Abbiamo incontrato… Ligabue!

di Emanuela Del Zompo.

 

Abbiamo incontrato Ligabue in occasione della conferenza stampa di Made in Italy tenutasi ieri presso il Cinema Adriano di Roma.

SINOSSI

“Made in Italy” è una tormentata dichiarazione di amore verso il nostro Paese, raccontata con le parole e la musica di Luciano Ligabue, attraverso lo sguardo di Riko, un uomo onesto alle prese con una vita in cui tutto sembra essere diventato improvvisamente precario: il lavoro, il futuro, i sentimenti.

Ma se a volte rialzarsi non è facile, Riko ha scelto di non darla vinta al tempo che corre: c’è un matrimonio da difendere e riconquistare, ci sono amici su cui contare e una casa da non vendere.

Riko decide di mettersi in gioco e prendere finalmente in mano il suo destino.

 

NOTE DI REGIA

Durante le riprese di “Da zero a dieci” abbiamo saputo della malattia di mio padre e durante i processi di post-­‐produzione ci ha lasciato. Credo di avere sempre, non so quanto consciamente, associato le due esperienze e questo è diventato sicuramente il motivo principale per cui mi sono tenuto a lungo lontano dal fare film.

Un’altra ragione (questa, al contrario, dettata da un privilegio) è che potendo contare sulla dicitura “musicista” alla voce “professione” sulla mia carta d’identità, non ho mai avuto la necessità di cercare copioni disponendo, anzi, della facoltà (del lusso, se vogliamo) di poter aspettare una storia se mai ne fosse uscita una (e, certo, se mai qualcuno fosse stato ancora interessato a produrre un mio film).

Infine ho lasciato trascorrere tanto tempo prima di tornare alla regia per un motivo tanto banale quanto pratico (e questo, ahimè, è il meno nobile di tutti): si tratta di mestiere faticosissimo. Quanto meno lo è per me e specialmente se paragonato alla professione di cui sopra.

Quali possono essere allora le cause che mi hanno spinto a vincere le mie stesse resistenze? Anche in questo caso ne voglio enumerare tre:

1 -­‐ (e questo va naturalmente da sé) una storia che ho creduto valesse la pena raccontare.

2 -­‐ un sentimento (l’amore frustrato verso il nostro Paese) che da circa dieci anni provo a esprimere occasionalmente in qualche canzone e che qui poteva essere raccontato da qualcuno (Riko) che, avendo meno privilegi di me, mi sembrava avesse ancora più diritto a una certa incazzatura.

3 -­‐ l’anomalia di una storia raccontata in primo luogo attraverso una serie di canzoni che sono arrivate a formare un concept album (altra anomalia di un certo conto, almeno attualmente) poi diventato una sceneggiatura e infine un film in cui le stesse canzoni tornano per accompagnare alcune scene.

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Il film precedente l’avevamo girato ancora in pellicola e ora, sedici anni dopo e con una crew quasi del tutto nuova per me, ho ritrovato la fatica di cui sapevo ma anche parecchio piacere. Quello per una bellissima collaborazione con tutti quelli che ci hanno lavorato con una dedizione a dir poco toccante e il piacere del lavoro con gli attori che è stato, per me, ancora più appassionante del solito.

Stefano ritrovato dopo vent’anni, Kasia, Fausto Maria e tutti gli altri impegnati a dar vita a un gruppo di brave persone che rimangono tali nonostante “la legge del furiere” del nostro Paese.

Ancora una volta l’ambientazione, quasi per intero, è quella più familiare, quella di casa mia.

Ancora una volta l’ispirazione per personaggi e argomenti viene in buona parte dalla realtà che conosco e in particolare da alcuni dei miei amici storici che in materia di ingiustizia fiscale, spostamenti in avanti di pensione e licenziamenti ne sanno certamente più di me.

Luciano Ligabue

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LUCIANO LIGABUE

Biografia

20 album, 5 libri, 3 film, oltre 700 concerti tra teatri, club, palasport, stadi e grandi spazi all’aperto.

Cantante, autore, regista, scrittore, padre di due figli. Luciano Ligabue rappresenta la più autorevole e credibile incarnazione del rock in Italia nell’ultimo quarto di secolo. Nato a Correggio nel 1960, ha cominciato a frequentare la musica attraverso l’esperienza giovanile nelle radio locali della provincia emiliana (da Radio Attiva a Mondoradio Rock Station) per approdare alla sua prima band, gli Orazero, nella seconda metà degli anni ’80. Fin dai suoi primi passi nel mondo della musica, Luciano Ligabue ha al suo fianco Claudio Maioli, collega ai tempi della radio e primo manager: è lui il responsabile del primo concerto del gruppo.

Dopo l’esaltante militanza sui palchi dei piccoli festival ‘di base’, Ligabue vive il suo primo momento di gloria con la pubblicazione, nel 1988, del primo 45 giri in vinile: 1000 copie contenenti i due brani “Anime in plexiglass” e “Bar Mario” pubblicate dall’ARCI di Modena come premio per aver vinto il Terremoto Rock.

Occorre attendere due anni per il debutto ufficiale che arriva nel 1990 con l’album “Ligabue”, registrato con una band completamente nuova (che assumerà la denominazione ClanDestino) e un sound sorprendentemente maturo. L’album, anticipato dal singolo “Balliamo Sul Mondo”, diventa uno degli esordi di maggior successo nella storia della discografia italiana, domina l’airplay delle radio italiane e si aggiudica il Disco Verde del Festivalbar come miglior emergente dell’anno.

Fin dal suo primo lavoro Ligabue mette in luce una formula originale, in grado di unire un’attitudine schiettamente rock a una finezza narrativa di scuola cantautorale.

Al primo album segue un tour che dura quasi ininterrottamente per tre anni, con 250 concerti in giro per l’Italia nel periodo compreso tra il 1990 e il 1993 per quello che verrà ribattezzato il Neverending Tour. La sua presenza nella scena musicale italiana, con una crescente popolarità che si alimenta nell’esperienza del live, si consolida con altri due album che confermano le premesse e le promesse: “Lambrusco, Coltelli Rose & Popcorn” (1991) e “Sopravvissuti e Sopravviventi” (1993). I brani scritti da Ligabue assomigliano a racconti brevi, d’impronta fortemente descrittiva, animati da personaggi letterari protagonisti di storie di resistenza umana ambientate in una piccola città eterna, tra bar e stazioni ferroviarie, tra il sogno della fuga e il bisogno di rimanere radicati nella propria terra.

Con la fine del Neverending Tour, giunge la prima pausa di riflessione. Ligabue pubblica un album composto prevalentemente da collaborazioni e brani già editi, “A che ora è la fine del mondo?” (1994), chiudendo l’esperienza con i ClanDestino.

Il 1995 coincide col più clamoroso exploit della carriera di Ligabue che cambia completamente l’assetto della sua band (il cui nome per tutti sarà La Banda), e dà vita a un album destinato a lasciare una traccia profonda nella cultura popolare: “Buon Compleanno Elvis”. Il disco supera il milione di copie, rimane stabilmente nella classifica degli album più venduti per 15 mesi e tutti i suoi brani entrano nella programmazione delle radio italiane. “Certe Notti”, primo singolo estratto dall’album, permette a Ligabue di aggiudicarsi la Targa Tenco (canzone dell’anno) e di esibirsi in un singolare duetto con Luciano Pavarotti sul palco del Pavarotti & Friends. L’attività in concerto di Ligabue non conosce pause e viene immortalata nella raccolta “Su e giù da un palco” (1997), che diventa l’album live più venduto di sempre in Italia con oltre un milione di copie. A suggello di questo periodo straordinario vi è un’altra ‘prima volta’ dal vivo, nel tempio del calcio (e del rock) di San Siro, nell’estate del 1997: il concerto nello stadio milanese lo consacra come performer di categoria superiore e stabilisce un primato con i suoi 110.000 spettatori in due date.

Quasi contemporaneamente Ligabue debutta – con altrettanto successo – nella scrittura: la raccolta di racconti “Fuori e Dentro il Borgo”, ambientati nello stesso microcosmo di provincia in cui nascono le ispirazioni di molti dei suoi brani, gli consente di ampliare il suo spettro narrativo e di dare maggiore respiro ai luoghi, ai

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personaggi, alle descrizioni, secondo la lezione di Pier Vittorio Tondelli, anch’egli correggese. Il libro permette a Ligabue di aggiudicarsi il premio Elsa Morante e apre la strada per un altro sorprendente debutto: nel 1998 i racconti del libro diventano la traccia di base per la sceneggiatura del film “Radiofreccia”, scritto e diretto da Luciano Ligabue e prodotto da Domenico Procacci. Il film racconta uno spaccato dell’Emilia e dell’Italia nella seconda metà degli anni ’70 e riscuote consensi unanimi, dal botteghino alla critica, aggiudicandosi 3 David di Donatello e 2 Nastri d’Argento ed entrando, nel 2006, nell’archivio cinematografico permanente del MoMa di New York.

Intanto, mentre comincia a diffondersi il fenomeno di Internet, Ligabue intuisce con largo anticipo il ruolo che presto assumerà la rete come strumento di aggregazione, promozione e contatto con il pubblico: il barMario, fan club ufficiale dell’artista fondato nel ’91 da Marco Ligabue, sbarca sul web con un forum, denominato “il Borgo”, nel quale convergono migliaia di fan dell’artista e una prima web radio, denominata “Radiofreccia”, che nascerà nel 2000.

Nel 2005 verrà inaugurato LigaChannel, un nuovo mezzo di comunicazione che andrà al di là del semplice sito ufficiale: un canale online a cui l’artista affiderà anteprime ed esclusive dedicate ai fedelissimi.

Poche settimane prima della fine del millennio, dopo quattro anni di attesa (interrotti dagli inediti inseriti in “Su e giù da un palco” e nella colonna sonora di “Radiofreccia” e dal singolo “Il mio nome è mai più”, inciso con Jovanotti e Piero Pelù per Emergency), esce “Miss Mondo” (1999). L’album si aggiudica numerosi premi (il PIM, il Festivalbar, il Telegatto) e avvia una nuova esaltante stagione di concerti nei palasport (39 date per 300.000 spettatori) e, per tutta l’estate 2000, negli stadi.

Il 2001 vede Ligabue dirigere il suo secondo film, “Da zero a dieci”, che viene proiettato l’anno successivo durante il Festival du Cinema di Cannes a chiusura del programma della Semaine de la critique. Nella colonna sonora spicca la canzone “Questa è la mia vita” che, inizialmente concepita esclusivamente per il film, entra a far parte del settimo album in studio di Ligabue, “Fuori come va?” (2002), e dà avvio a una nuova serie di concerti che culmina in un tour senza precedenti in Italia: l’artista si esibisce (con line up e scalette differenti) nei palasport e nei teatri con un doppio spettacolo itinerante. Dal tour teatrale avrà origine il live “Giro d’Italia” (2003), che frutta il Premio Ciampi come ‘disco dell’anno’.

Il 2004 è l’anno della pubblicazione del primo romanzo di Luciano Ligabue, “La neve se ne frega”, che vende 200.000 copie e riceve importanti riconoscimenti tra i quali si annoverano il Premio Fregene e il Premio Fernanda Pivano.

I successi extramusicali di Ligabue si rivelano non occasionali e scandiscono una carriera che trova ancora nell’esperienza del ‘live’ e nel contatto diretto col pubblico la sua celebrazione più autentica.

Nel 2005, in contemporanea con l’uscita dell’ottavo album in studio “Nome e Cognome”, si celebra al Campovolo di Reggio Emilia, nella terra in cui la poetica e l’estetica di Ligabue sono profondamente radicate, un evento che entra negli annali: il 10 settembre 165.264 persone partecipano al concerto che segna il ritorno del ‘Liga’ e stabilisce il record europeo per biglietti venduti da un singolo artista.

Nella stagione successiva Ligabue si consacra come più importante performer italiano elaborando un altro tour senza precedenti che lo porta in 4 diverse location (club, palasport, stadi e teatri) con 4 line up diverse per 4 diversi spettacoli che fanno registrare una serie infinita di sold out. Negli oltre 80 concerti vengono proposti circa 60 brani dell’artista e vengono lette dallo stesso Ligabue, durante le performance teatrali, alcuni componimenti estratti dal suo ultimo libro: “Lettere d’amore nel frigo” (2006), prima raccolta di poesie della sua carriera.

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Il 2006 è anche l’anno del debutto di Ligabue come autore per un’interprete femminile: “Gli ostacoli del cuore”, scritta per Elisa, conquista le vette dell’airplay radiofonico italiano. Il videoclip del brano segna anche il debutto di Ligabue alla regia in ambito musicale.

Il biennio successivo vede l’uscita delle prime due antologie discografiche di Ligabue “Primo Tempo” (2007) e “Secondo Tempo” (2008) accompagnate dalla sigla L7 che caratterizza il mini-­‐tour dedicato al primo disco tenutosi nei palasport di Roma e Milano con 7 concerti per singola location. Tutti esauriti in prevendita.

L’attività concertistica del 2008 è caratterizzata da un triplete straordinario: Ligabue, accompagnato per l’occasione da una nuova formazione, apre la stagione con un tour europeo primaverile di 9 date. Tornato in Italia, riconquista gli stadi delle principali città del Paese prima di avviare, in autunno, una nuova esperienza straordinaria. Con Sette Notti In Arena, Ligabue porta nel tempio della lirica mondiale, l’Arena di Verona, uno spettacolo suggestivo: un concerto rock accompagnato dall’Orchestra diretta da Marco Sabiu che si ripeterà, seguendo formule analoghe, in anni successivi.

Nel 2010 esce “Arrivederci, Mostro!” accompagnato come sempre da una serie di concerti (negli stadi e, nella successiva stagione invernale, prima nei palasport e quindi nei teatri, riproponendo l’album nella versione acustica, pubblicata a fine anno) che gli permettono di conquistare il riconoscimento di Tour dell’Anno. L’album, a sua volta, si aggiudica la Targa Tenco proprio per la versione ‘unplugged’.

Il 2011 è l’anno di Campovolo 2.0, un nuovo bagno di folla che coinvolge, sul palco allestito per lo show (una struttura colossale, lunga 90 metri), tutti i musicisti che lo hanno accompagnato nella carriera. Dal concerto è tratto il primo film italiano che racconta uno show musicale in 3d e un triplo album “Campovolo 2.011” contenente tutti i 32 brani in scaletta, compresi i tre inediti nella versione studio.

Le principali novità del 2012 sono sul fronte del live, con un mini-­‐tour che vede l’esordio di Ligabue alla Royal Albert Hall di Londra, e su quello editoriale, con la pubblicazione della seconda raccolta di racconti: 15 anni dopo “Fuori e dentro il borgo” esce “Il Rumore dei Baci a Vuoto”.

Il 2012 sarà ricordato anche per un altro grande evento che vede ancora una volta Ligabue impegnato per un’iniziativa di solidarietà: il concerto ‘Italia Loves Emilia’, un raduno che si svolge al Campovolo di Reggio Emilia, a pochi chilometri dall’epicentro del sisma del 20 maggio. Al concerto partecipano tutti i più importanti artisti della scena musicale italiana: con Ligabue sono coinvolti Biagio Antonacci, Claudio Baglioni, Elisa, Tiziano Ferro, Giorgia, Jovanotti, Litfiba, Fiorella Mannoia, Negramaro, Nomadi, Renato Zero, Zucchero. L’evento benefico vede la partecipazione di oltre 150.000 spettatori.

A settembre 2013 Ligabue torna all’Arena di Verona per sei spettacoli sold out con l’orchestra.

“Mondovisione” è l’album di inediti che diventa disco più venduto dell’anno impegnando Ligabue in due anni di tour in Italia e per la prima volta anche in alcuni club e teatri di Stati Uniti, Canada, Sudamerica, Australia, Giappone e Cina. Il quinto disco live della carriera, intitolato “Giro del mondo” sarà la testimonianza di questa straordinaria esperienza internazionale.

Il 19 settembre 2015, 150.000 persone partecipano alla speciale Festa per i 25 anni di carriera nel terzo concerto a Campovolo.

È del 2016 la pubblicazione del libro “Scusate il disordine”, 16 racconti contraddistinti dalla presenza della musica in molte sue declinazioni e da elementi o situazioni surreali.

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A settembre Ligabue è protagonista di un altro grande evento live nella splendida cornice del Parco di Monza:

l’evento Liga Rock Park raduna oltre 130.000 persone.

“Made In Italy”, ventesimo disco di Ligabue, undicesimo di inediti e primo concept album della sua carriera esce a novembre balzando immediatamente al primo posto delle classifiche e ricevendo la certificazione triplo platino.

Trattandosi di un concept album, Ligabue sceglie volutamente di suonare il disco in una dimensione live più raccolta rispetto agli abituali stadi e grandi arene all’aperto, per avere un contatto più ravvicinato col pubblico.

Nel 2017 parte quindi “Made In Italy – Palasport 2017” (oltre 320.000 biglietti venduti in prevendita) che tuttavia, a causa di un inconveniente alle corde vocali Ligabue è costretto ad interrompere rimandando le restanti date a dopo l’estate, mantenendo così la promessa ai fan di andarli a trovare “casa per casa” nei palasport di tutta Italia con più di 50 concerti in calendario che si riveleranno trionfali.

I mesi estivi di forzato stop dai concerti non fermano Ligabue che torna dietro la macchina da presa, a distanza di 15 anni dal suo ultimo lungometraggio “Da zero a dieci” e a 20 dall’esordio cinematografico di “Radiofreccia”, per girare la sua terza pellicola da regista e sceneggiatore:

“Made In Italy” diventa anche un film con protagonisti Stefano Accorsi e Kasia Smutniak.

Uscirà nelle sale il 25 gennaio 2018.

Il giovane rocker che muoveva i suoi primi passi in una piccola radio di provincia si lancia dunque in altre nuove sfide, forte di un’esperienza che, in 27 anni, lo ha portato ad affrontare platee sempre più vaste, a infrangere record ritenuti impossibili, ad affermarsi come artista completo su più fronti con un comune denominatore: la capacità innata di raccontare con un suono, un’immagine, un verso, ciò che è contemporaneamente singolare e universale. E la fedeltà a un valore raro, nel mondo dello show business: l’onestà nei confronti del suo pubblico e una certezza per tutti: il meglio deve ancora venire.

(Foto copertina: movieplayer.it)

Walter Nicoletti
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Walter Nicoletti

Founder at Voce Spettacolo
Walter Nicoletti è un produttore, filmmaker, attore e fonda Voce Spettacolo nel 2013. Laureato in Giurisprudenza. E' portavoce italiano della Notte degli Oscar® - European Oscar Party (2018-2019).
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