Di  Vito “Nik Hollywood” Nicoletti

Ciao Angelita! E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Un bel tuffo nel passato. Da bambina cosa sognavi di fare?

Ciao, anche per me è un vero piacere. Come prima domanda direi che non c’è male ….non oso pensare come sarà l’ultima! Scherzi a parte, sono una persona che non si è mai staccata dal suo passato e che giornalmente si rituffa dentro… perché oggi si è solo il risultato di ciò che il passato ti ha permesso di vivere. Da bambina sognavo di fare e di essere tante cose, ma su tutte vi era la voglia di fare e vivere l’arte… scrittrice, attrice ma sopratutto cantante. Ossessionavo chiunque stesse accanto a me ad ascoltarmi, credo di aver sempre cantato nella mia vita. L’ho fatto anche a livello professionale e devo dire che rimane il mio primo amore. Nel canto, come nella regia, ciò che mi interessa di più è poter arrivare al cuore della gente.

Chi è Angelita Puliafito?

Chi è Angelita? Bella domanda, raramente me lo chiedo. Artisticamente il mio percorso nasce in Sicilia, terra intrisa di arte dove mi cimento già da piccola con il canto e la recitazione, sulla spinta di un grande attore Antonio Alvario. Dopo la maturità mi trasferisco a Roma ( per laurearmi nel 2006 al Dams di TorVergata), città che mi permette non solo di trovare l’amore, ma anche di incontrare forti personalità quali Mario Prosperi, Ubaldu Soddu,Valter Pagliaro, Ninni bruschetta, Donato Santeramo,ecc e ai quali ovviamente aspiro. Primo su tutti, non me ne voglia nessuno, è Carlo Emilio Lerici, regista diretto, attuale e dalla straordinaria comunicabilità.
Alla domanda “chi è Angelita?” oggi posso rispondere così: “una persona molto fortunata che ha la possibilità di raccontare delle storie, una mamma, una moglie o semplicemente una Donna”.

Il lavoro di regista secondo te è un mestiere, una professione o una passione?

Questo mestiere lo si fa perché lo si ama. Di base vi è una passione che si sviluppa e che, grazie allo studio, diventa la propria professione. Il lavoro di regista è tutte e tre le cose: l’arte del palcoscenico, del bisogno di comunicare e di dire ogni volta cose nuove.

Qual è l’aspetto migliore e l’aspetto peggiore del tuo lavoro?
L’aspetto migliore sicuramente è quello di vedere le proprie idee prendere forma sulla scena. L’aspetto peggiore, sopratutto per chi come me è anagraficamente giovane per fare il regista e non è figlia d’arte, è quello di doversi scontrare quotidianamente con l’ignoranza di chi considera il tuo mestiere/professione/ passione solo un gioco negandone la dignità professionale. La cosa peggiore è che a Natale non hai la tredicesima! Scusate ma amo essere una burlona!

Sei vincitrice di 2 premi per la prima rassegna teatrale romana sulla Shoah vincendo il premio della critica e della regia. Servono i premi per un artista? Che senso hanno per te?

Si, ho vinto il premio della regia e della critica con lo spettacolo “Così per caso” scritto e diretto da me e, ovviamente, la cosa mi ha resa felicissima! Ho pianto per l’emozione proprio come i bambini… sono del parere che i sentimenti non vanno soffocati. Non nego, quindi, la soddisfazione personale. Credo però che un’artista rimanga tale con o senza premi. Certo, un riconoscimento ti permette di farti notare e ti da quella visibilità che poi nel nostro lavoro è fondamentale.

Obbedisci più al tuo cuore o alla tua testa?

Al mio cuore. Non mi piacciono i calcoli e chi li fa!

Cosa ti aspetti dalla vita?

Mi aspetto dalla vita quello che ho già: una famiglia bellissima, il lavoro più bello del mondo e per il quale ho studiato e che mi darà la possibilità di vivere ancora tante avventure….certo un po di soldi in più non guasterebbero!

Malinconia è la felicità di sentirsi tristi. Ti capita mai di essere malinconica?

Si, capita raramente, ma mi capita, sopratutto quando mi cimento a scrivere. Anche il mio ultimo copione “Guarda stelle”, come il già citato “Così per caso”, nasce dal sentimento della malinconia. La scrittura e la malinconia, a mio avviso, camminano di pari passo. Cito una frase meravigliosa del premio Nobel per la letteratura Anatole France: ”Tutti i cambiamenti, anche i più attesi, hanno la loro malinconia perché ciò che lasciano dietro di noi è parte di noi stessi, dobbiamo morire in una vita prima di poter entrare in un’altra.”

Le arti ( Teatro, Cinema, letteratura etc) tutte insieme, possono cambiare il mondo?

Il teatro e il cinema vanno insegnate nelle scuole e, come la letteratura e la musica, devono diventare a pieno titolo materie didattiche. L’uomo ha bisogno di ritornare ad arricchire il proprio spirito di riappropriarsi della propria umanità, altrimenti non rimarrà altro che un’insieme di scienza e anatomia. Si, tutte le arti insieme possono cambiare il mondo… ma bisogna coltivarne il seme.
Progetti futuri?

Sto preparando un nuovo spettacolo, una commedia musicale “Guardastelle”. E’ una rilettura del piccolo principe. La concomitanza col cartone è solo una casualità. Quando ho pensato allo spettacolo, non avevo la minima idea che presto sarebbe uscito al cinema. Forse questo è l’anno del piccolo principe e anche in questo caso, come in quelli precedenti, lo spettacolo ha scelto me e non viceversa. Lo spettacolo ha l’intento di svegliare il cuore degli adulti che sanno solo giocare alla guerra, portatrice di morte. La stessa morte di cui sono vittime molti « piccoli principi » come Alayn Curdi, il bambino siriano trovato morto sulla spiaggia e la cui immagine è indelebile ancora negli occhi di chi l’ha vista. Il cast vede in scena attori gia affermati come Romano Talevi, Rita Pasqualoni, Francesca Stajano e giovani promettenti leve come Danilo Turnaturi, Alessia Di fusco, Davide Di Meglio e Alessandro Bevilacqua. Ci saranno momenti coreografati grazie alla bravura di Sabina Parisi, il trucco di Jenny Tomasello, il tutto incorniciato dalla scenografia realizzata da Katia Titolo. La produzione è mia e di Enrico Marcacci che, oltre ad essere un grande collaboratore e amico fidato, cura anche l’audio e le luci.

Senza i sogni non si può…(continua tu)

Come avevo supposto, l’ultima domanda non è certo la più semplice e, devo dire, degna di essere chiamata la domanda conclusiva! Senza i sogni non si può…. vivere. Ognuno di noi ha la propria macchina del tempo… alcune ti portano indietro e si chiamano ricordi, altre ti fanno andare avanti e si chiamano sogni.

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Vito "Nik H." Nicoletti

Editor in Chief at Voce Spettacolo
Vito "Nik Hollywood" Nicoletti è Caporedattore di Voce Spettacolo. Si laurea in Giurisprudenza.
Allievo esperto di Kung Fu
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