Coronavirus, il G20 stanzia 5mila miliardi di dollari nell’economia mondiale

Il G20 immette 5mila miliardi di dollari nell’economia mondiale per superare l’impatto “sociale, economico e finanziario” del coronavirus. E’ quanto si legge in una nota al termine del vertice in videoconferenza. Inoltre, il forum si è impegnato a superare la pandemia “a qualsiasi costo”.

Sosteniamo le misure straordinarie prese dalle banche centrali in linea con il loro mandato e sosteniamo le misure prese dal Fmi e dalla Banca Mondiale a sostegno dei Paesi che hanno bisogno – si precisa -. Il virus non ha confini, combatterlo richiede una risposta globale trasparente, robusta, coordinata nello spirito di solidarietà. Siamo impegnati a un fronte unito contro questa minaccia comune”.

“Obiettivo è mercati aperti e scambi corretti”Il G20 ribadisce quindi che “l’obiettivo è quello di realizzare un contesto commerciale e di investimenti libero, giusto, non discriminatorio, trasparente e stabile, e a mantenere i nostri mercati aperti. Ci impegnano a continuare a lavorare insieme per facilitare gli scambi commerciali internazionali e coordinare risposte al coronavirus in modo da evitare interferenze non necessarie con il traffico e gli scambi internazionali”.

La Bce toglie il limite agli acquisti di bond Intanto una mossa senza precedenti arriva dalla Bce che si dà la massima flessibilità nel suo programma per l’emergenza pandemica coronavirus, mettendo da parte le regole sul limite agli acquisti di bond come era stato per i piani precedenti. L’Istituto spiega che il limite agli acquisti, come quello della quota del 33% per ciascun Paese dell’area euro, “non dovrebbe essere applicato” in questo piano. 

“Prospettive peggiorate, ripresa modesta”Ed è proprio la Banca centrale europea a lanciare l’allarme: “L’evolvere dell’epidemia sta peggiorando le prospettive per l’economia mondiale contenute nelle proiezioni macroeconomiche di marzo 2020 formulate dagli esperti della Bce”. Francoforte spiega che “l’epidemia ha colpito l’economia mondiale proprio mentre si iniziavano a cogliere i primi segni di una stabilizzazione”.

Walter Nicoletti
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