Intervista all’artista Maria Pia Liotta

Di Vito “Nik Hollywood” Nicoletti

Ciao Maria Pia! E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Chi è Maria Pia Lotta?
Non saprei come definirmi. Io so chi è Maria Pia Liotta, ma non è facile descriversi.

Come nasce artisticamente Maria Pia Liotta?
Forse era già innato in me questo spirito artistico. Ricordo che mia madre mi raccontava sempre che nella pancia mi muovevo sempre e sin dai primi passi a volte danzavo. Chissà, forse ognuno di noi nasce con del talento, poi comunque va raffinato, va allenato e custodito.

…è stato il caso a decidere per te oppure il destino?
Io non credo al caso, siamo noi che creiamo il destino, il destino corrisponde alle nostre scelte.

Quanto c’è di Maria Pia nel lavoro che svolgi?
C’è totalmente Maria Pia. C’è la mia irrazionalità che mi ha sempre contraddistinto, ma allo stesso tempo sono concreta. Quando sogno, quando immagino, quando visualizzo uno spettacolo, prima assaporo l’idea e poi, in modo razionale, mi concentro per crearla rispettando i canoni previsti. Ho sempre sostenuto che un artista sogna sempre in maniera irrazionale e poi, per realizzare il suo sogno, deve necessariamente agire in modo razionale per metterlo in pratica. Attenzione però, il termine “irrazionale” non va inteso in modo negativo. Va inteso nel senso di essere sorridente, allegra, devo sempre prendermi un pò in giro. Guai se non lo facessi, Altrimenti verrebbe meno il sogno, io mi devo divertire quando lavoro. Ci metto sempre tanta ironia nelle cose che faccio. Poi però devo tener conto anche del pubblico e allora mi chiedo sempre se quello che ho realizzato può andar bene per loro. Questo comportamento è dato dal fatto che ho sempre rispetto del prossimo.

Maria Pia musicista, secondo te attraverso la musica si può raccontare la vita?
Sicuramente un artista racconta la propria di vita, racconta le proprie sensazioni e le proprie emozioni attraverso le note che sceglie.

“Lui che ama mio marito – un disperato bisogno d’amore”, un commedia nata da una tua idea e che ti vede anche alla regia, in scena al Teatro Ambra Garbatella di Roma. Racconta questo progetto, come nasce e perché.
È stata scritta a quattro mani per raccontare questo spaccato di società, argomento molto attuale, scritto con il mio amico di sempre Ennio Salomone. È venuta fuori questa storia molto intrigante, ho voluto che emergessero i sentimenti assoluti, il rispetto, l’educazione, il senso della dignità. Ci sono tutti questi ingredienti ma non si vogliono dare suggerimenti o indicazioni. Il cast è composto da Alma Manera nel ruolo di Lara Levi, Sergio Arcuri nel ruolo di Luca Batoli, Salvio Simeoli nel ruolo di Carlo Mazzi, con la partecipazione di Nadia Rinaldi e Beppe Convertini rispettivamente nel ruolo della Manager Sandra Cuomo e del “sacerdote” Padre Simone, con Marcia Sedoc nel ruolo della “tata”, Francesco Forte nel ruolo di Bartolomeo, fedelissimo maggiordomo della protagonista.

Questi valori che racconti nella commedia, secondo te, sono già acquisiti nella nostra società?
Se dovessi scrivere come vedo la società di oggi e la dovessi dipingere, la dipingerei di grigio. Oggi c’è molta invidia e cattiveria, molto individualismo e per me è una cosa terribile. Sono una persona che, in tutto quello che ha fatto, ha sempre agito affinché ci fosse lavoro di squadra e ha sempre cercato di valorizzare tutti quelli che hanno collaborato nei vari progetti realizzati. Ho sempre cercato di circondarmi di persone migliori di me, di imparare dagli altri e, puoi credermi, mi sento schiacciata da tanta cattiveria, arroganza ma soprattutto ignoranza e poca educazione.

Visto che hai creato la sceneggiatura, c’è qualche personaggio che ti rispecchia e senti più vicino a te?

Certo, c’è sempre qualcosa di autobiografico quando si crea un’opera. In essa ci sono degli aspetti fondamentali che sono il bene assoluto e l’armonia tra gli uomini. Tutte caratteristiche che condivido e che rispecchiano la mia personalità.

Nel perseguire il tuo lavoro, la vita cosa ti ha dato e cosa, invece, ti ha tolto fino ad ora?

Penso di essere una persona fortunata. Ringrazio Dio per avermi dato questo talento, la salute, la forza e questo carattere che mi premette di “rialzarmi” sempre in maniera positiva e propositiva. Quindi la vita non mi ha tolto nulla, ma mi ha dato tanto. Chi fa il nostro lavoro è fortunato perché è un lavoro che ti ha scelto e che tu scegli.

Nella tua vita artistica c’è qualcosa che ricordi in particolare?

Ogni opera che realizzi è un tuo “figlio”. Ricordo in particolar modo il musical “Maria di Nazareth”. L’ho scritto, diretto e messo in scena su uno dei palcoscenici più importanti al mondo. È stata un’esperienza immensa che naturalmente mi ha dato anche la possibilità di tirar fuori questo mio carattere così responsabile. Mi definisco “artista responsabile” e questo significa che non mi risparmio, ho la massima pretesa per me stessa e per chi lavora con me. Metto il cuore in tutto quello che faccio.

Maria Pia, grazie per il tempo dedicatoci. Voce Spettacolo ti fa i migliori auguri per il tuo futuro.

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Vito "Nik H." Nicoletti

Editor in Chief at Voce Spettacolo
Vito "Nik Hollywood" Nicoletti è Caporedattore di Voce Spettacolo. Si laurea in Giurisprudenza.
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