Hong-hu Ada è Successo Mondiale: da Squadra Antimafia all’Era Glaciale fino al nuovo disco.

Di Vito “Nik Hollywood” Nicoletti.

 

Hong-Hu Ada, la nuova promessa del cinema e della musica internazionale, coprotagonista di Squadra Antimafia 8, non solo voce della tigre Shira nel capolavoro d’animazione della 20 Century Fox “L’Era Glaciale 4” e nell’ultimo capitolo della saga, “L’Era Glaciale 5: in rotta di collisione”, nelle sale di tutto il mondo già il prossimo 25 agosto, ma anche interprete di tutta la colonna sonora. Attrice completa, cantante e doppiatrice, artista a tutto tondo. Giovanissima, bellissima, alta, occhi a mandorla, labbra carnose e con un curriculum che metterebbe in imbarazzo anche i più grandi: lineamenti orientali che raccontano delle sue doppie origini, italiane quanto nipponiche, madrelingua inglese ma cresciuta negli States, a Miami. Hong Hu Ada ha ricostruito il suo percorso professionale con 16 film all’attivo e ben 7 dischi. I primi passi sui palchi americani fino all’esperienza a cavallo tra grande e piccolo schermo, attrice in Squadra Antimafia 8 e voce in L’era Glaciale. Hong-hu uno dei fiori all’occhiello del panorama cinematografico italiano, già promessa madrina del Festival del Cinema di Civitavecchia, l’attrice italo giapponese ha potuto nel corso del suo percorso fare forte affidamento su una pista che lei stessa ha definito dorata. Ne è l’esempio il suo ruolo nell’Era Glaciale: scritturata dalla Fox per il colossal d’animazione al momento della scelta è seconda solo a Jennifer Lopez nella scelta della doppiatrice in lingua originale, così Hong-Hu è diventata la voce italiana della tigre Shira che nel prossimo episodio sarà unica protagonista del film. Ruolo da protagonista che ha fatturato di miliardi di dollari per l’azienda americana. Nel mentre, la musica incisa nello storico studio di registrazione di Abbey Road e la carriera cinematografica diretta dal maestro e mentore Abel Ferrara, con uno sguardo rivolto in avanti verso l’International Tour Film Fest di Civitavecchia che la vedrà madrina dal 28 settembre fino al 1 ottobre: un progetto di respiro internazionale che preme sul meltin pot che la stessa attrice rappresenta. Italia culla di insegnamenti cinematografici, come quelli del vecchio Sergio Leone rivolti ad un giovanissimo Cameron. Hong-hu ha recitato nella pellicola “The key and the answer” per la regia di Silvio Alfonso Nacucchi, un fantasy andato in Gran Bretagna, mentre sta per uscire il suo nuovo disco, il settimo della sua carriera, “The door of desires”.

Ciao Hong-Hu, bentornata su Voce Spettacolo. Qualche anticipazione sul Film Fest di Civitavecchia?
Civitavecchia sarà teatro di uno spettacolo pirotecnico di ospiti stranieri ed italiani, vedi Paolo Genovese presente all’apertura della manifestazione, il presidente della 20th Century Fox Osvaldo de Santis, Nicolas Vaporidis, Luc Toutounghi 2 volte premio Oscar film animazione, e tanti altri insieme al Presidente della manifestazione Piero Pacchiarotti.

In Italia c’è una distinzione tra attrice, cantante, cantautrice e doppiatrice?
Si certo. Io vengo dall’America e lì questa distinzione non c’è”. Negli States infatti è normale recitare e cantare e quindi unire e fondere due anelli della stessa collana, ne sono esempi Jennifer Lopez, Will Smith o Jamie Fox piuttosto che Kevin Costner. Gli Stati Uniti vedono l’artista in quanto tale e dunque a 360°, “La distinzione picchia la creatività. Non ci sono barriere, non c’è una distinzione e non si fanno differenze come in Italia, copione, sceneggiatura e pentagramma sono la stessa cosa.

Ma quanto è stato importante nel corso della tua carriera il tuo multiculturalismo?
Mi ha aiutato molto. Le mie capacit,à su più fronti, hanno scatenato curiosità ed interesse nelle persone.

Una carriera in ascesa, bastino le collaborazione con maestri del cinema come Pupi Avati, Nanni Moretti, Emiliano Ferrera e prima di tutti il mentore Abel Ferara. Il tuo giudizio su Abel?

Lui è un genio assoluto, anche se è una persona complicata e difficile con cui lavorare. Maestro della creatività e del modo di fare cinema. Fa onore all’Italia: è americano, vincitore di un Oscar, ed innamorato dell’Italia. ‘La vita di Pasolini’ e ‘Maria Maddalena’ sono entrambi girati in Italia. Abel è stato il primo che ha creduto in me e mi ha dato la possibilità di essere sul set con quattro premi oscar. Mi ha dato una possibilità importantissima e l’ha fatto per tre volte, Io a questo signore devo tutto.

Tante collaborazioni per arrivare poi all’impegno più importante di questi ultimi mesi, Squadra Antimafia. Cosa puoi dirci in merito?
La guida della serie è affidata a Renato Di Maria, regista italiano dal taglio molto internazionale. Recitazione asciutta, naturale e spontanea, tipico degli States. A mio parere, un distacco tra Italia e America capace di non avvertirsi nel cast di un programma televisivo tra i più seguiti in Italia.

Ma cosa manca al piccolo schermo italiano per mettersi allo stesso livello di quello americano?
E’ complicato da spiegare. In Italia manca la mentalità, bisogna apprezzare di più i talenti, bisogna riconoscerli. Ci sono tantissimi bravi attori che sono poco valorizzati. Questo il primo step. Poi il modo di girare sarebbe da rivedere, più spazio a storie che non siano soltanto delle commedie spicciole ma che abbiano un senso del racconto vero come ad esempio ‘Il Trono di spade’ o ‘Miami vice’. Prodotti internazionali che vanno in tutto il mondo, il set del racconto ed una mentalità che deve cambiare. La valorizzazione dei talenti e stop alle raccomandazioni che picchiano il talento. L’Italia è la patria del cinema mondiale, vedi Fellini, De Sica e Visconti. Oggi il mondo ci invia la storia, oggi ci siamo però un po’ persi. Occorre che si torni a quegli anni, alle Notti di Cabiria o al Gattopardo.

 

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Founder at Voce Spettacolo
Walter Nicoletti fonda Voce Spettacolo nel 2011. Si laurea in Giurisprudenza. In qualità di Attore lavora in fiction televisive, film italiani ed internazionali. Nel 2016 produce TEK, primo cyberpunk western italiano. Nel 2018 produce MIA selezionato da Rai Cinema. E' portavoce italiano del "60th Anniversary of Foreign Language Film" by TheOscars® (2017) e della Notte degli Oscar® di Londra (2018).
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