Addio Robert Miles, ora và…e fai ballare gli angeli

di Michele Valente.

Correva l’anno 1996 e tutti i “quasi quarantenni” soprattutto e amanti della musica dance, lo ricorderanno molto bene. Un periodo molto prolifico, musicalmente parlando, in cui la musica da club cominciava a prendere una forma differente da quella del precedente passato. La cosiddetta “commerciale”, già da un po’ cominciava a possedere tendenze “house” e “techno-trance”, come quelle diffusesi in Europa ed oltreoceano.

Era l’estate di “Make The World Go Around”, “Keep on Jumpin’ “ o “The night Train”…per quelli che se ne intendono, per quelli a cui non serve dare un artista a questi pezzi, perché hanno già capito di cosa si parla.

Era un periodo in cui ci si preparava a “viaggiare a mille” sulle piste da ballo, sull’onda delle nuove e disparate tendenze melodiche della dance. N’on si sapeva ancora nulla della crisi economica che solo qualche tempo dopo si sarebbe affacciata in Italia ed Europa, e le spiagge erano ancora piene di gente fino all’ultimo giorno dell’estate.

Le note “clubbeggianti” di un magico periodo, già pieno di picchi sonori ed ancora oggi riecheggiati in salse elettro-moderne, si arricchivano dell’impertinenza di alcune note di pianoforte, che prepotentemente decidevano di addolcire la pista con una melodia che incantava e stupiva.

Erano le magiche note di “Children”, di un certo Roberto Concina in arte Robert Miles, che di lì a presto si sarebbero imposte ad inno dell’estate ed ancora oggi suonate in tutto il mondo.

La magia di quelle note e di quel pianoforte, difficilmente potranno essere dimenticate, come tutti gli inni alla vita, come tutte le giuste intuizioni, ispirazioni musicali e la passione dei veri artisti, divenuti icona e simbolo per tutti noi sognatori.

Grazie alla sua intuizione musicale, Robert Miles si aggiudica un Brit Award, (ancora oggi unico artista Italiano ad averne vinto uno) ed un World Music Award. Successivamente, le sue produzioni maturano e prendono una direzione differente rispetto al clamore del “Dream trance” che lo ha reso famoso con il “Bright piano” di “Children” e dopo “Fable”.

Robert Miles era infatti un artista vero, uno di quelli che non amavano essere sempre sotto i riflettori, uno che produceva e suonava la sua musica per passione e mai per accontentare le richieste del mercato o per mero profitto.

Caro Robert Miles, te ne sei andato via troppo presto, mentre le tue note ancora risuonano nelle nostre orecchie e la serata non è ancora finita… Grazie davvero per averci fatto ballare e sognare, per averci regalato la tua passione e per aver ispirato cuori, idee e per aver allietato noi, popolo della notte.

 

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Michele Valente

Editor in Chief at Voce Spettacolo
Michele Valente è Editor in Chief di Voce Spettacolo. Laureato in Economia Aziendale all'Università di Parma, si occupa di Spettacolo e soprattutto di ambiti legati alla musica e NightLife. Una delle sue peculiarità è intervistare dj famosi nel mondo.
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Michele Valente è Editor in Chief di Voce Spettacolo. Laureato in Economia Aziendale all'Università di Parma, si occupa di Spettacolo e soprattutto di ambiti legati alla musica e NightLife. Una delle sue peculiarità è intervistare dj famosi nel mondo.

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