Coronavirus, il protocollo per far ripartire il Cinema e le produzioni

Un documento dettagliatissimo – che è una proposta – su come far ripartire nella pratica, ai tempi del Coronavirus, il mondo della produzione cinematografica, della tv e delle serie oramai fermo da tempo con il rischio di non avere materiale pronto per la stagione 2021-2022

Test sierologici 15 giorni prima delle riprese. Film girati solo in ambienti con buona capacità di areazione. Macchina da presa mai a meno di un metro dagli attori. Truccatori e parrucchieri con tute protettive integrali. Queste sono solo alcune delle regole possibili che si possono trovare sfogliando online il Protocollo Cinema Covid. Un documento dettagliatissimo su come far ripartire nella pratica, ai tempi del Coronavirus, il mondo della produzione cinematografica, della tv e delle serie oramai fermo da tempo con il rischio di non avere materiale pronto per la stagione 2021-2022. Ad idearlo sono stati quelli di Co-Rent, la prima piattaforma di noleggio condiviso di materiale per produrre audiovisivi con cinque sedi in Italia tra Palermo, Bologna e Bolzano. Il “protocollo”, scrivono sul sito protocollocinemacovid.net, è “già stato sottoposto a diversi soggetti con competenze in ambito medico-epidemiologico e ne stiamo ottenendo supporto”.

Sempre nella presentazione è utile ricordare come il documento sia ancora una bozza “passibile di modifiche e integrazioni” e che si tratta “al momento di sole indicazioni di riferimento senza alcuna validazione scientifica”. Insomma da Co-Rent mettono le mani avanti (“non ci assumiamo alcuna responsabilità per gli eventuali rischi connessi alla sua adozione”), ma intanto il discorso sulla riapertura di set subisce una bella accelerata, almeno sul breve. Vediamo in dettaglio, allora, cosa prevede la prima bozza del Protocollo Cinema Covid. Intanto si inizia quindici giorni prima delle riprese con test sierologici effettuati su tutto il cast artistico e tecnico della troupe. Se qualcuno risulta aver sviluppato gli anticorpi via di tampone completo per scongiurarne l’eventuale positività. Nell’eventualità scatta la sostituzione temporanea in attesa della quarantena del soggetto. I test sierologici, si spiega nel protocollo, verranno ripetuti ogni due settimane. Strettissimo il controllo sulle parti più tecniche come direzione della fotografia, trucco e suono. Si diceva della distanza di almeno un metro della m.d.p. dagli attori inquadrati, ma la m.d.p stessa potrà essere maneggiata solo dall’operatore e dal direttore della fotografia con pulizia continua tra un uso e l’altro. Per l’antica tecnica della “misurazione del fuoco” niente vicinanza con gli attori, ma uso di misuratori laser o a ultrasuoni. Il microfonista dovrà invece usare una mascherina ffpp2 con visiera integrale e i microfoni disinfettati ad ogni passaggio. Mentre per truccatori e parrucchieri è consigliato l’uso di tute integrali di protezione con ogni attore che usa esclusivamente i suoi trucchi di scena. Capitolo attori con una sola precisazione: uso della mascherina solo fuori dal set, ma mai in scena. Infine, visto che il Protocollo Cinema Covid è un work in progress, ecco che i capitoli costumi, stunt e soprattutto regia sono ancora caselle da riempire. Assieme a Co-Rent tra i firmatari dell’iniziativa ci sono le produzioni Itaca, Masbedo, Genoma, MacaiaFilm; come altri attori della filiera produttiva sui set italiani: SubwayLab, Vimove, Arca e Blueshape.

Walter Nicoletti
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