CINZIA DIDDI VESTE L’ANIMA

Cinzia Diddi non sbaglia un colpo, glamour, originale e questa volta geniale. Sua la creazione , completamente in plastica , realizzata per l’estate 2020 e indossata da Mila Suarez.
La donna del 2020  sublime , raffinata e dalle pose plastiche.
Si parla di “posa plastica” quando una persona si atteggia con eleganza, come se fosse una scultura. In vari contesti l’aggettivo “plastico” è semplicemente sinonimo di scultoreo. Donne plastiche: a tutto volume!!
In un era in cui si consuma e si inquina, la MODA, vuole nel mio caso lanciare il forte messaggio che: Riciclare è prezioso!!!
La plastica sottoposta ad un apposito trattamento, può dare origine a combustibili alternativi, utilizzabili per la produzione di energia termoelettrica.
Nel caso di trattamento di diversi tipi di plastica insieme, si ottiene plastica riciclata eterogenea, impiegata ad esempio per produzione di panchine, parchi giochi, recinzioni, arredi per la città, cartellonistica stradale , accessori per la moda quali anelli, bracciali .


È il caso dell’abito cardine della collezione Primavera/ Estate 2020 della Stilista Cinzia Diddi, la stilista dei Vip , per antonomasia. Un abito dalle forme voluminose, etereo, ambivalente il significato dell’utilizzo della plastica: La Donna è un essere prezioso di per sè, anche con tessuti più semplici si può far emergere bellezza del corpo e dell’anima.
Leggerezza, trasparenze e seducenti giochi di “vedo-non-vedo” saranno tra le tendenze più calde delle proposte della maison Fiorentina per la prossima estate 2020. In testa alla classifica dei tessuti must-have troviamo infatti uno dei simboli più leggiadri dell’iper-femminilità: i tessuti che creano volume. Abiti eterei e svolazzanti, saranno dunque protagonisti assoluti.
La Moda può e deve essere costruttiva e deve portare con sè messaggi importanti visto il grandioso impatto mediatico, queste le parole della Diddi. La sua promessa indossarlo personalmente sui red carpet.

Noi di Voce Spettacolo l’abbiamo intervistata

Di Vito “Nik H.” Nicoletti

Benvenuta Cinzia! E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. Cominciamo dalla prima domandaSe dovessi vestire un’anima anziché un corpo come sarebbe fatto il vestito?…di che materiale e che forma?

Hai colto già…Quell’abito non serve per coprire il corpo ma per vestire l’anima. È il giusto materiale: la banale plastica…perché l’anima è già preziosa di per se. Quindi deve essere protetta e ma in vista…però rievoca l’immagine eterea È per questo che ho pensato alla plastica.

La plastica non fa respirare… ed un’anima che non respira a cosa è destinata?…Sembra che l’anima tu l’abbia vestita…ma le abbia tolto la linfa.

Beh un po’ i conti con la dimensione terrena bisogna pur farli e parlo del compromesso da dover trovare per i materiali.

Ma quando si ama qualcuno o qualcosa non bisognerebbe proteggerla? Questo è un argomento vastissimo. Vale tanto quello che tu sostieni quanto il contrario.

Cosa faresti ora che ti ho detto questo…quale modifica faresti se ne avessi la possibilità?

No, non farei modifiche. Un abito si indossa per qualche ora…non per sempre. Può essere la “giusta” copertura per l’anima quasi fosse in una teca da guardare, talmente delicata da non essere accessibile a tutti

Da cosa la proteggi?

…dall’indifferenza.

Eppure nei tuoi occhi sembra che ci sia altro.

Nei miei occhi c’è una lieve tristezza. Me la porto dietro da sempre e non ha mai creato problemi nella mia vita. Però c’è sempre stata

Perché?

Perché sono sempre stata adulta e certi meccanismi della vita li ho capiti da subito. Tristezza=consapevolezza.

Essere adulti non vuol dire essere tristi …non è dimostrabile.

No non lo è, hai ragione. Ma se sei consapevole e fortemente razionale, di fronte ad un tempo che scorre e non puoi fermare, non puoi certo rallegrarti.

La tristezza è diventata la tua compagna di viaggio? …forse perché non ti piace restare sola?

Si, Non mi piace non trasmettere quello che sento dentro.

Quindi la tieni dentro per paura della solitudine?

…potrebbe essere una chiave di lettura.

Vito
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