BIENNALE CINEMA: CLASSICI FUORI MOSTRA

La Biennale organizza a Venezia, al Cinema Rossini, una rassegna cinematografica dal titolo Classici fuori Mostra, appuntamento settimanale di film classici restaurati rivolto in prevalenza agli studenti (biglietto ridotto studenti 2 euro, abbonamento studenti 20 euro, biglietto intero 7,50 euro). Prevista dal 5 marzo al 28 maggio, la rassegna potrà subire delle variazioni nelle date, in considerazione delle misure prese per l’emergenza epidemiologica. Il programma della prima edizione di questo Festival permanente del cinema restaurato prevede dodici capolavori del passato, in versione originale con sottotitoli in italiano, con una selezione effettuata fra le migliori e più recenti operazioni di restauro condotte dalle principali cineteche e società di produzione di tutto il mondo.

Tutti i film saranno preceduti dalla presentazione di un autore o un critico, e seguite da una discussione sul film. Tutti gli studenti che assisteranno alla rassegna saranno invitati, al termine di ciascuna proiezione, ad esprimere il proprio giudizio assegnando un voto da 1 a 5, tramite la scheda di partecipazione che sarà distribuita all’ingresso. Al termine della rassegna, al film che avrà ottenuto il punteggio più alto verrà attribuito il premio del pubblico Best Biennale Classic (Miglior Classico Biennale). “La nostra attenzione per le attività permanenti – ha dichiarato il Presidente (uscente) della Biennale di Venezia, Paolo Baratta – e per la città di Venezia che ci ospita, ci hanno suggerito un’iniziativa nell’ambito del Settore Cinema che ne segnasse la presenza tra una Mostra e l’altra. Tra le sezioni più significative della Mostra, si è segnalata Venezia Classici. Questa dei Classici restaurati rappresenta un’importante e meritoria attività culturale: ci ridona momenti straordinari della storia del cinema, che vogliamo tutti insieme condividere. Ringrazio Alberto Barbera, la Biennale e quanti concorrono alla realizzazione di questa iniziativa”.  “Il crescente successo della sezione Venezia Classici – ha dichiarato il Direttore del Settore Cinema, Alberto Barbera – che ha fatto registrare la massima partecipazione di spettatori nel corso dell’ultima edizione della Biennale Cinema, conferma l’esistenza di un pubblico, in prevalenza di giovani e universitari, fortemente interessato alla riproposta di film classici del patrimonio storico mondiale. La possibilità di vedere o rivedere sul grande schermo opere che hanno segnato lo sviluppo del linguaggio e dell’estetica della Settima Arte costituisce un’occasione preziosa per il pubblico in generale, mentre si arricchisce di contenuti formativi per gli studenti in particolare.

Nasce da queste considerazioni l’idea di una rassegna dal titolo Classici fuori Mostra, che si propone come un appuntamento settimanale inteso a prolungare nel tempo il piacere della visione, che un festival si limita ad offrire nell’arco di pochi giorni”.  

Il programma

Le proiezioni si terranno alle ore 19

 5 marzoDON’T LOOK NOW (A Venezia… un dicembre rosso shocking) di Nicolas Roeg con Julie Christie, Donald Sutherland, Hilary Mason, Massimo Serato; GB/Italia, 1973, 110’Restauro curato da StudioCanal“Un’occasione unica per rivedere il film più compiuto di Nicolas Roeg: una brillante, per molti versi unica, fusione di erotismo e turbamento, con un senso per le immagini e le atmosfere che risuonerà a lungo nella vostra mente. Costellato in maniera affascinante di riferimenti alla cultura alta degli anni ’70, il film appare tuttavia più fresco che mai. È una storia di fantasmi, una meditazione sul tempo, la memoria e l’intensità dell’amore coniugale. Ed è un capolavoro” (P. Bradshaw).Presenta Luca Guadagnino 

12 marzo FAT CITY (Città amara) di John HustonconStacy Keach, Jeff Bridges, Susan Tyrrell, Candy Clark, Nicholas Colasanto;  USA, 1971, 100’Restauro curato da Sony Pictures Entertainment           “Un film importante per la sua libertà e sensibilità, in cui Huston ritrova Hemingway aggiornando la sua visione dei perdenti (nel mondo della boxe e in una cittadina californiana contemporanea), con un‘amarezza di sapore inedito, che nasce dalla constatazione del fallimento pieno, della sconfitta piena delle illusioni americane nella democrazia e nel diritto alla felicità” (G. Fofi).Presenta Gianni Amelio

 19 marzo A CIASCUNO IL SUO di Elio Petricon Gian Maria Volonté, Irene Papas e Gabriele Ferzetti; Italia, 1967, 99’Restauro curato da Museo Nazionale del Cinema di TorinoDal romanzo omonimo di Leonardo Sciascia, uno dei primi film sulla mafia: “forse il miglior film di uno dei più lucidi cineasti d’impegno sociale dell’epoca” (P.Mereghetti). È anche il primo risultato della proficua collaborazione fra Gian Maria Volonté e il regista più a lungo sottovalutato del cinema italiano post-neorealista.Presenta Marco Bertozzi 

2 aprileALIEN di Ridley Scott con Sigourney Weaver, Yaphet Kotto, Veronica Cartwright, Ian Holm, Tom Skerritt, Harry Dean Stanton, John Hurt; GB/USA, 1979, 116’Restauro curato da 20th Century Fox Uno dei capisaldi del cinema di fantascienza anni ’80. “Conta poco per quel che dice ma lo dice benissimo, grazie a un apparato scenografico di grande suggestione e a un ritmo narrativo infallibile. La sua chiave tematica è la paura dell’ignoto, perciò pesca nel profondo” (M. Morandini). “Straordinaria e modernissima la regia di Scott, in grado di inchiodare lo spettatore dal primo all’ultimo minuto, e rivoluzionaria la scelta di fare dell’eroe una donna” (P. Mereghetti).Presenta Adriano De Grandis

 9 aprile MIRACOLO A MILANO di Vittorio De Sica con Francesco Golisano, Emma Gramatica, Paolo Stoppa, Guglielmo Barnabò, Brunella Bovo; Italia, 1951,100’ Restauro curato da Cineteca di Bologna e Compass Film         Adattamento del romanzo Totò il buono di Cesare Zavattini, è un “racconto utopico che contrappone uno spazio di umanesimo, di calore e di fantasia alla protervia di una modernità selvaggia” (S. Parigi), che all’epoca scontentò sia la destra per i suoi risvolti eversivi (titolo provvisorio: I poveri disturbano), sia la sinistra per l’abbandono dei moduli stilistici del neorealismo. Palma d’Oro al Festival di Cannes.Presenta Giuseppe Ghigi 

16 aprile RAINING IN THE MOUNTAIN (Pioggia opportuna sulla montagna vuota) di King Hu con Hsu Feng, Sun Yueh, Shih Chun;  Hong Kong/Taiwan, 1979, 120’Restauro curato da Taiwan Film Institute Uno dei capolavori del Maestro del cinema di arti marziali di Hong Kong. “Bellezza plastica di scenari e ambienti con la cui topografia coincide la messa in scena, costumi e arredi arcaici non di rado autentici, usanze, riti, combattimenti come balletti acrobatici, ispirati all’Opera di Pechino più che alle arti marziali, e tanti altri elementi che vengono dall’immaginazione cinese tradizionale e la ricreano, in una grande sintesi visiva e gestuale” (G. Volpi).Presenta Elena Pollacchi 

23 aprile THE GO-BETWEEN (Messaggero d’amore) di Joseph Losey con Julie ChristieAlan BatesMargaret LeightonMichael Redgrave, Dominic Guard, Michael GoughEdward FoxRichard Gibson; GB, 1971, 110’Restauro curato da StudioCanal“Terzo film del sodalizio tra Losey e Harold Pinter, e il più complesso. Arriva alla semplicità attraverso l’artificio più raffinato” (M. Morandini). “La sceneggiatura di Pinter è un meticoloso ritratto dell’educazione all’esistenza e al dolore, contrappuntato, in un magistrale montaggio sonoro e visivo, dai ricordi di due vecchi. Incantevoli le scene di vita associata (la preghiera comune prima di colazione, la partita di cricket, il taglio della torta di compleanno) che descrivono con inedita incisività usi e costumi di una un mondo trapassato” (G. Volpi). Palma d‘Oro al festival di Cannes.Presenta Emanuela Martini

 30 aprile KANAL (I dannati di Varsavia) di Andrej Wajda con Teresa IzewskaTadeusz JanczarWienczyslaw GlinskiTadeusz GwiazdowskiStanislaw Mikulski;  Polonia, 1957, 95’Restauro curato da Malavida Films        Da uno dei registi più amati da Martin Scorsese, un film che “non è, come si scrisse, un dramma sull’eroismo inutile della tradizione polacca. L’originalità di Wajda consiste nel porsi nella cerniera tra storia personale e storia nazionale dove i dati esistenziali (l’angoscia morale, il disfacimento della morte, la paura) si fanno razionali, costantemente visti in una dimensione politica e civile” (M. Morandini).Presenta Marco Dalla Gassa

 7 maggio DANS LA VILLE BLANCHE (Nella città bianca) di Alain Tanner con Bruno Ganz, Teresa Madruga, Julia Vonderlinn, José Carvhalo; Svizzera/Portogallo, 1982, 107’Restauro curato dall’Association Alain Tanner e Cinémathèque Suisse“All’inizio del film, Ganz fa notare alla cameriera che l’orologio del bar non segna l’ora giusta. Lei risponde: “L’orologio è giusto. È il mondo che è sbagliato”. Ed è con questa sensazione che il mondo sia fuori posto che il protagonista vive la sua solitudine urbana, usando la sua macchina da presa per registrare frammenti di realtà che spedisce alla moglie, gironzolando a caso come se si aspettasse di essere catturato dalla realtà, di essere assorbito in essa” (Frédéric Bas). “Blues sul mare e su Lisbona, un film sul tempo e sullo spazio (dunque, sul cinema) in cadenze di sogno a occhi aperti” (M. Morandini)Presenta Piera Detassis 

14 maggio DETOUR (Deviazione per l’inferno) di Edgar G. Ulmercon Tom Neal, Ann Savage, Claudia Drake, Edmund MacDonald; USA, 1945, 67’Restauro curato da Academy Film Archive e Film Foundation, in collaborazione con Cinémathèque Royale de Belgique, Museum of Modern Art e Cinémathèque Française, con finanziamenti per il restauro forniti da George Lucas Family Foundation“Realizzato in 6 giorni, con tutte le scene in strada girate in trasparente, da un regista viennese, maestro indiscusso del B movie hollywoodiano a basso costo, divenne il film di culto più famoso della categoria del cinema povero” (M. Morandini). “Uno di quei piccoli capolavori che venivano dalla più libera produzione di serie B, in cui l’assenza di mezzi si fa stile, ricerca di un clima e di un taglio originale. Nel film di Ulmer, la ricerca dell’insolito sfocia nell’incubo e nell’onirico, se non nell’assurdo alle soglie di Kafka” (G. Volpi)Presenta Carmelo Marabello        

 21 maggio L’APE REGINA – UNA STORIA MODERNA di Marco Ferreri con Ugo Tognazzi, Marina Vlady, Walter Giller, Linda Sini, Riccardo Fellini;  Italia/Francia, 1963, 93’Restauro curato da Cineteca di Bologna “Denunciato e sequestrato dalla censura che impose tagli, modifiche ai dialoghi e l’uscita con un titolo diverso, è un grottesco paradossale sulla famiglia, il matrimonio e l’ideologia clerical-borghese che impregnano l’Italia. Divertente e quietamente feroce” (M. Morandini). “Umorismo nerissimo e un agghiacciante senso di morte – dell’anima, del corpo e dei sensi: uno dei film più riusciti di Ferreri” (P. Mereghetti).Presenta Roberta Novielli 

28 maggio TONI di Jean Renoir con Charles Blavette, Jenny Hélia, Célia Montalvan, Edouard Delmont;  Francia, 1935, 84’Restauro curato da Gaumont“Un mondo di patriarchi e di capimastri, un mondo in cui l’arcaico – il soldo, la roba, la terra – s’intreccia con le forme di sfruttamento attuali. E il sesso è ossessione, passione, eros a fior di pelle, in un incrociarsi di destini che spingeranno Toni a pagare per un delitto che non ha commesso. Quello di Renoir è uno stupendo mélo proletario, possente e vero” (G. Volpi). Uno dei più possenti film di Renoir degli anni Trenta.Presenta Goffredo Fofi 

Ringraziamenti
La Biennale di Venezia ringrazia per la preziosa collaborazione:Circuito Cinema del Settore Cultura del Comune di Venezia, i docenti delle classi di cinema dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e dell’Università IUAV di Venezia e, in particolare:Academy Film Archive, Association Alain Tanner, Cinémathèque Royale de Belgique, Cinémathèque Suisse, Cineteca di Bologna, Far East Film Festival, Films Sans Frontières, Gaumont, L’Immagine Ritrovata, Malavida Films, Mediaset, Movietime, Museo Nazionale del Cinema di Torino, Park Circus, Polish Film Institut, Sony Pictures, Studio Filmowe Kadr, StudioCanal, Subti Srl, Taiwan Film Institute, Twentieth Century Fox.
Walter Nicoletti
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