Ecco perché tra soli 10 giorni ​rischiamo un nuovo lockdown

Fotografia di Milano all’inizio della fase due. Decine di giovani, e forse anche più, si sono riversati lunga la Darsena non appena è cominciato il cosidetto “periodo di convivenza col virus” che preve un allentamento dei divieti relativi agli spostamenti e la possibilità di incontrare i propri ‘congiunti’. Neanche a dirlo che, in barba alle misure di contenimento del virus varate dalla Presidenza dei Ministri in data 26 aprile, comitive di giovani erano già adunate sui Navigli con uno shot tra le mani.

‘Tana libera tutti’ o ‘rompete le righe’? Né l’una, né l’altra. Eppure, sembra proprio che nel capoluogo meneghino il moderato ritorno alla (quasi) normalità sia stato mal interprato considerando il numero considerevole di ragazzi che transitava sui Navigli all’ora dell’aperitivo. Come se si potessero cancellare con un colpo di spugna le 14.745 vittime ad oggi registrate in Lombardia o ignorare gli 80.089 casi di positività al virus, la movida pare abbia già ripreso a pieno ritmo nelle zone più cool della bella città lombarda. Ci si vede per un aperitivo, magari per incontrare il proprio fidanzato o amici di vecchia data: niente di più. Nulla di strano in tempi di relativa quiete ma decisamente rischioso nei giorni in cui l’allerta per la pandemia non è ancora rientrata. Il virus c’è e continua ad esserci anche se le previsioni degli esperti suggeriscono un calo dei contagi già nei prossimi giorni.

Non c’è, invece, il controllo delle Forze dell’Ordine che avrebbero dovuto vigilare sulla popolazione e accertare l’osservanza delle regole di distanziamento sociale da parte dei cittadini. Di chi è la colpa? A conti fatti, di nessuno. Fatto che ogni assembramento incauto potrebbe avere un impatto distrastroso sul trend epidemiologico facendo nuovamente impennare il numero dei contagi. Un rischio troppo grosso da correre adesso, proprio ora che si intravede la luce alla fine del tunnel.

“Abbiamo chiamato più volte vigili e forze dell’ordine – denunciano alla redazione di Leggo.it i residenti della zona dei Navigli che hanno immortalato la scena con foto e video – senza che nessuno intervenisse. Se la situazione continua ad essere questa, tra 10 giorni siamo ancora tutti in lockdown”. C’è tanta paura tra i locali che ogni sera, puntuale alle ore diciannove, assistono ai raduni di giovani con l’incubo di retrocedere in regime di isolamento domiciare. “Qui nessuno vuole tornare alla fase 1”, dicono. E Milano, per certo, non può permettersi il lusso di un altra frenata.

Walter Nicoletti
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