoro che svolgi?

Beh direi che c’è tutto di Nadia, se non di più, in quello che faccio. C’è tutta la parte che conosco di me ma poi lavorando, recitando succede che scopri cose nuove di te e le metti a disposizione di chi ti dirige. Anche quando scrivo c’è tutto di Nadia, la parte razionale e non.

Cosa consiglieresti a chi vuole addentrarsi in questo mondo?

Primo consiglio, cercare di capire se è davvero la passione che si ha dentro che fa intraprendere questa strada. Sentire che senza di questo non si vive bene, non si è felici. Poi prepararsi, studiare, vari metodi, non solo in Italia, fare danza, canto e non smettere di lottare per i propri sogni. Sapendo che il percorso è lungo, difficile, e che la gavetta va fatta.

Quali sono i momenti speciali della vita che porti con te?

Momenti speciali nella mia vita professionale. Sono l’incontro e primo provino cinema con Adriana Sabatini per Mario Rellini, lui mi diede un monologo Ella di Achtenbusch, fui diretta in modo tale da lui che finito il provino scoppiammo tutti e due in lacrime. Lui mi abbracciò dicendomi ” benvenuta in questa avventura”… Poi un altro momento speciale fu a teatro con Sergio Castellito e Stefano Accorsi per una tournée di più mesi con lo spettacolo Il Dubbio, con la grande Lucilla Morlacchi che purtroppo ci ha lasciati non molto tempo fa. Ma in realtà per fortuna sono molti i momenti speciali, diciamo che cerco comunque di rendere tutto speciale quando lavoro, perché è la nostra vita ad essere in primis speciale.

Raccontando i sogni gli si da un’anima, raccontaci, se c’è, il tuo più ricorrente.

Il sogno più ricorrente che ho fatto per anni era questo: svegliarmi la notte aprire la finestra della camera, salire sul bordo e saltare per poi volare via. Sensazione di libertà favolosa.

Progetti futuri?

Qualcosa che bolle in pentola c’è. Un film cinema in Francia e uno in Italia. Intanto continuo a scrivere con la mia meravigliosa co sceneggiatrice Ersilia. Ed ho la preparazione del mio cortometraggio. Spero anche tornare a teatro, con un monologo e continuare a fare bei incontri che sono alla base di tutto.

 

 

https://youtu.be/EVsXhf8U954

 

 

Walter Nicoletti
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