Intervista con l’artista Giacinto Guarnieri

Di Nik Hollywood

Ciao Giacinto! E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Un bel tuffo nel passato. Da bambino cosa sognavi di fare?
Sin da bambino ero incuriosito da tutto ciò che c’è in natura come gli animali e le piante con le loro forme e i loro colori. Questo credo sia stato decisivo per il mio approccio con l’arte, dato che i primi soggetti dei miei disegni erano proprio gli animali e panorami naturali. Ovunque andavo disegnavo. In una occasione ricordo di aver disegnato su una tovaglia di un ristorante a Roma, avevo circa 6 anni. Entrammo per pranzare, ma io evidentemente non resistetti al richiamo di una superficie bianca su cui disegnare…e così fu, nonostante i rimproveri da parte di mia madre.
A volte riapro cartelle piene di fogli di disegni e bozzetti di automobili. Sognavo di diventare designer di automobili, seguivo e ammiravo designer come Giugiaro, Pininfarina. Questo desiderio mi ha portato a partecipare, all’età di 10 anni, a concorsi di progetti di automobili sul giornale “Elaborare centro stile”. Ricordo che premiavano il primo classificato ed io mi aggiudicai il terzo posto su centinaia di ragazzi. Questo mi spronò, già da piccolo, verso lo studio della prospettiva e delle proporzioni naturali.

Chi è Giacinto Guarnieri?

Mi definirei un osservatore della natura, del ciclo degli eventi. Cerco, con la fotografia e con la pittura, di fare emergere ciò che nella vita quotidiana viene dimenticato, ricercando la bellezza in ogni minima cosa e condividendola con la gente.

Giacinto artista nasce per caso o per destino?

Credo che il caso non esista, ho sempre voluto disegnare, dipingere, creare, fotografare e ne ho fatto il mio destino.

Quando si parla di arte, di cosa si parla… di cosa si dovrebbe parlare?

Il concetto di Arte non è difficile da capire, ma è molto delicato. Ci insegnano a guardare i maestri del Rinascimento come forma d’arte per eccellenza, la quale ha come caratteristica colori e sfumature incredibilmente realistiche, ignorando, però,  la forma astratta dove l’opera viene spogliata. Dovremmo imparare ad apprezzare più il concetto di ciò che si vuole rappresentare. Non è il prodotto finale ad essere artistico, ma l’idea che c’è dietro, il processo creativo che porta alla realizzazione dell’opera, quella è la vera anima di un opera d’arte.

L’aspetto che caratterizza il tuo modo di dipingere?

Credo che, nei miei quadri, l’aspetto caratterizzante sia il tratto schizzato, ottenuto usando la tecnica del Dripping. In pratica si dipinge a terra senza cavalletto facendo colare la vernice sulla tela. I colori sono spesso vivaci, soprattutto nei quadri di ritratti di icone e celebrità diventate celebri con il Bianco/Nero, così dando con i colori un senso di rinascita e rievocazione e riportando ad uno stile Pop Art. Daltronde gli stili di pittura sono così vari che vanno dall’astrattismo al realismo e surrealismo, come dire:“ce n’è per tutti i gusti”.

La felicità che colore ha?

Se mi chiedessero di rappresentare la felicità, avrei tanti modi per farlo. Credo che farei una scultura contemporanea, più che un quadro, così che, anche chi non può vedere e ammirare il colore, possa sentirne la forma e la materia di cui è composto, senza privare l’osservatore di un senso come il tatto per capire l’opera. Utilizzerei un colore vivace come l’ arancio o il blu acceso,  perchè penso che ognuno di noi associ la felicità ad un colore diverso in base ai ricordi emotivi e alle proprie emozioni, quindi a colori che scatenano un emozione e di conseguenza un senso di felicità.

Tre cose che non possono assolutamente mancare nella tua vita.

In questo periodo sono all’estero ma, nonostante qui le cose funzionino in modo diverso dall’Italia, vorrei poter lavorare nella mia città Matera senza dover sentire il bisogno di vivere migliaia di chilometri lontano dalla mia famiglia perchè credo sia il primo ingrediente fondamentale per andare avanti. L’armonia e la libertà di sperimentare nuove tecniche creative, il poter viaggiare per potersi confrontare, sono cose che non possono mancare nella mia vita. Ci aggiungerei anche la determinazione e la forza di andare avanti, anche quando si incontrano ostacoli, perchè ci metti cuore e passione.

Qual è dei tuoi lavori quello che più ti piace?

Fra i miei quadri, parlando di dipinti e non di fotografie, ci sono alcuni che preferisco come “Totò”  – smalto su tela, attualmente esposto nel ristorante “Miseria e nobiltà” di Matera. Mi affascinano ancora i suoi colori e l’espressività del quadro nel suo insieme.
Un altro quadro è  quello che ho a casa. Un astratto rappresentante un fuoco con sfondo nero, con tratti a schizzo(Action Painting), di 120x 150 cm, contornato da una cornice in legno fatta a mano. E’ uno dei miei preferiti perchè, quando ci passo davanti, lo guardo e mi fa star meglio.

Gli artisti che ammiri maggiormente?…hanno un’influenza sul tuo stlle di dipingere?

Gli artisti che ammiro non sono pochi. Spaziano dalla fotografia alla pittura perchè ritengo che l’arte si celi dietro diverse discipline. Numerosi sono gli artisti contemporanei talentuosi, ma la nicchia di artisti che ammiro va da Leonardo da Vinci, con le sue opere accurate e magnifiche, all’ astratta e turbolenta pittura negli anni 40 di Jackson Pollock, per poi proseguire con il surrealismo di Dali e la fotografia di Man Ray. Sicuramente lo studio di questi grandi artisti e delle loro vite ha influenzato parte dei miei lavori e guidato il modo di vedere ed assorbire ciò che ci circonda.

C’è sempre un messaggio in tutte le tue opere?

Tutte le opere hanno un messaggio che può essere palese o nascosto, ma ogni opera descrive uno stato d’animo. E’ un’esternazione del nostro pensiero nell’istante in cui viene creata l’opera, un opera d’arte può rappresentare il nulla, ma mai niente.

Attraverso la pittura si può raccontare la vita?

La pittura, nel paleolitico, era presente sotto forma di raffigurazioni ed aveva quasi un’importanza vitale, dovuta al fatto che rappresentasse uno strumento di comunicazione. L’arte di raffigurare è nata con l’uomo e ci accompagna ancora oggi dopo millenni. Rappresenta noi stessi e riflettette, come uno specchio, ogni età evolutiva e culturale dell’uomo.  Perciò dico si… la pittura può raccontare la Vita.

Progetti futuri?

Spero di potermi dedicare ancora per molto tempo alla pittura, anche se, la mia attenzione si sia spostata  ultimamente sulla scultura contemporanea. Ora, infatti, sto lavorando ad un progetto artistico che riguarda alcune sculture create con l’impiego di materiali tessili elastici.

www.guarniericontemporaryart.weebly.com

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Vito "Nik H." Nicoletti

Editor in Chief at Voce Spettacolo
Vito "Nik Hollywood" Nicoletti è Caporedattore di Voce Spettacolo. Si laurea in Giurisprudenza.
Allievo esperto di Kung Fu
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Vito "Nik H." Nicoletti

Vito "Nik Hollywood" Nicoletti è Caporedattore di Voce Spettacolo. Si laurea in Giurisprudenza. Allievo esperto di Kung Fu

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