Domani, martedì 8 settembre, Uto Ughi chiude il Ravello Festival 2015

DOMANI, MARTEDÌ 8 SETTEMBRE
Grande chiusura per il Ravello Festival 2015
con un ospite d’eccezione:
UTO UGHI
sul palco insieme ai Filarmonici di Roma
La 63esima edizione del Ravello Festival, dedicata all’”InCanto” e disegnata dal direttore artistico Stefano Valanzuolo, si concluderà domani, martedì 8 settembre, con il concerto dell’amatissimo violinista UTO UGHI, una serata eccezionale insieme ai Filarmonici di Roma, nella quale il Maestro racconterà in musica le tappe più significative della sua straordinaria carriera (Belvedere di Villa Rufolo – ore 19.45 – posto unico 35 euro). I biglietti per lo spettacolo sono disponibili sul sito www.ravellofestival.com e presso il box office, per informazioni 089 858422 – boxoffice@ravellofestival.com.

Sul palco del Ravello Festival Uto Ughi e i Filarmonici di Roma proporranno, infatti, alcuni delle opere predilette del Maestro, pietre miliari sulle quali ha costruito la sua prestigiosa carriera internazionale di violinista romantico. Ogni pezzo, inoltre, sarà introdotto da un breve racconto in cui Uto Ughi spiegherà come e quanto l’essenza dell’opera che si appresta ad eseguire abbia significato e influenzato il suo percorso artistico.

Il concerto si aprirà con il Preludio e Allegro nello stile di Gaetano Pugnani di Fritz Kreisler, per proseguire poi sulle note della Romanza No. 2 per violino e orchestra in fa maggiore, Op. 50 di Ludwig van Beethoven, seguita dalla Sinfonia No. 4 in re minore, G.506 “La casa del Diavolo” di Luigi Boccherini (solo per orchestra) e dal Concerto No. 4 per violino e orchestra in re minore, MS.60 di Niccolò Paganini, infine, l’esibizione si concluderà con la “Carmen Fantasy” di Pablo de Sarasate.

Già apprezzato dalla critica fin da giovanissimo, Uto Ughi è oggi considerato uno dei più importanti esponenti della scuola violinistica italiana ed è fra i massimi interpreti contemporanei noti in tutto il mondo. Si è esibito nelle sale più prestigiose sotto la direzione di Maestri di fama mondiale e ha fondato diversi festival per valorizzare la musica e i giovani talenti.
Impegnato anche nella salvaguardia del patrimonio artistico nazionale, Uto Ughi vanta numerosi premi e riconoscimenti, tra i quali l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce (ricevuta nel 1997 dal Presidente della Repubblica), la Laura Honoris Causa in Scienza delle Comunicazioni e la recente nomina, da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a Presidente della Commissione incaricata di studiare una campagna di comunicazione a favore della diffusione della musica classica presso il pubblico giovanile.

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Concerto finale
Martedì 8 settembre
Belvedere di Villa Rufolo, ore 19,45
Uto Ughi si racconta a Ravello
Con I Filarmonici di Roma
Posto unico € 35

Fritz Kreisler (1875 – 1962)
Preludio e Allegro nello stile di Gaetano Pugnani

Ludwig van Beethoven (1770 – 1827)
Romanza n.2 per violino e orchestra in Fa Maggiore, op.50

Luigi Boccherini (1743 – 1805)
Sinfonia n.4 in Re minore, G.506 “La casa del Diavolo”

Niccolò Paganini (1782 – 1840)
Concerto n.4 per violino e orchestra in Re minore, MS.60

Pablo de Sarasate (1844 – 1908)
Carmen Fantasy

Uto Ughi è erede della tradizione che ha visto nascere e fiorire in Italia le prime grandi scuole violinistiche. Uto Ughi ha mostrato uno straordinario talento fin dalla prima infanzia: all’età di sette anni si è esibito per la prima volta in pubblico eseguendo la Ciaccona dalla Partita n° 2 di Bach ed alcuni Capricci di Paganini. Ha eseguito gli studi sotto la guida di George Enescu, già maestro di Yehudi Menuhin. Quando era solo dodicen­ne e la critica scriveva: “Uto Ughi deve considerarsi un concertista artisticamente e tecnicamente maturo”. Ha iniziato le sue grandi tournèes esibendosi nelle più importanti capitali europee. Da allora la sua carriera non ha conosciuto soste. Ha suonato infatti in tutto il mondo, nei principali Festival con le più rino­mate orchestre sinfoniche tra cui quella del Concertgebouw di Amsterdam, la Boston Symphony Orchestra, la Philadelphia Orchestra, la New York Philharmonic, la Washington Symphony Orchestra e molte altre, sotto la direzione di maestri quali: Barbirolli, Bychkov, Celibidache, Cluytens, Chung, Ceccato, Colon, Davis, Fruh­beck de Burgos, Gatti, Gergiev, Giulini, Kondrascin, Jansons, Leitner, Lu Jia, Inbal, Maazel, Masur, Mehta, Nagano, Penderecki, Pretre, Rostropovich, Sanderlin, Sargent, Sawallisch, Sinopoli, Slatkin, Spivakov, Te­mirkanov. Uto Ughi non limita i suoi interessi alla sola musica, ma è in prima linea nella vita sociale del Paese e il suo impegno è volto soprattutto alla salvaguardia del patrimonio artistico nazionale. In quest’ottica ha fondato il festival “Omaggio a Venezia”, al fine di segnalare e raccogliere fondi per il restau­ro dei monumenti storici della città lagunare. Conclusa quell’esperienza, il festival “Omaggio a Roma” (dal 1999 al 2002) ne raccoglie l’ideale eredità di impegno fattivo, mirando alla diffusione del grande patrimonio musicale internazionale; concerti aperti gratuitamente al pubblico ed alla valorizzazione dei giovani talenti formatisi nei conservatori italiani. Tali ideali sono stati ripresi nel 2003 e attualmente portati avanti dal festival “Uto Ughi per Roma” di cui Ughi è ideatore, fondatore e direttore artistico. Recentemente la Presidenza del Consiglio dei Ministri lo ha nominato Presidente della Commissione inca­ricata di studiare una campagna di comunicazione a favore della diffusione della musica classica presso il pubblico giovanile. Il 4 settembre 1997 il Presidente della Repubblica gli ha conferito l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce per i suoi meriti artistici. Nell’Aprile 2002 gli è stata assegnata la Laurea Honoris Causa in Scienza delle Comunicazioni. Intensa è la sua attività discografica con la BMG Ricordi S.p.A- per la quale ha registrato: i Concerti di Be­ethoven e Brahms con Sawallisch, il Concerto di Cajkovskij con Kurt Sanderling, Mendelssohn e Bruch con Prêtre, alcune Sonate di Beethoven con Sawallisch al pianoforte, l’integrale dei Concerti di Mozart, Viotti, Vivaldi, “Le Quattro Stagioni”, tre Concerti di Paganini nell’edizione inedita di direttore–solista, il Concerto di Dvorak con Leonard Slatkin e la Philarmonia Orchestra di Londra; le Sonate e Partite di Bach per violino solo. Ultime incisioni sono: “Il Trillo del diavolo” (disco “live” dei più importanti pezzi virtuosistici per violino); il Con­certo di Schumann diretto dal M° Sawallish con la Bayerischer Rundfunk; i Concerti di Vivaldi con i Filarmoni­ci di Roma; la Sinfonia Spagnola di Lalo con l’Orchestra RAI di Torino e de Burgos; l’incisione discografica per Sony Classical, nel 2013, dal titolo “Violino Romantico”, una raccolta di pezzi emblematici del Romanticismo sul violino, con la partecipazione dell’Orchestra da Camera I Filarmonici di Roma. Altro evento di particolare rilievo è la pubblicazione del libro “Quel Diavolo di un Trillo – note della mia vita”, avvenuta nel 2013, edito da Einaudi: la storia di una vita incredibile, interamente dedicata alla musica. Uto Ughi suona con un violino Guarneri del Gesù del 1744, che possiede un suono caldo dal timbro scuro ed è forse uno dei più bei “Guarneri” esistenti, e con uno Stradivari del 1701 denominato “Kreutzer” perché appartenuto all’omonimo violinista a cui Beethoven aveva dedicato la famosa Sonata. Nel 2014 due sono stati gli eventi di maggior prestigio che hanno visto coinvolto il M° Ughi nel progetto europeo “all’insegna di ciò’ che può unire e non dividere”: nel luglio ha tenuto un concerto al Teatro Bolshoi di Mosca, in occasione dell’apertura del semestre italiano in Europa; l’1 ottobre poi, in occasione della Pre­sidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea (luglio – dicembre 2014) e della Giornata Internazionale della Musica (1 ottobre 1975), l’Ambasciata della Repubblica Italiana in Romania, insieme all’Associazione Musica, Arte e Cultura e alla Filarmonica George Enescu, hanno organizzato un concerto del Maestro presso l’ateneo Romeno di Bucarest. In quella stessa occasione è stata conferita al M° Ughi una seconda Laurea Honoris Causa, dall’Ambasciatore di Bucarest, dando all’iniziativa un forte carattere culturale, oltre che poli­tico legato alla presidenza italiana del semestre dell’UE. Nel mese di febbraio è stato invitato dal Sistema venezuelano del Maestro Abreu per commemorare il Mae­stro Claudio Abbado nel primo anniversario della sua morte.

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Vito "Nik H." Nicoletti

Editor in Chief at Voce Spettacolo
Vito "Nik Hollywood" Nicoletti è Caporedattore di Voce Spettacolo. Si laurea in Giurisprudenza.
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