Comune di Milano: 1 milione di euro per aiutare chi non può pagare l’affitto

Il Comune di Milano ha annunciato un bando per aiutare le famiglie morose incolpevoli, stanziando un milione di euro che possa aiutare tutti coloro i quali hanno subìto “una significativa perdita di reddito”. L’aiuto, annuale, si estende nel 2020/21 anche a coloro che hanno patito gravi conseguenze economiche per via dell’emergenza sanitaria in corso. Ecco chi potrà presentare la domanda.

Chi può presentare la domanda
Chi può fare domanda per ricevere l’aiuto economico? Sono ammesse richieste da parte di cittadini italiani, originari di uno Stato dell’Unione europea o extra europeo con regolare permesso di soggiorno che presentino un Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) pari o inferiore a 26.000 euro. Inoltre, i beneficiari devono essere in possesso e titolari di un contratto di locazione “da almeno un anno”, oltre ad avere una “procedura di sfratto per morosità già avviata”. Questo perché uno sfratto per diventare esecutivo può impiegare anche anni, motivo per cui il blocco attuale, che non si sa allo stato attuale delle cose per quanto si protrarrà, non garantisce l’annullamento in un futuro dell’allontanamento forzato dal domicilio. I richiedenti, poi, dovranno essere riconosciuti quali o recentemente licenziati, o posti in cassa integrazione, “aver vissuto cambiamenti importanti del proprio nucleo familiare e quindi della propria condizione economica a seguito di decessi, malattie, separazioni, nascite di figli”, si legge.

Come verranno ripartiti gli aiuti economici
La ripartizione degli aiuti economici a tutti i richiedenti le cui domande saranno accolte, sarà così organizzato:
Per coloro i quali il procedimento di sfratto non è ancora stato convalidato, e sono in possesso di un contratto residuo di almeno due anni, il contributo arriverà fino a massimo 8.000 euro.
Per gli inquilini il cui sfratto è già stato convalidato, invece, il contributo varierà da un minimo di 4.000 a 6.000 euro, sino 12.000 euro, “a condizione venga sottoscritto un contratto a canone concordato o comunque a costi inferiori rispetto a quelli di mercato anche fuori dal Comune di Milano e comunque in Lombardia”.

Walter Nicoletti
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