AL VIA LA RASSEGNA “laVERDI FESTEGGIA” – 14 MARZO

 

laVerdi festeggia 2017

Omaggio a Azio Corghi

Nell’ottantesimo compleanno

Martedì 14 Marzo ore 20.30

Auditorium di Milano, largo Mahler

Azio Corghi

CRUCI-VERBA

per voce recitante e orchestra

(2001)

lettura e commento da

IL VANGELO SECONDO GESÙ

di José Saramago

sopra la

VIA CRUCIS

di Franz Liszt

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

Direttore Pietro Borgonovo

Si apre con questo primo, speciale concerto in onore di Azio Corghi la nuova stagione laVerdi festeggia: cinque incontri musicali collegati ad altrettanti anniversari, a ciascuno dei quali laVerdi dedica un programma particolari.

Appuntamento martedì 14 marzo (ore 20.30), all’Auditorium di Milano, per l’80° compleanno di Azio Corghi.

L’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi – diretta per l’occasione da Pietro Borgonovo – vuole omaggiare il compositore di Cirié (Torino), eseguendo Cruci-Verba, brano per orchestra e voce recitane, sul testo de Il Vangelo secondo Gesù del drammaturgo portoghese José Saramago, premio Nobel per la letteratura 1998, preparazione spirituale alle riflessioni di quaresima.

(Biglietti: euro 20,00; info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler, orari apertura: mar/dom, ore 10.00/19.00, tel. 02.83389401/2/3; on line: www.laverdi.org o www.vivaticket.it ).

Programma

CRUCI-VERBA

Note introduttive di Azio Corghi

Quali “interferenze” vengono a crearsi alternando la lettura delle ultime pagine del Vangelo secondo Gesù di Josè Saramago al commento musicale sopra la Via Crucis di Franz Liszt?

Alla “verticalità” del programma della Via Crucis, riportato da Liszt in lingua francese, si contrappone “l’orizzontalità” della lettura del testo saramaghiano. Di qui anche la scelta del titolo Cruci-Verba con le sue polivalenti possibilità di interpretazione.

Un Prologo/Preludio introduce le quattordici Stazioni – “peintes ou appendues aux murs” – che fanno parte della composizione per pianoforte di Liszt. Esse delimitano la successione degli interventi recitati e di quelli strumentali.

Lettura e Commento procedono separatamente. La prima ha la funzione di un racconto che (all’apparenza) risulta fortemente contrapposto alla descrizione musicale del secondo.

L’opera è concepita in forma dialettica: lettura e commento, voce e orchestra, discorso diretto e indiretto. Il che è pure determinato dall’opposizione fra il testo dell’ateo Saramago e la musica del credente Liszt. Dialettica che trova la sua laica esaltazione nelle parole di Giuseppe, e che Gesù morente, ricorda come in sogno:

Né io posso farti tutte le domande, né tu puoi darmi tutte le risposte.

La mia “ri-lettura” spazia dalla libera trascrizione per orchestra del testo pianistico originale, fino all’inserimento di tematiche autoreferenziali che tendono a “ri-abitare” la storia (nel mio caso quella della musica) nel tentativo di riproporla come metafora del vissuto quotidiano.

Partendo dall’idea di creare provocatorie interferenze spesso si scoprono umane confluenze.

Azio Corghi

Biografie

Azio Corghi, compositore, musicologo e didatta. È nato a Ciriè (Torino) nel 1937. Ha studiato pianoforte al Conservatorio di Torino con Mario Zanfi e composizione al Conservatorio di Milano, allievo di Bruno Bettinelli, diplomandosi in composizione, pianoforte, musica corale, direzione di coro, direzione d’orchestra e composizione polifonica vocale. Il catalogo delle sue opere, rappresentate ed eseguite nei più importanti teatri e sale da concerto internazionali, comprende lavori destinati al teatro musicale, al balletto e a varie formazioni vocali e strumentali. Sostenuta anche la sua attività didattica, che ha svolto in varie città italiane (in particolare al Conservatorio di Milano, all’Accademia di Santa Cecilia a Roma – di cui è Accademico effettivo – alla Chigiana di Siena e alla Filarmonica di Bologna), europee a nordamericane. Come musicologo, ha curato l’edizione critica de L’italiana in Algeri di Rossini e di composizioni vocali vivaldiane.

Sono numerosi i premi e i riconoscimenti collezionati da Corghi nella sua variegata attività di compositore, didatta e musicologo. Variegate sono infine anche le linee che attraversano il suo catalogo compositivo. Da un lato, Corghi è musicista estraneo ai dogmi linguistici dell’avanguardia più radicale, dall’altro è sempre stato molto impegnato sul fronte politico e sociale, ricercando un linguaggio capace di vasta comunicazione senza ripercorrere vie “facili”. Da un lato è musicista che ama fare i conti con il passato – vasta l’eco suscitata dalle sue parodie di opere di Rossini, Händel, Mozart, Spontini, Bellini, Paganini, Donizetti, Liszt, Verdi e altri compositori -, dall’altro guarda alla cultura contemporanea, come dimostra il lungo sodalizio con lo scrittore portoghese José Saramago, di cui condivide l’estetica umanistica.

Se è vero che il catalogo corghiano comprende opere dei più svariati generi, è altresì vero che nel teatro musicale il musicista ha raggiunto i traguardi più significanti e duraturi.

Un posto di particolare rilievo è occupato dalle opere: Gargantua (1984), Blimunda (1989), Divara (1993), Tatjana (1999), e Senja (2002). Tra i lavori più recenti si ricorda la parodia mozartiana Il dissoluto assolto (2005), che è stata “battezzata” a Lisbona e ripresa alla Scala nell’autunno dello stesso anno.

Nel 2007, in occasione del 25°anniversario della fondazione dell’Orchestra Filarmonica della Scala diretta da Riccardo Chailly, ha scritto Poema Sinfonico. Nel 2008, per commemorare i 500 anni della nascita del Palladio, al Teatro Olimpico di Vicenza è stata rappresentata la sua tragedia lirica Giocasta, su testo di Maddalena Mazzocut-Mis. Nel 2011, in occasione delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, la Regia Accademia Filarmonica di Bologna gli ha commissionato la cantata …la vera storia del “va pensiero” su testo di Vittorio Sermonti. Nel marzo 2012 è stato invitato a Lugano, dalla Orchestra della Svizzera Italiana, come “compositore in residence” per la realizzazione di alcuni programmi radio televisivi fra cui la ripresa tv di Cruci-Verba.

Nel campo musicologico ha curato, per la Fondazione Rossini, l’edizione critica de “L’Italiana in Algeri” (1981) presentata alla Scala, con la direzione di Claudio Abbado.

Pietro Borgonovo, direttore. Milanese, si distingue nella direzione di produzioni sinfoniche e operistiche per prestigiosi festival e teatri. Da segnalare la presenza al Salzburger Festpiele alla guida del Klangforum Wien e dell’Arnold Schoenberg Chor, al Maggio Musicale Fiorentino, alla Biennale di Venezia, al Ravenna Festival con il Teatro dell’Opera di Roma e, più recentemente, con l’Orchestra Cherubini e il Chicago Children’s Choir. Dirige al Teatro di San Carlo di Napoli, all’Arena di Verona, al Teatro dell’Opera di Roma, al Teatro La Fenice di Venezia, al Teatro Carlo Felice di Genova, al Teatro Lirico di Cagliari, al Teatro Verdi di Trieste e le principali orchestre in Italia, Europa e Stati Uniti.

La Fondazione Teatro La Fenice di Venezia gli affida la direzione della prima mondiale dell’opera Medea di Adriano Guarnieri. Allo spettacolo è assegnato il Premio Abbiati 2003 e la motivazione mette in risalto la “raffinata esecuzione musicale e scenica che ha restituito l’audace ricercatezza della concezione compositiva e multimediale”.

Giovanissimo si impone quale solista di oboe tra i più affermati sulla scena mondiale. Allievo di Heinz Holliger alla Musikhochschule di Freiburg, si esibisce nelle principali sale e nei maggiori festival internazionali: Teatro alla Scala, Salzburger Festpiele, Biennale di Venezia, Musikverein di Vienna, Festival d’Automne di Parigi, Carnegie Hall di New York, Sala Grande del Conservatorio Tchaikovsky di Mosca, Filarmonica di San Pietroburgo.

Nel mese di giugno 2015 ha diretto al Ravenna Festival la prima mondiale dell’opera di Adriano Guarnieri L’amor che move il sole e l’altre stelle con la regia di Cristina Muti; nel mese di ottobre ha diretto l’Orchestra del Teatro San Carlo e ha inaugurato la stagione di concerti sinfonici all’Ente Arena di Verona, dove nel febbraio 2012 ha diretto al Teatro Ristori Der gelbe Klang di Vassilij Kandinskij con musica di Alfred Schnittke.

Il profondo interesse per la musica contemporanea lo porta a collaborare con molti compositori del nostro tempo: George Benjamin, Luciano Berio, Azio Corghi, Franco Donatoni, Adriano Guarnieri, Salvatore Sciarrino, Fabio Vacchi, Silvia Colasanti, Ivan Fedele, Iannis Xenakis…dei quali interpreta opere anche in prima esecuzione, spesso a lui dedicate.

Sia come solista di oboe che come direttore d’orchestra vanta una vasta discografia per importanti etichette internazionali quali Denon, Erato, RCA, BMG Ricordi ottenendo il Grand Prix du Disque e la segnalazione tra i cinque dischi di musica sinfonica più stimati dalla Critica italiana nel 1998.

Pietro Borgonovo è Direttore Artistico della Giovine Orchestra Genovese e dal 2003 Direttore Artistico del Concorso Internazionale di Musica G. B. Viotti di Vercelli.

Walter Nicoletti
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