di Gianfranco De Cataldo.

 

Ciao Andrea! La prima domanda. Un tuffo nel passato. Da bambino dicevi… “da grande farò”…?

Ciao a voi! Da piccolo ero indeciso tra diventare un calciatore o un gladiatore romano. Ovviamente non ho fatto nessuno dei due lavori.

Tanti pensano che fare il regista sia fare solamente soldi, in realtà è soprattutto passione con tanti sacrifici, raccontaci come nasce la tua…

Vorrei rispondere a questi “Tanti” che se vogliono fare solamente soldi, non si avvicinassero proprio al cinema, soprattutto in Italia. Qui c’è solo passione e sacrificio, purtroppo, perché con la passione si vive ma, con i soldi si mangia.
La mia passione è nata da quando mio padre mi regalò la mia prima videocamera, mi sono sentito completo.

Secondo te come è possibile scrivere ancora cinema di qualità?

Per scrivere cinema di qualità bisogna avere fantasia e rispetto per il pubblico. Oggi scrivono tante storie simili e “leggere” come se il pubblico avesse bisogno di non pensare ma solo di svagarsi. Il cinema è arte non un’ aspirapolvere svuota menti.

Il lavoro del regista oggi.

Oggi il regista è molto più filmaker. Mentre negli anni 60 era un direttore generale. Fellini dirigeva capolavori senza saper usare tecnicamente la cinepresa, oggi penso sia impossibile, chiunque può girare qualcosa, anche con un telefono. Per questo motivo oggi un regista non solo deve essere un visionario ma anche un tecnico espertissimo.

Come nascono le tue idee?

I personaggi delle mie storie, abitano dentro di me, i miei luoghi, i miei pensieri, sono loro che vengono a trovarmi. Loro mi dicono di esistere, non sono io a crearli. Le mie storie nascono da sole io mi limito a portarle alla luce.

Long Shot : Raccontaci questo tuo Progetto.

Nei miei cortometraggi precedenti, avevo tentato di esaminare le relazioni tra gli individui, le loro relazioni amorose, la fragilità dei loro sentimenti e così via. Ma in questo cortometraggio, la relazione è tra un singolo individuo e la realtà, le cose che lo circondano. Non ci sono storie d’amore in questo film. L’esperienza del protagonista riguarda la sua relazione col mondo, con le cose che si trova difronte”.
Il massimo di obiettività (la riproduzione fotografica del reale) coincide con l’indecifrabilità. “Noi sappiamo che sotto l’immagine rivelata ce n’è un’altra più fedele alla realtà, e sotto quest’altra un’altra ancora, e di nuovo un’altra sotto quest’ultima. Fino alla vera immagine di quella realtà, assoluta, misteriosa, che nessuno vedrà mai. O forse fino alla scomposizione di qualsiasi immagine, di qualsiasi realtà.
Una critica nei confronti della generazione “smartphone”, capace di girare video in qualsiasi momento, ma non capaci né consapevoli della potenza del mezzo di cui dispongono.

Un film che avresti voluto dirigere.

Un film che avrei voluto dirigere è “Non essere cattivo” di Claudio Caligari.

Raccontaci qualche aneddoto o retroscena dei tuoi lavori e delle tue esperienze passate.

Sul set di un mio cortometraggio, stavamo per girare la scena finale, un esterno/tramonto in mare.
Il protagonista e la protagonista dovevano baciarsi e piano piano scomparire sott’acqua.
L’attore protagonista ebbe la geniale idea di invitare la sua fidanzata ad assistere alle riprese. La dovemmo allontanare dal set, i due si lasciarono poco dopo.

Se la tua vita fosse un film o una canzone, quale sarebbe? E perché?

Se la mia vita fosse un film sarebbe “Otto e mezzo” di Fellini e se fosse una canzone sarebbe “Altrove” di Morgan.
Il motivo è lo stesso per entrambe, do importanza tanto alla mia vita esteriore, rapporti sociali, quanto a quella interiore, dove vivo i sogni e conosco i personaggi che poi racconto.

Riesci a trovare del tempo libero per i tuoi hobby?

Dipende, oltre a lavorare nel cinema sono uno studente universitario. Non è facile trovare del tempo libero però, quando posso, mi faccio una partita di tennis.

Il Rumore del mare : da dove nasce l’idea ?

L’estate la passo nella mia terra, la puglia, e tante volte mi soffermo ad ascoltare il rumore del mare, dai suoni universali e allo stesso tempo diversi. Volevo racchiudere in un video questi suoni.

Progetti futuri?

A giorni dovrei girare un cortometraggio di genere thriller dal titolo “Untitled”. Speriamo bene!

Manda un saluto ai nostri lettori .

Un saluto a tutti i lettori di voce e spettacolo! Abbiate rispetto della vostra immaginazione e dei vostri sogni!

 

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Walter Nicoletti
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