Festival inDivenire allo Spazio Diamante: gli ultimi appuntamenti

Si avvia alla conclusione la prima edizione del Festival inDivenire, progetto multidisciplinare ideato da Alessandro Longobardi, con la direzione artistica di Giampiero Cicciò e l’organizzazione agli eventi di Francesco De Vecchis, nato con l’obiettivo di valorizzare spettacoli di teatro e danza work in progress, ossia ancora in cerca di un contesto in cui esprimersi e realizzarsi, attraverso l’assegnazione del Premio inDivenire.

In programma per la penultima serata, sabato 14 ottobre, alle 19, la compagnia Bluteatro con Posso lasciare il mio spazzolino da te? Scritto e diretto da Massimo OdiernaVincenzo D’AmatoLuca MascoloAlessandro MeringoloVera Dragone, portano in scena il ritratto dell’inquietudine di ragazzi quasi adulti, ad un passo dal baratro, pieni di paure, ma anche leggerezza e cinica ironia. Sono “bimbi sperduti” che utilizzano le parole per scardinare una quotidianità mediocre e creare vite possibili, futuri accettabili.

Alle 21, è la volta dei Bologninicosta e del loro Rancorerabbia, con Aurora Di Gioia e Cesare D’Arco: un’esplosione cruenta e lancinante di due corpi, che rovesciano i propri organi nel tentativo disperato di costruire una narrazione coerente dell’oggi. Una narrazione che procede per epifanie, in un crescendo che delinea i contorni di una possibile Rivoluzione come sogno nostalgico, vuoto e paradossale, attraverso luci e musica che vanno a comporre un’architettura scenica muscolare, misurata e aggressiva.

Segue, alle 22,30, Discoverland, il concerto di Roberto Angelini e Pier Cortese, in cui i due musicisti e cantautori vanno a ripercorrere e scandagliare un immaginario musicale fantasioso e accattivante, che ruota intorno al perno di una revisione folk, con schegge di rock e pop, incrementate dalle variegate influenze che i due artisti hanno saputo riadattare a brani impegnativi e importanti.

Chiude la prima edizione del Festival inDivenire, domenica 15 ottobre, alle 21 Schifo- Dreck di Robert Schneider, a cura di Cesare Lievi, con Graziano Piazza. Lo spettacolo prodotto dalla Sycamore T Company, ultima ospitalità della rassegna, è la toccante storia di un uomo solo, un iracheno di Bassora, che la sera vende rose nei locali. È straniero: faccia strozzata in fondo alla gola, angelo nero che turba la trasparenza, traccia opaca, insondabile. E’ la faccia nascosta della nostra identità, l’origine perduta, il radicamento impossibile, la memoria a perpendicolo, il presente in sospeso. Senza casa, egli propaga al contrario il paradosso dell’attore: moltiplicando le maschere non è mai del tutto vero né del tutto falso, giacché sa adattare agli amori e agli odi le antenne superficiali di un cuore di basalto. Lo straniero non ha sé. Giusto una sicurezza vuota, senza valore, che fa del suo essere costantemente altro, in balia degli altri e delle circostanze, l’asse delle sue possibilità. Io faccio ciò che si vuole da me, ma quello non è me – me è altrove, me non appartiene a nessuno, me non appartiene a me… me esiste?

Una lancinante e lucida accusa, un monologo in cui viene svelata una dinamica scarsamente indagata quando si parla di stranieri e diversi, “ …un insolito esempio di teatro civile” come scriveva G. Raboni “capace di coinvolgere lo spettatore con gli strumenti specifici dell’emozione estetica”: la dinamica di una società che invece di accusare se stessa non esita ad attribuire agli altri – a quelli che non le appartengono – la colpa della propria decadenza. Lui, l’extracomunitario, illegale, fuggito dalla guerra del golfo, lo straniero che vende rose, è Dreck (Rifiuto), che insozza e va lavato via, eliminato; è Sad, che in inglese vuol dire triste, ma lui non è triste.

Al termine dello spettacolo, alle 22, verranno proclamati i vincitori del Premio inDivenire, i quali riceveranno le opere dell’artista messicano Luis Alberto Alvarez, membro fondatore dello StudioSotteraneo.

Infine, alle 22,30, grande festa di chiusura con la musica dei Funky Motion in concerto. La band che rielabora in chiave funk brani noti per essere stati le sigle tv dei più famosi serial d’importazione degli anni ’70 – ’80, propone inoltre brani orchestrali di autori come Henry Mancini, Lalo Schifrin, Quincy Jones che hanno fatto la grande storia delle colonne sonore americane per la tv. Il sound e le immagini proposte durante lo “spettacolo” ricreano quelle atmosfere magiche e spensierate che caratterizzavano gli eroi televisivi di quegli anni, seguitissimi da molti successivamente anche in Italia e che hanno fatto la fortuna delle produzioni made in USA di quel periodo.

Walter Nicoletti
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Walter Nicoletti

Founder at Voce Spettacolo
Walter Nicoletti è Fondatore di Voce Spettacolo. Si laurea in Giurisprudenza. In qualità di Attore lavora in fiction televisive, film italiani ed internazionali. Nel 2016 ha prodotto TEK, primo cyberpunk western italiano. Nel 2017 è portavoce italiano del "60th Anniversary of Foreign Language Film" by TheOscars®
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