Interview with Dj, producer and Live performer PETRICHOR

Michele Valente ha intervistato il noto dj e produttore Scozzese Petrichor, di seguito l’intervista per voi lettori!

 

Ciao Florian,

grazie per essere ospite di Voce Spettacolo.

Sei conosciuto per essere un Dj di successo e remixer nel panorama Techno e, rappresenti uno dei più interessanti artisti della nuova generazione di produttori di mmusica elettronica. Ci racconti un po’ di te e di come è iniziata la tua passione per la musica?

 

Grazie per essere Vostro ospite!

All’inizio, in generale, mi sono appassionato alla musica con l’house e techno, ascoltando una stazione radio di genere Indie Austriaca, molto popolare, di nome FM4. Suonano sempre musica elettronica nei wkend così mi sono chiesto come facevano a mixare insieme tracce diverse, così da formare un unico Dj-mix. Da questo interesse per la musica ed anche per la tecnologia è cominciato tutto. Subito sono diventato in Austria un dj conosciuto, quando avevo 16 anni e suonavo “warm ups” per dj come Sven Väth, Jeff Mills o Ricardo Villalobos! A 17 anni ho cominciato a produrre la mia musica elettronica con una versione demo del software Reason. A 20 anni è uscito il mio primo disco ed è stato subito supportato da apprezzamenti come quelli di Mr. Fingers, così si sono susseguiti altri pezzi su etichette come Trapez.

Ora ho la mia etichetta FLASH RECORDINGS insieme al mio collega italiano Marco Gallerani che porta avanti anche la Hell Yeah Recordings. Abbiamo già prodotto più di 120 artisti come Electric Rescue, Alexander Kowalski, Paco Marcelo, Bodyscrub, Heron, maxime Dangles, Avgusto ecc. e recentemente sta andando tutto molto bene.

 

Hai recentemente prodotto il tuo nuovo Album “Collide” per l’etichetta Flash Recordings, che è un mix di suoni analogici e stili, in grado di portare chi ascolta in un viaggio techno, prendendo le mosse dalla tue precedenti produzioni. Ci puoi dire qualcosa in merito all’album e da cosa viene la tua ispirazione principale?

E’ il mio secondo album come artista ed è stato prodotto quasi solo con strumentazione analogica come la Roland 800, 909, Döpfer sistemi modulari, Arturia Minibrute ecc.

La mia ispirazione viene da una lato dalla scena techno stessa e dai pezzi Techno senza tempo e dalla mia esperienza nei Club ed anche dalle varie sessioni in studio dove provo diverse cose nuove. Ho anche una grossa collezione Jazz di artisti come Miles Davis, Herbie Hancock, Dave Brubeck, Sun Ra ecc. i quali davvero mi ispirano!

 

Sei uno che si esibisce live e di sicuro rappresenti la nuova generazione di dj con la quale la tecnologia sta prevalento sulla cosiddetta “old school”, ancora molto legata al modo tradizionale di fare i dj ed a strumentazioni tradizionali come i classici giradischi. Che ne pensi di questo e come consideri i nuovi software come traktor, Serato, ecc, in confronto alla tradizionale modalità molto manuale di esibirsi?

  

Ho iniziato con I vinili ma adesso suono con Traktor ed il controller D2 che è un ibrido tra uno strumento da Dj e il Live – adesso posso suonare le “Steam tracks” che mi permettono di annullare la voce o di scambiare la cassa di una traccia con un’altra ecc. che è molto bello e creativo. Il vinile per me è un mezzo per collezionisti e un archivio del suono di buona qualità; la vecchie registrazioni degli anni ’70 quando non c’erano campioni digitali sono ancora le migliori su vinile perché l’intero processo era totalmente analogico, il segnale non è mai stato tagliato in campioni e rimesso insieme (come con i lego). Per la musica elettronica invece va bene mantenerla in digitale perché è stata creata comunque in digitale.

 

 

Vivi e Berlino e sei dj resident al Creative Studio Complex Riverside Studios; come descriveresti il panorama elettronico in Germania in confronto ad altri ambienti molto sviluppati come in UK o in Olanda e Svezia o in America?

La Germania ha la sua scena e linea e viene copiata da altri paesi ma anche la Gran Bretagna ha i suoi tipici artisti che spingono. Ci sono artisti forti come l’etichetta Cocoon di Sven Väth in Germania ed eventi come Timewarp o Club come il Berghain dove il mondo che segue la techno ha una lunga tradizione e cultura in Germania, il che è molto importante.

In Italia penso che gli eventi siano altrettanto popolari come quelli di Marco Carola, Richie Hawtin ecc oppure davvero underground ed in piccola scala. Non c’è molto nel mezzo! In Germania c’è molto altro nel mezzo, come feste di circa 1000 persone, e questo fa bene all’intera scena. In Olanda c’è soprattutto Amsterdam dove ci sono i famosi eventi Dance annuali ed anche le tante feste durante l’anno. Suono lì circa 2 volte l’anno ed è sempre grandioso!

 

 

 

 

Lavorare come dj significa essere sempre in movimento. Ti piace questo aspetto del tuo lavoro ed inoltre quali sono i posti in cui ti piace più esibirti?

 

Si, è vero, a volte mi piace, a volte meno. Se provi a riposarti la competizione ti prende ed hai bisogno di metterti in moto! Il sound cambia sempre, non è mai lo stesso per l’intero anno ma d’altra parte cambiare troppo non è il mio genere! Ci sono dj che nuotano sempre sull’onda dei generi “dopati” ma non sono mai loro i creatori. Gli innovatori che ne ricevono gli onori. Io cerco un percorso di carriera di lungo periodo a già sono in tour da 10 anni ma in confronto ad altri è poco. Vorrei farlo per più tempo possibile.

 

 

Quanto sono per te importanti le connessioni nel settore con altri artisti per migliorarsi e capire i cambiamenti della musica e nuove tendenze?

 

E’ molto importante perchè da un lato puoi imparare ed avere informazioni da altri, il che può essere molto d’aiuto ed inoltre hai bisogno di un grosso network per avere il potere di realizzare qualcosa; c’è sempre bisogno dell’aiuto di altre persone per realizzare grandi cose. All’inizio di qualcosa tendo a far da solo, ma quando la cosa s’ingrandisce coinvolgo il mio network e lascio loro prender parte ed anche profitto. Funziona così per me. Essere a Berlino è perfetto per questo !

  

 

Oggigiorno è molto più facile diffondere musica, soprattutto quella elettronica, grazie ai tanti siti dedicati che promuovono artisti ed i loro pezzi ed anche grazie ai social network. Cosa pensi di questo anche in confronto al passato?

 

Per me sicuramente è più facile ma ci vuole sempre tanto per sortire un effetto, tutto gira attorno a questo, se hai un blog con 10 lettori è diverso che averne 1 milione. E’ lo stesso con le etichette, eventi, ecc per cui onestamente non è più facile nè più difficile che in passato, è solo diverso !

 

Quali sono i tuoi progetti principali e programmi per il prossimo futuro ?

 

Il progetto principale sarà sempre la mia carriera come dj e suonare Live agli eventi ed inoltre la produzione della mia musica. Ma ho sempre altri progetti collaterali come Riemann Kollektion, che è la mia etichetta per i Loops e suoni ed anche la mia etichetta FLASH Recordings. Una novità è la Riemann Modular che stiamo avviando con alcuni bravi ingegneri elettrici, costruiremo presto dei moduli eurorack , il primo modulo sarà un buono ed accessibile stereo compressore!

 

Grazie mille Florian per il tuo tempo. Voce Spettacolo ti augura il meglio per la tua vita e la tua carriera.

 

ENGLISH VERSION

 

Hi Florian!

Thanks for being our guest on Voce Spettacolo.

You are known to be a very succesful Dj and remixer within the Techno soundscape and represent one of the most interesting artists of the next generation of electronic music producers. Can you tell us a bit about yourself and how your passion for music started ?

Thank you for being your guest!

I got into music in general through early house and techno by listening to a very popular Austrian indie Radio station called FM4, they always play electronic music at the weekends and I heard a mix and asked myself how they mix different track together to form a continuous DJ-Mix. From this interest in music and also the technology behind everything started. I quickly became a popular Austrian local DJ when I was 16 and played warmups for DJs like Sven Väth, Jeff Mills or Ricardo Villalobos! When I was 17 I started to produce my own electronic music with a Demo version of Reason. When I was 20 I had my first Vinyl out and it was instantly charted by likes of Mr. Fingers and other records followed on labels like Trapez.

Now I have my own label called FLASH Recordings which I run with my italian collegue Marco Gallerani who also runs Hell Yeah Recordings for instance. We have already more than 120 releases and artists like Electric Rescue, Alexander Kowalski, Paco Marcelo, Bodyscrub, Heron, Maxime Dangles, Avgusto etc. and it is running very well recently!

 

 

You have recently released your new album “Collide” for you label Flash Recordings, which is a mix of analog sounds and styles, it takes the listener on a techno journey, taking the moves from your previous releases. Can you tell us something about your new album and where your main inspiration comes from?

 

 

It is my second artist album and was produced almost only with analog equipment like Roland 808, 909, Döpfer Modular System, Arturia Minibrute etc.

 

My inspiration comes on the one hand from the Techno scene itself and from timeless Techno records and experiences in Clubs but also from studio sessions where I experiment with new things. I also have a huge record collection with many Jazz Albums from artists like Miles Davis, Herbie Hancock, Dave Brubeck, Sun Ra etc. which inspires me!

 

You’re a live performer and for sure represent the new dj generation where technology is prevailing on the so called “old school”, still very linked to the traditional way of djing and to traditional devices like classic turntables. What is your opinion about this and how do you consider new software as traktor, Serato, etc compared to the very manual and traditional way of performing?

 

I started with Vinyl but now I play with Traktor and the D2 controller which is a hybrid of Djing and LIVE act – I can now play “Stem tracks” which allow me to mute the vocal for instance or exchange the beat of a track with another etc. which is really cool and creative. Vinyl is now to me a collectors medium and an archive of good sound quality, old recordings from the 70s where no digital sampling rates etc. are involved are still best on Vinyl because the recording process was full analog, the signal has never been cut into samples and put together again (like Lego). For electronic music though it is ok to store it digital because it has been created digital too.

 

 

You live in Berlin where you are resident of the creative studio complex Riverside Studios; how can you describe the electronic soundscape in Germany compared to other very developed environments like Uk or Netherlands and Sweden or Us?

 

Germany has an own scene and own lineups which get copied from other countries but also the UK has got this very typical UK artists they push. There are strong forces like Cocoon from Sven Väth in Germany and their parties like Timewarp or Clubs like Berghain where the whole world is looking at and Techno has got a long tradition and culture in Germany which is very important. In Italy I think the bookings are either very popular like Marco Carola, Richie Hawtin etc. or very very underground and small – there is not much in the middle! In Germany there is a huge middle field of parties which about 1000 people attending – this is good for the scene. Netherlands has got mainly Amsterdam where the famous yearly Amsterdam Dance Event happens and also many parties during the year – I play there about 2 times a year and it’s always great!

 

Working as a Dj means being always on the move. Do you like this aspect of your job and which places do you like to perform the most?

 

Yes that’s true, sometimes I like it, sometimes not – if you try to take a rest, the competition catches up and you need to act! The sound is constantly changing, it is never the same for a whole year but on the other hand changing a lot is not my thing! There are DJs always “swimming on the wave of hypeed genres” but they are never the creators, the innovators who get honored. I’m looking for a long term career and I’m already touring international for 10 years but compared to others that’s a short period of time – I want to do this as long as I can.

 

 

According to you how important are the connections in the industry with other artists in order to improve yourselves and understanding the change of music inclinations and trends?

 

It’s very important because on the one hand you can learn and get information from others which can be very helpful and you also need a big network to have power to realize something, you always need help from other people to realize great things – at the beginning of something I tend to do it on my own, but as soon as it get bigger I involve my network and let them take part and help and they also profit from it – that’s how it works for me. Being in Berlin is perfect for this!

  

 

Nowadays it’s much easier to broadcast and diffuse music and most of all electronic music thanks to many ad-hoc built websites, promoting artists and their tunes and also thanks to the social networks. What do you think about this, also compared to the past?

 

In my optinion it is easier yes but it takes the same effort to have an impact, it’s all about the impact, if you have a blog with 10 viewers it’s different to one with 1 Million. It’s the same with labels, Events etc. so to be honest it’s not easier and not harder than in the past, just different !

 

 What are your main projects and plans for the next future?

  

My main project will always be my career as a DJ and LIVE act playing on events and also the release of my own music. But I have always some side projects like the Riemann Kollektion, which is my Loops & Sounds label and also my music label FLASH Recordings. A new addition is Riemann Modular which is a company I do together with a good electric engineer – we will manufacture Eurorack Modules soon, the first module will be a good affordable stereo compressor !

 

Thanks a lot Florian for your time. Voce Spettacolo wishes you the best for your life and career.

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Michele Valente

Editor in Chief at Voce Spettacolo
Michele Valente è Editor in Chief di Voce Spettacolo. Laureato in Economia Aziendale all'Università di Parma, si occupa di Spettacolo e soprattutto di ambiti legati alla musica e NightLife. Una delle sue peculiarità è intervistare dj famosi nel mondo.
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