INSOSPETTABILI SOSPETTI: dal 4 maggio al cinema

NEW LINE CINEMA presenta
In associazione con VILLAGE ROADSHOW PICTURES
Una produzione DE LINE PICTURES
Un film di ZACH BRAFF

(GOING IN STYLE)
MORGAN FREEMAN
MICHAEL CAINE
ALAN ARKIN
ANN-MARGRET
JOEY KING
con MATT DILLON
e CHRISTOPHER LLOYD
Musica di ROB SIMONSEN casting di AVY KAUFMAN, CSA costumi di GARY JONES
Montaggio di MYRON KERSTEIN scenografie di ANNE ROSS
Direttore della fotografia ROONEY CHARTERS, ASC NZSC Produttori esecutivi TOBY EMMERICH, SAMUEL J. BROWN, MICHAEL DISCO, ANDREW HAAS, JONATHAN MCCOY, TONY BILL E BRUCE BERMAN
Sceneggiatura di THEODORE MELFI prodotto da DONALD DE LINE, P.G.A.

Distribuzione WARNER BROS. PICTURES
Durata del film: 1h36 minuti
Uscita italiana: 4 maggio

 

I premi Oscar® Morgan Freeman (“Million Dollar Baby”), Michael Caine (“Le regole della casa del sidro”, “Hannah e le sue sorelle”) ed Alan Arkin (“Little Miss Sunshine”) vestono i panni di tre amici di vecchia data – Willie, Joe ed Al – che decidono di dare una scossa alle proprie vite da pensionati e deviare dalla retta via quando la banca utilizza il loro fondo pensione per coprire un’assicurazione aziendale
Disperati e pressati dal bisogno di pagare le bollette, i tre rischieranno il tutto per tutto, decidendo di rapinare proprio la banca che li ha defraudati nel film del regista Zach Braff “Insospettabili sospetti” (“Going in Style”).
Il film vede inoltre la presenza della candidata a due premi Oscar® Ann-Margret (“Tommy,” “Conoscenza carnale”); Joey King (“Wish I Was Here”); John Ortiz (“Kong: Skull Island”), Peter Serafinowicz (“Guardiani della galassia”), e Kenan Thompson (“Saturday Night Live”), con il candidato Oscar® Matt Dillon (“Crash”) e Christopher Lloyd (la trilogia “Ritorno al futuro”).
Zach Braff (“La mia vita a Garden State”, “Wish I Was Here”) dirige una sceneggiatura di Theodore Melfi (“Hidden Figures”, “St. Vincent”).
“Insospettabili sospetti” è prodotto da Donald De Line (“The Italian Job”). I produttori esecutivi sono Toby Emmerich, Samuel J. Brown, Michael Disco, Andrew Haas, Jonathan McCoy, Andrew Haas, Tony Bill (già produttore del film “Going in Style” del 1979), e Bruce Berman.
Il team creativo è composta dal direttore della fotografia Rodney Charters (“24”), dalla scenografa Anne Ross (“Lost in Translation”); dal montatore Myron Kerstein (“La mia vita a Garden State”, “Wish I Was Here”); dal costumista Gary Jones (“Capodanno a New York”); e dal compositore Rob Simonsen (“Foxcatcher – Una storia americana”, “Wish I Was Here”).
New Line Cinema presenta, in associazione con Village Roadshow Pictures, una produzione De Line Pictures, un film di Zach Braff, “Insospettabili sospetti” (“Going in Style”). Il film sarà distribuito da Warner Bros. Pictures, una società della Warner Bros. Entertainment ed in territori selezionati dalla Village Roadshow Pictures.

IL FILM

IL SETUP

Un uomo può tollerare qualunque ingiustizia anche a lungo, ma ad un certo punto reagirà. E a volte in un modo assolutamente inaspettato. Prendete, per esempio, Willie, Joe e Al, interpretati da tre dei più stimati attori al mondo, Morgan Freeman, Michael Caine e Alan Arkin. Questi tre uomini dal cuore grande, onesti nativi di Brooklyn, con un’amicizia storica formata alla catena di montaggio della Semtech Steel, non avevano mai pensato di poter essere capaci di derubare una banca. Ma è anche vero che non avevano mai pensato che una banca li avrebbe derubati!
E ora sono incavolati neri. Raggirati dalla logica finanziaria di pensioni e mutui e convinti di non aver più nulla da perdere, queste tre potenziali menti criminali un po’ tardone si lanciano in un’avventura singolare dal sapore rischioso, un mondo a loro sconosciuto, però rinvigorente: il mondo del calcolo millesimale del tempo, di maschere per il viso e fughe in macchina. Sincronizzando i loro alibi, si organizzano per predisporre il più perfetto dei furti e riprendersi quello che appartiene loro, fosse anche l’ultima cosa al mondo che faranno. Né più, né meno.
Mettono a rischio la propria fortuna, superando i loro stessi limiti. Iniziano anche a superare gli 80… ma poco importa. Perché, a riscattare i propri diritti, non si invecchia mai.
Una commedia divertente e piena di ritmo, intrisa di sentimento e temperamento, “Insospettabili sospetti” è anche una breccia sull’incredibile potere attoriale di leggende cinematografiche quali Freeman, Caine e Arkin, insieme sul grande schermo per la prima volta, oltre ad un cast stellare guidato da una straordinaria Ann-Margret e Christopher Lloyd.
“Il copione di Ted Melfi ha molte svolte, cambiamenti e sorprese repentine. È uno scrittore fantastico”, afferma il regista Zach Braff. “Sullo schermo ci sono tra i migliori attori di Hollywood e per me è stato un enorme piacere dirigerli. Sono sicuro che il pubblico apprezzerà come abbiano bilanciato perfettamente commedia ed azione, senza omettere un filo romantico e sentimentale che è un’altra parte importante della storia. Adoro questi ragazzi. Chi non li adora?! Con la più totale naturalezza ci fanno credere che questi tre amici si conoscano e siano amici da 40 anni, nel bene e nel male, e che siano sempre disposti a difendersi tra loro”.
“Ricevo sempre sceneggiature da vagliare, ma questa era speciale”, racconta Caine. “Amavo il fatto che fosse una commedia, in quanto me ne mandano poche e anche la qualità del rapporto tra questi tre amici. È un film incantevole e divertente, ma allo stesso tempo ha spessore. È stata un’occasione unica per lavorare con Morgan ed Alan e dal punto di vista di un attore, potrebbe forse andare meglio di così?”
Citando l’evidente chimica che si crea tra loro nel film, Freeman aggiunge, “Credo questo accada perché ci stavamo effettivamente divertendo sul set e traspare quindi sul grande schermo”.
Nata per far ridere, la commedia “Insospettabili sospetti” è anche un film-accusa sulle macchinazioni dei grandi affari, che potrebbe trovare la complicità di un vasto pubblico – la cui maggior parte, come Joe, Willie e Al ha vissuto in prima persona la perdita dei benefici economici e dei prestiti a raggiro, cadendo nel baratro tra quanto promesso e quanto ricevuto.
“È facile immaginare come”, osserva Arkin “se si lavora tutta la vita contando sul fatto che la società per cui ha lavorato terrà onore alle proprie promesse e questo poi non accade, questo qualcuno possa infuriarsi, anche se non ha mai avuto un pensiero criminale per tutta la vita. È facilmente comprensibile che questi tre vadano fuori dai gangheri e facciano quel che facciano”.
A questo proposito, il produttore Donald De Line evidenzia che, “La trama del film è importante oggi, come lo era ai tempi del debutto della sua prima versione, se non ancora di più”. E poi sottolinea che l’originale del 1979 per la regia di Martin Brest è stato il punto di partenza per questa nuova versione, “Questo non è un remake, ma una versione moderna della storia precedente, la cui premessa però sopravvive alla prova del tempo. Il sistema spesso non funziona, sia che si tratti di pensioni, che di assicurazioni, che di banche. Mio padre è stato con una società per anni e si è ritirato con una pensione che è stata ridotta della metà quando la società è stata venduta. Questo tipo di cose accade ogni giorno”.
Pieno di battute e rimandi, quando si tratta di fatti reali, il film non si tira indietro. “Accadono molte cose divertenti”, racconta Braff. “Ma il realismo della situazione e la situazione di per sé sono interpretate in modo diretto ed onesto e non si può fare a meno di essere mossi dal punto di vista di questi tre uomini che improvvisamente cercano un modo per sopravvivere”.
Il piano audace che mettono insieme è un piano che piacerebbe a chiunque, privo di rischi e con tanti vantaggi collaterali. Spiega De Line, “È enormemente gratificante, perché la gente tifa per loro e questo li energizza ancora di più. È la cosa più divertente che abbiano fatto in anni… o forse di sempre”.
“Credo che il pubblico sia in sintonia con chi vuole giustizia”, spiega lo sceneggiatore Theodore Melfi. “Abbiamo dovuto approcciare il problema in modo comico, perché di fatto stanno commettendo un crimine, però anche quello che è stato fatto loro è un crimine. Sono un fan della giustizia e credo che ognuno meriti una ricompensa. Per me, questi tre sono nel giusto. Hanno lavorato per 40 anni e tutt’a un tratto si vedono portare via la pensione. Quello che accade a Joe con il mutuo è un perfetto esempio dell’arte di vendere di un banchiere per far guadagnare la banca, senza alcun riguardo per i clienti”.
Melfi ha reso la storia un po’ più moderna, spiegando che ha voluto “aggiungere azione, rendendo il furto il fulcro della storia stessa, mentre invece la versione originale si concentrava più su quel che accade dopo”. Inoltre, ha aggiunto l’elemento romantico con la bionda e allegra seduttrice Annie, interpretata da Ann-Margret, accanto al cauto e cinico Al, perché, “volevo esplorare l’idea dell’amore e del sesso in età avanzata. Questa è una parte della vita che raramente ci viene raccontata”.
Oltre a questo, lo sceneggiatore ha aggiunto tanti dettagli sui protagonisti, raccontando le loro storie personali, i legami con le loro rispettive famiglie e il loro quotidiano in modo più dettagliato. Per esempio, “Joe è una vera e propria figura paterna per sua nipote, Brooklyn, il cui padre è assente. Lei e la madre vivono con lui, un fatto più comune di quanto non si creda, considerando che ormai molte famiglie pluri-generazionali vivono sotto lo stesso tetto. Willie e Al condividono una casa, ed anche questo sta diventando più comune tra anziani”.
“In questo film c’è davvero un po’ di tutto”, racconta Ann-Margret, il cui ruolo in questa storia porta una nota di dolcezza e passione. “Si ride. Ci si identifica con ogni personaggio. Si viene coinvolti. Il calore e l’intensità della storia colpiscono e alla fine si resta con un forte senso di positività. Mi sono anche commossa”.
Chiudendo il cerchio dei protagonisti, Joey King interpreta il ruolo della beneamata nipotina sveglia e vivace di Joe, Brooklyn. Peter Serafinowicz veste i panni di suo padre, Murphy, le cui connessioni nel campo degli spacciatori potrebbero finalmente essere utili a Joe e ai suoi amici, e John Ortiz nel ruolo di Jesus, un ambiguo personaggio che accetta di spiegare l’arte del furto in banca ai novelli rapinatori. Matt Dillon è il persistente Agente FBI Hamer, mentre Christopher Lloyd è il benintenzionato ma scapestrato convivente, Milton.
“Credo che questa storia sia un ritratto preciso dello spirito del nostro tempo”, osserva Braff. “È un perfetto ritratto di come i grandi possano fregare i piccoli. Ma prima di questo è soprattutto una commedia su tre uomini che decidono di riprendere in mano la propria vita: uomini che non hanno mai commesso un crimine in vita loro, che non hanno mai fatto nulla di folle o pericoloso che si trovano con le spalle al muro e decidono che se vogliono fare qualcosa, dovranno farlo alla grande, anzi alla grandissima”.

IL PIANO

Ogni grande piano nasce con una scintilla di ispirazione, o in questo caso, con la scintilla di una semi-automatica che spara a breve raggio.
Joe, destinato a diventare il capo di questa insolita ‘ragazzinata’, una mattina si trova alla sua banca, la Williamsburg Savings, ad ascoltare un altezzoso manager della stessa (“Ray Donovan’s” Josh Pais) che gli sta spiegando perché il suo mutuo è improvvisamente triplicato. Proprio in quel momento entrano uomini mascherati per svaligiare la banca. Con grande attenzione, Joe scrutina la perfetta coreografia messa in scena dalla banda di ladri e la facilità con cui prendono quel che vogliono e spariscono nel nulla. Non gli sembra poi così difficile: un paio di minuti di lavoro per un guadagno multimilionario.
Raccontando l’episodio più tardi ai suoi amici, Joe, scherzando, la butta lì: persino loro tre potrebbero fare un lavoro così certosino. Gli amici lo deridono, ma a distanza di pochi giorni, dopo aver scoperto che le loro pensioni sono state sospese e che il loro futuro è stato portato via loro in un attimo, l’idea inizia a sembrare loro un po’ meno folle e un po’ più fattibile.
A rendere la situazione ancora più complicata, c’è il fatto che la famiglia di Joe – la figlia e la nipotina – fanno affidamento su di lui per avere un tetto sopra la testa. Spiega Caine, “Il mio personaggio ha una nipotina che adora e sua mamma è una mamma single che lavora sodo, ma a cui non basta lo stipendio per sbarcare il lunario. Joe contribuisce, quindi, pagando le bollette e cercando di mandare avanti il carrozzone come può. Ora, però, la banca gli ha pignorato la casa e dovranno lasciarla entro 20 giorni”.
Anche Willie è un orgoglioso padre e nonno, sebbene con la sua famiglia abbia rapporti a lunga distanza. Adora le loro chiamate via Skype e vorrebbe tanto andare a visitare la sua famiglia più spesso. Solo Al, vedovo da anni, non ha una famiglia ed è per questo che Willie e Joe riempiono questo vuoto con la loro amicizia.
A detta di Arkin, “Al è un ex-musicista jazz che non ha mai sfondato e così ha lavorato una vita in fabbrica per mantenere la sua musica. È qui che incontra gli altri due e diventano amici per la pelle”.
“Stanno praticamente sempre insieme”, racconta Freeman, descrivendo la giornata tipo dei tre. “Fanno sempre le stesse cose. Vanno negli stessi posti a mangiare, hanno le stesse conversazioni e vanno sempre allo stesso club. Giocano a bocce e guardano la televisione. Poi un giorno Joe pensa, ‘Mi sa che rubo una banca’ e naturalmente i suoi amici pensano che abbia perso la testa. Ma a questo punto della storia non si considerano molto amici della banca e quindi lentamente iniziano a lasciarsi convincere dall’idea. Alla fine, pensandoci bene, si convincono e decidono, ‘Perché no?’”
“Morgan apporta molto calore e simpatia al suo personaggio”, racconta De Line. “Ha sempre un occhietto acceso e, al di sotto della superficie, un grande senso dell’umorismo, indipendentemente da qualunque circostanza. Albert invece è il pessimista e il burbero del gruppo e Alan, uno dei più brillanti attori del momento, gli dà un taglio nevrotico, divertente e cinico che bilancia perfettamente gli altri due. Eppure, malgrado tutto, Al apporta al suo personaggio un personale senso di calore. E Michael Caine, istigatore dell’avventura, aggiunge al suo personaggio la giusta dose di umanità, oltre ad un sottile senso dell’umorismo e il giusto piglio per convincerci che il piano accadrà realmente”.
“È così interessante guardare questi personaggi diventare reali”, racconta Braff. “A volte sono le cose piccole e i dettagli a raccontare la storia, e questi tre attori sono molto consapevoli del fatto che si possono creare piccoli momenti dal grande impatto semplicemente facendo quello che si deve fare e nulla di più: less is best. C’è un’intesa tra questi attori ed una fiducia nel sapere che la MdP raccoglierà quei piccolissimi dettagli per raccontare qualcosa di potente. Ho imparato moltissimo, guardandoli e lavorando con loro”.
I tre decidono che il colpo in banca dovrà avvenire durante l’evento per la raccolta fondi annuale del loro club a favore dei bambini disagiati che si svolge a Carnevale, al quale gli uomini avevano già dato la propria adesione. È chiaro che però rischiano di destare sospetto se si assentano tutti e tre contemporaneamente e così dovranno pensare a come gestire l’impegno preso. Non che Milton, l’organizzatore dell’evento, sia particolarmente attento…
Christopher Lloyd interpreta Milton, un fratello della loggia ‘Knights of Hudson’ e sicuramente la persona meno qualificata per organizzare qualunque cosa. “Milton ha uno spirito energico. È sempre pieno di entusiasmo per tutto e un ottimo amico, ma ha raggiunto il momento in cui non riesce più a ricordarsi nulla”, spiega Braff.
Il cuore di Milton funziona bene, ma la sua mente è ormai altrove. Eppure malgrado non senta più e parli a vanvera, ha una forte dignità di base che si percepisce chiaramente. Per come la vede Lloyd, “È un dolce vecchietto. Viene facilmente disorientato e fa errori continuamente e poi, ha problemi di udito. Però ha ancora voglia di organizzare tutto e controllare ogni cosa, da cui trae grande orgoglio. Milton cerca di fare le sue cose in modo semplice, cercando di fare in modo che la gente aderisca alle regole e ai regolamenti. È il suo personaggio. Ho amato questo ruolo e costruirlo è stata una grande sfida”.
Come dice De Line, “Avere un personaggio divertente e unico come Christopher Lloyd nel progetto è stato incredibilmente emozionante. Ci faceva ridere di continuo. Zach l’ha fatto improvvisare e Christopher continuava a inventarsi qualcosa di completamente geniale”.
Man mano che Willie, Joe e Albert si addentrano nel progetto, viene in mente loro che una volta recuperati i propri soldi, l’eccesso di denaro possa essere usato per beneficiare i bambini. Se riusciranno a lavorare bene, il Carnevale stesso potrebbe essere la perfetta copertura e Milton, benedetto sia il suo cuore folle, potrebbe essere la persona migliore per ‘confermare’, la loro presenza.

L’ALLENAMENTO

Prima di lanciarsi nell’avventura, i nostri amici devono essere sicuri di essere all’altezza del loro lavoro. Hanno bisogno di allenarsi per valutare le proprie forze e debolezze, la qual cosa li porta a rubare dentro un supermercato, scelta che poi si rivelerà un fiasco. Questa scena, però, a detta della troupe, è decisamente la preferita di tutti. Come spiega De Line, “Willie, Joe e Al decidono di allenarsi per la rapina e cominciano rubando piccole cose in un supermercato. Ma sono terribili, non hanno idea di cosa stiano facendo. Fanno cadere le cose rubate, ogni mossa è sbagliata… e qui l’umorismo prende una svolta fisica”.
“La cosa più difficile è stata cercare di nascondere il maiale arrosto nei miei pantaloni e poi c’è stato il problema di scappare nel parcheggio correndo con una dozzina di uova nella camicia”, racconta Freeman.
Mentre Willie e Joe vanno in giro tra le file di ‘Value Town’, infilandosi la refurtiva nei vestiti, non riescono a evitare una singola telecamera di sicurezza. Nel frattempo, il loro ‘palo’ e autista Albert si sta annoiando, inoltre il troppo caldo lo convince a lasciare la sua postazione, costringendo i suoi due complici, ormai pieni di refurtiva, ad improvvisare una fuga.
Continuando il racconto, Caine aggiunge, “Joe confisca il carrello motorizzato di una signora, e costringe Willie a sedersi dentro, mentre cercano di superare la guardia di sicurezza per raggiungere la strada e lanciarsi nel traffico. È un classico inseguimento, ma a bassa velocità”.
A guardarli in azione – incapace di proferire parola – c’è il manager del supermercato Keith, intrepretato dal comico Kenan Thompson. All’inizio incredulo, Keith è più divertito che offeso, ma deve pur sempre bloccare questi ‘ladruncoli’. La scena si trasforma in un confronto buffissimo che si può senz’altro considerare tra i momenti più comici del film stesso. Keith non immagina neanche che questo sia solo il preludio al loro ‘gioco’.
“Morgan è rimasto nel carrello praticamente tutto il giorno”, racconta Braff, ricordando la giornata di riprese. “Nessuno lasciava il set, andando nella propria roulotte durante i ciak. Michael ha guidato il carrello come un vero e proprio stunt, direzionandolo in mezzo al traffico e anche davanti ad un autobus che gli taglia la strada. Avevo deciso di girare tre quarti della sequenza con gli stunt, ma alla fine questi attori hanno girato da soli la maggior parte. Erano davvero nel loro brodo”.
E se dal film vi sembrerà che si stessero divertendo, state pur certi che è andata proprio così.
Freeman e Caine hanno lavorato insieme diverse volte, di recente nella trilogia “Il cavaliere oscuro”. “Hanno un ottimo feeling professionale e Alan è riuscito ad inserirsi perfettamente accanto a loro”, spiega Braff. “Ridevano e sghignazzavano tutto il tempo e io continuavo a girare perché finché non urlavo lo STOP, loro continuavano a portare avanti i loro personaggi e la scena. In questo modo siamo riusciti ad ottenere del materiale improvvisato favoloso e davvero divertente. È stato fantastico guardare questi attori, all’apice del loro talento, divertirsi così tanto”.
Questo spirito ha contagiato tutti, regista compreso. A detta di Freeman, “Parte del divertimento tra noi è stato pensare a come prendere in giro Zach. È un regista sveglio e sa quello che vuole, ma allo stesso non è ostinato sulle sue scelte. E così a volte gli dicevamo, ‘No, non ci penso proprio a fare quella cosa’, tanto per prenderlo in giro e vedere le sue reazioni. Ma Zach capiva sempre che stavamo scherzando”.

IL PROFESSIONISTA

Quel che occorre a questo gruppo è l’aiuto di un professionista. Per fortuna, Joe conosce un tipo. È sicuro che il padre screanzato di Brooklyn, Murphy, sia proprio il tipo di bassa lega che vanno cercando. Di sicuro nella sua rubrica avrà il numero di qualche criminale che possa metterli in contatto con qualcuno senza fare troppe domande.
Murphy, interpretato dal comico britannico Peter Serafinowicz con un impeccabile accento Yankee, attualmente dirige un dispensario medico di marijuana – forse il suo primo lavoro… legale. Gli sta andando bene, ma non benissimo, considerando che non riesce a pagare il mantenimento alla figlia con regolarità. E l’ultima persona che vuole vedere entrare al suo negozio è proprio il suocero, Joe, perché è sicuro che vorrà dargli una bella tirata di orecchie.
E infatti, il motivo per cui Joe è lì è duplice: sì, lui e i suoi amici hanno bisogno di qualcuno che li aiuti ad organizzare un furto in banca, ma spera pure che l’eterno bambinone Murphy riesca a crescere e a prendersi la responsabilità della figlia. E se il furto andasse male e finissero tutti in galera? Chi si prenderà cura di Brooklyn?
Nel ruolo della 14enne Brooklyn, il regista ha voluto Joey King, all’epoca 16 anni. “Il ruolo era stato scritto per una persona più giovane e per un maschio, ma ho pensato che sarebbe stato interessante vedere la relazione tra un nonno e una energica teenager, e così Ted ha riscritto il ruolo per Joey”, racconta Braff. “Ho incontrato Joey la prima volta sul film di Sam Raimi, ‘Il grande e potente Oz” e ho pensato ‘Questa ragazzina ha qualcosa di speciale’. Poi l’ho chiamata per ‘Wish I Was Here’. È un’attrice fenomenale”.
“Joe e Brooklyn hanno un fortissimo legame”, spiega la King. “Più che nonno e nipote, sono migliori amici e quindi discutono sempre. È un rapporto davvero dolcissimo. Lui è orgoglioso di quanto lei sia intelligente e pensa sempre al suo futuro. Lei invece riesce sempre a tirare fuori da lui l’aspetto più divertente e giovanile. Inoltre hanno un naturale istinto di protezione l’uno verso l’altra”.
Mentre Joe coltiva l’idea su come rapinare la banca, quello che gli frulla in testa più di tutto sono le conseguenze che avrà su Brooklyn. E così, si trova a pensare a Murphy, il padre della ragazza.
“Murphy si descrive come un imprenditore, ma in realtà è uno sfigato”, afferma Serafinowicz. “È un uomo inutile – un bambino incapace di crescere e non ha accettato il fatto di avere una figlia. Infatti, è sempre in ritardo con il mantenimento e si sente in colpa per questo motivo, ma non abbastanza in colpa per cambiare le cose. E quindi è come se la ragazza non avesse affatto un padre. Non è cattivo. Deve solo crescere e diventare un uomo”.
“Peter di solito fa commedie a largo respiro e ha dovuto ridimensionarsi un po’ per lavorare accanto a Michael Caine, ma non per questo è meno divertente”, racconta Braff.
Condividendo lo schermo con uno dei suoi attori-eroi, Serafinowicz asserisce che, “Michael è davvero di un altro livello. Non solo è una leggenda vivente ma una persona deliziosa. Ero terrorizzato ad incontrarlo. Fortunatamente, nel film il mio personaggio deve essere nervoso accanto a Joe, perché il suocero lo fa sempre sentire ‘inferiore’, e così ho giocato proprio su questo, anche nella recitazione”.
Se Murphy abbia o no la stoffa per diventare l’uomo che Joe si aspetta, perlomeno aiuta i nostri amici a trovare quello che stanno cercando: un personaggio misterioso di nome Jesus con una lunga fedina penale e inspiegabilmente una lista ancora più lunga di animali abbandonati da accudire. Per arrotondare, Jesus accetta di allenare criminali esordienti di qualunque genere, da come prendere i tempi per organizzare un crimine, fino alla fuga per uscirne puliti. La lezione numero uno, però, potrebbe rivelarsi la più difficile: come mandare un sms.
John Ortiz, nel ruolo dell’enigmatico Jesus, spiega, “Il mio personaggio non è il tipico criminale. È un lupo solitario che è riuscito a sopravvivere nei bassifondi urbani e sebbene la sua apparenza incuta timore, lo troviamo simpatico”.
Eppure, qualunque cifra riceverà per la sua parte, non potrà mai essere abbastanza per il lavoro che si troverà a svolgere.

LA DONNA

Nel bel mezzo di questa mega organizzazione, fiorisce un meraviglioso e inaspettato amore tra Albert e Annie, la cassiera del supermercato interpretata da Ann-Margret. Nessuno è più sorpreso di Al nello scoprire quel che sta accadendo. Albert non è in cerca di amore, anzi: anni prima ha deciso di chiudere con i sentimenti.
Uno spirito libero, Annie sente che quest’uomo ha un animo creativo e tenero che nasconde con cura e ora le viene finalmente concessa l’opportunità di dimostrare quanto sbagli. “Annie ha una bella cotta per Al. Si ricorda addirittura quando suonava il sassofono da giovane”, racconta Ann-Margret. “Ora lui e i suoi amici entrano nel negozio dove lavora quasi ogni giorno e comprano cibo per single: una patata, un barattolo di zuppa e ovviamente, una cosa tira l’altra… e lui non sa nemmeno come ci si ritrovi dentro”.
A detta di Braff, “Annie doveva essere bella, seducente e vivace, e Ann-Margret è tutte queste cose. È davvero una gran bellezza ed è anche molto divertente. Inoltre, è bello che lei e Alan siano già amici da tempo: in questo modo ci vuole poco perché il loro rapporto si trasformi in qualcosa di speciale. La chimica tra loro sul grande schermo è favolosa”.
Per chiunque, eccetto Al, innamorarsi sarebbe un’esperienza di trasformazione, e invece, fedele al suo personaggio, Al non cambia”, asserisce Arkin. “Questa è la cosa più divertente di tutta la loro storia: lui non cambia. C’è un arco di cambiamento in ogni relazione, ma per quanto riguarda Al, a parte forse diventare un po’ più condiscendente, non cambia nulla”.
“Per esempio, resta un gran borbottone”, aggiunge Ann-Margret.
“Pensi che sia borbottone?”, chiede Arkin nervosamente, prima di doverlo ammettere. “Improvvisamente Al si trova in una relazione che non desiderava, e non ha idea del come o perché. Ma in qualche modo, si direbbe che funzioni”.
La giocosa intesa tra Arkin ed Ann-Margret forse è più evidente in una particolare scena, al Carnevale, dove salgono sul palco insieme. “Dobbiamo fare una cosa incredibile”, ricorda De Line. “Ann-Margret e Alan Arkin devono fare un duetto ed è stata una vera emozione. Non la sentiamo cantare da anni ed è ancora fantastica. E chi lo avrebbe mai detto che Alan fosse un cantante? Ha una voce fenomenale. Abbiamo scoperto che anni fa era il cantante professionista di una folk band, prima di lasciare il canto per dedicarsi alla recitazione. E così, i due hanno cantato dal vivo e si sono divertiti un mondo in questa scena”.

IL GUASTAFESTE
L’inevitabile guastafeste arriva nella forma del saccente agente FBI Hamer, interpretato da Matt Dillon che per Braff “ha il physique du rôle di un legittimo agente FBI, ma sarebbe anche stato un ottimo ostacolo per i ragazzi, e allo stesso tempo è divertente. E quindi Matt era perfetto”, afferma.
Hamer viene assegnato alla prima rapina in banca, quella che vede Joe testimone, e sta ancora cercando di andare in fondo all’indagine, quando all’improvviso la banca viene rapinata una seconda volta.
“Ad Hamer piace vincere. È il tipo che non si rassegna a perdere”, racconta Dillon. “Al suo primo incontro con Joe, che era stato testimone della prima rapina e non ha ancora fatto nulla di male, ha la sensazione che Joe sia un pochino presuntuoso, visto che gli suggerisce di guardare qualche episodio in più di ‘Law & Order’, quasi insegnandogli il mestiere. In quell’occasione, Hamer lo aveva trovato divertente, ma ai limiti dell’offesa.
Questo agente non è scemo: è un ottimo detective ed ha la sensazione che questi tre signori siano alle prese con qualcosa, sebbene non riesca ancora a capire cosa. Ma di sicuro non ha nessuna intenzione di rinunciare a scoprirlo.

DALL’ALTRA PARTE DEL PONTE

La maggior parte delle riprese di “Insospettabili sospetti” si sono svolte a Queens e Brooklyn. Per Braff, nativo del New Jersey, girare in esterni a New York era cruciale. “I colori, la gente e il valore aggiunto per le riprese non potevano essere ricreate da nessuna altra parte”, asserisce. “Era proprio una sfida. Faceva caldo. E non sempre a New York ti danno i permessi per girare in città, soprattutto se si bloccano i marciapiedi, ma sapevo per certo che dovevamo girare lì”.
Nella squadra tecnica c’era il direttore della fotografia Rodney Charters, con cui Braff aveva lavorato in un paio di piloti. Braff loda lo stile del neozelandese in quanto “molto, molto svelto, che è proprio come piace lavorare anche a me. Ed è impeccabile”. Il look del film è ricco e la luce meravigliosa. Rodney ci ha davvero fatto sfruttare al meglio la città”.
Tra i set più importanti del film c’erano la banca, il supermercato e il Luna Park.
Il palazzo della Williamsburg Savings Bank sito a One Hanson Place è un palazzo storico di Brooklyn, e la sua torre con orologio domina l’area tra Fort Greene ed Atlantic Avenue. Un palazzo ormai soprattutto residenziale, viene utilizzato regolarmente per eventi, grazie al suo lobby Beaux Arts, con soffitti a volta alti circa 20 metri, pavimenti in marmo, vetrate artistiche e mosaici colorati. È stato scelto per lo spazio e la generosa altezza dei suoi soffitti che avrebbero potuto accontentare le richieste di Braff e Charter per l’uso delle multiple MdP, gru e carrelli necessari a creare il senso del movimento e della concitazione. Inoltre, la scenografa Anne Ross avrebbe potuto trasformarlo in un misto tra vecchio e nuovo, che, come descrive, è ormai ordinario, “Sappiamo tutti che una volta le banche erano luoghi di prestigio e che oggi sono diventati luoghi squallidi, pieni di laminato e pessimi mobili da ufficio”.
La sfida per trovare il supermercato dove si sarebbe svolto il furto-allenamento comprendeva la necessità di un parcheggio, spiega Ross. “La maggior parte di supermercati a New York non hanno parcheggio”. Ross aveva comunque una location in mente: il supermercato Key Foods a Grand Street in Williamsburg, Brooklyn, dietro l’angolo dove aveva vissuto anni prima. Il negozio aveva inoltre la perfetta dimensione ed il giusto look, così è stato rinominato Value Town, il supermercato di quartiere definitivamente non-di-stile e non-gourmet dove Willie, Joe e Albert sono soliti fare la spesa.
Ross e l’arredatrice Sara Parks hanno creato il Luna Park dei Knights of Hudson dal nulla nel Parco Statale Williamsburg East River, con tanto di ruota panoramica, la casa dei fantasmi, uno stand per il karaoke ed una vasca-piscina dove Caine, nel ruolo di Joe, si tuffa per una buona causa.
Ma per quanto queste location rappresentassero problemi organizzativi, Ross si è soprattutto divertita a creare i set ‘di personalità e tono’, ossia gli interni delle case di Joe, di Willie e Al, ricostruiti agli Studios Gold Coast a Bethpage, New York. Per esempio, spiega, “Joe è proprietario della sua casa da molti anni. Ha vissuto lì con la moglie e quindi era chiaro che dovesse essere piena di tutto, in quanto ad occhio e croce deve aver vissuto lì dalla metà degli anni 60. Abbiamo aggiunto qualche tocco inglese, come un tappeto e la carta a parati, e abbiamo pensato che potesse essere un tifoso della squadra di football del Chelsea – proprio come Michael Caine – e così abbiamo aggiunto dei gadget del Chelsea. D’altro canto, Willie e Al non avevano sempre vissuto dirimpetto a Joe. Probabilmente, si erano trasferiti lì ed è iniziata la loro convivenza dopo la pensione o dopo la morte della moglie di Al. Così la loro casa è arredata in modo semplice e minimalista, priva di oggetti eccessivamente personali.
Anche così, continua, “Il background musicale di Al è evidente nei poster jazz sul muro, mentre la stanza da letto di Willie è decorata con numerose foto di famiglia che, insieme ai viaggi nello spazio, sono le vere passioni di Morgan”.
Uno degli elementi più importanti è stato ambientare la storia e i personaggi in un quartiere da dove si potesse vedere un mondo diverso ad una certa distanza. Come spiega De Line, “Il quartiere dove vivono i nostri protagonisti è Brooklyn e si percepisce chiaramente che è un quartiere per lavoratori. Eppure, proprio dall’altra parte del fiume si può vedere lo skyline di Manhattan, Wall Street, sede del benessere economico”.
Ross, che ha cercato nei quartieri meno conosciuti di Brooklyn e Queens, aveva chiaro in mente che il film dovesse ambientarsi nei quartieri più lontani dal centro. “Essere lontani da Manhattan non è nulla di nuovo”, racconta, sottolineando peraltro che anche questi quartieri si stanno comunque riqualificando. “Brooklyn e Queens sono in piena gentrificazione. Ci sono tanti palazzi di vetro che crescono accanto a piccole abitazioni, una sorta di simbolismo fisico di come i lavoratori vengono schiacciati”.
Gli esterni per le case sono stati trovati a Long Island City in una strada silenziosa con case modeste ed una vista del ponte RFK/Triborough alla fine della strada. Anche Queens è la sede di numerose riprese in esterni, quali Ditmars Park, dove i nostri amici giocano a bocce, e la scuola PS 122 Mamie Fay, ossia il liceo di Brooklyn. College Point, nel Queens, ed in particolare la sede dei Veterani di Guerra Post 885, è diventata sede della loggia dei Knights of Hudson; a Richmond Hill, il fioraio Bangert’s Flowers è stata trasformato nel dispensario medico di marjuana di Murphy, e a Maspeth, il ristorante anni ’60 Goodfellas Diner si è trasformato in Nat’s, dove i tre si incontrano per il caffè e nei giorni migliori anche per una fetta di torta. Casa di Annie è stata ricavata da un appartamento ad East Williamsburg, e una scena per gli esterni del Semtech Steel è stata girata al Brooklyn Army Terminal a Sunset Park.

Il costumista Gary Jones ha fatto scouting aggiunto, scattando anche foto di gente per la strada. Tenendo in mente lo status dei tre, ha rispettato le origini inglesi di Joe vestendolo con cappello, giacca e gilet, mentre Willie è più casual, con felpe e pantaloni, mentre Al, sembra bastian contrario, indossa quasi sempre bermuda.
Jones aveva già lavorato con Ann-Margret e l’ha trovata un’ottima collaboratrice nella creazione del look di Annie, che descrive “una donna di una certa età ma anche innegabilmente e giocosamente sexy. E volevamo che i suoi vestiti comunicassero proprio questo”. Quando non indossa la divisa del supermercato, Annie indossa vestiti fluttuanti dai colori accesi.
E malgrado le sue dichiarazioni sul voler resistere ai cambiamenti, anche Albert è un po’ diverso dopo essersi innamorato. A detta di Jones, “Inizia a vestirsi in modo jazzy. I colori diventano più leggeri e caldi e comunica tutt’altra sensazione. All’inizio è più negativo: i colori sono più scuri privi di decorazioni, ed indossa sempre bermuda. Il cambiamento comincia con la scelta dell’abito per la rapina, che ha senz’altro un tocco di jazz, con un po’ di mohair, come fosse un abito che gli è rimasto da quando era giovane e suonava. Peraltro, dopo l’inizio della sua storia d’amore, ricomincia a suonare il sassofono e anche questo porta alla luce un altro suo aspetto nascosto. Si inizia a credere che forse potrebbe decidere di andare avanti e dare una svolta alla sua vita”.
A questo proposito, Albert rappresenta il cambiamento di tutti e tre questi personaggi. “È un cast incredibile”, sottolinea De Line. “Ci sono relazioni meravigliose, legami familiari, una storia d’amore ed un furto intelligente che i tre protagonisti pianificano e mettono in pratica alla lettera, che credo sarà apprezzato dal pubblico. Si tratta del singolo in opposizione al sistema – e forse ancora più: si tratta di tre uomini che pensano che la loro vita sia ormai distrutta e finalmente decidono di riprendere in mano il proprio potere. Recuperano il senso di sé, ritrovano il proprio orgoglio”.
Come dice Braff, “Quando penso al genere di film che amo di più, la cosa che tutti hanno in comune è il modo in cui combinano sentimenti ed umorismo. Voglio poter ridere un minuto prima ed essere commosso un minuto dopo. E spero questo sia quanto accadrà al pubblico di ‘Insospettabili sospetti’. È un film divertente, burlone, una commedia interpretata da leggende viventi – il tipo di film che si può vedere con la famiglia e da cui tutti possono trarne qualcosa”.

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Walter Nicoletti

Founder at Voce Spettacolo
Walter Nicoletti è un produttore, filmmaker, attore e fonda Voce Spettacolo nel 2013. Laureato in Giurisprudenza. E' portavoce italiano della Notte degli Oscar® - European Oscar Party (2018-2019).
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