Alfonso Santagata porta in scena I MALVAGI di Dostoevskij

Dal 5 all’8 aprile al Teatro India

Alfonso Santagata porta in scena I Malvagi,

un mondo di sopravvissuti, esiliati, condannati in un campo di prigionia siberiano,

viaggio in un capitolo della grande letteratura russa attraverso un piccolo villaggio della Siberia

 

I MALVAGI

da Fëdor Dostoevskij

SECONDO MOVIMENTO

ideazione e regia Alfonso Santagata

con Carla Colavolpe, Massimiliano Poli, Alfonso Santagata, Tommaso Taddei, Giancarlo Viaro

Produzione Katzenmacher soc. coop.
col sostegno di MiBACT – Regione Toscana – Comune di San Casciano Val di Pesa – Comune di Gavorrano

 

Dal 5 all’8 aprile al Teatro India in scena I MALVAGI, spettacolo diretto e ideato da Alfonso Santagata, un lavoro sulle ombre dei personaggi di Dostoevskij proiettate sul mondo che ci circonda. Una pièce che prende spunto proprio dalla giovanile infatuazione di Dostoevskij per il socialismo francese, infatuazione che lo condusse a scontare la pena in una galera di un piccolo villaggio della Siberia meridionale, luogo abitato da “delinquenti recisi dalla società e del tutto privati di ogni diritto civile”. L’obiettivo si muove puntando la lente sul mondo di sopravvissuti, di esiliati, di dannati della terra rinchiusi in un inferno bianco, condannati alle sofferenze di una galera spietata. Un universo che l’autore racconta ne I demoni e in Delitto e castigo, che si possono leggere come due romanzi “politici”, assieme a Memoria di una casa morta, che narra invece la sua esperienza di quattro anni di carcere e lavori forzati in Siberia: fonti che rappresentano diversi livelli narrativi dello spettacolo. Infatti, la pièce trae ispirazione dalla dolorosa esperienza personale di Dostoevskij, che ne conobbe crudeltà e miseria quando nel 1849 fu arrestato dalla polizia zarista perché parte di un circolo di giovani intellettuali di tendenze socialiste. In questo luogo, dove gli uomini sono costretti a sopravvivere con la loro umanità fatta a brandelli, il grande romanziere prende spunto per dare vita alle sue idee migliori che ritroveremo incarnate nei protagonisti dei suoi romanzi. In particolare, in quest’opera che è la cronaca di quel periodo di deportazione, dei luoghi conosciuti e dei personaggi incontrati, Dostoevskij si scaglia contro tutta la società del suo tempo: per un verso i rivoluzionari invasati e folli, ammalati di nichilismo, che sfidano o negano Dio e quindi i valori della società russa; per l’altro si incontra e si scontra con pazzi, instabili, organizzazioni segrete, cospiratori, traditori, rivoluzionari, fanatici.

Walter Nicoletti
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