Ciao Paola! “Facile”. Il tuo nuovo lavoro. Parliamone…

Ciao! “Facile” è il mio disco d’esordio, e come tale arriva dopo una lunga gavetta musicale e dopo la scrittura di molti brani. È un disco che include 13 canzoni di cui ho scritto sia testo che musica e che affronta tematiche molto diverse tra loro anche dal punto di vista del mood: ci sono brani “impegnati”, molto forti, alcuni brani più “leggeri” e qualcosa di ironico… che non svelo: per scoprirlo vi invito ad ascoltare questo disco. È un’opera prima di cui sono contenta.

Qual è il messaggio che vuoi far arrivare al pubblico attraverso i tuoi brani?

Verità, intesa come verità di intenzioni. Sincerità. Sentimenti e sensazioni vere e concrete. Lavoro sentito e vissuto. Voglia di piangere, ridere, riflettere e far riflettere. Voglia di scendere e far scendere dalla ruota del criceto per stupirsi, per ritrovare ognuno un pezzo del proprio vissuto tra le righe che scrivo. Voglia di ritrovarsi genuini.

Sei stata pluripremiata, ma qual è il premio a cui sei maggiormente legata?

Non c’è un premio a cui sono legata più degli altri, ognuno mi ha dato qualcosa e a ognuno ho dato qualcosa. Sono state situazioni diverse da vari punti di vista ma nella maggior parte di queste situazioni ho trovato voglia di mettersi in gioco e di costruire qualcosa di bello, sia da parte degli organizzatori che degli artisti.

Quanto c’è di te nella tua musica?

Tutto. “Facile” sono io, a nudo. Ci sono le mie emozioni, i miei pensieri, le cose che non mi piacciono, l’amore per la musica vera (nessuno strumento campionato nel disco: solo musicisti veri che sono felice di aver avuto a fianco a me in questo progetto). Ci sono le cose che mi hanno colpito, drammi altrui che mi hanno trapassata e a cui ho voluto dar voce.

A chi diresti grazie? E perché?

Ai miei genitori, per essere stati sinceri e per avermi detto che sbagliavo, quando sbagliavo; per non essere stati genitori esaltati ma al contrario per esser rimasti in disparte, a volte un pochino contrariati con la preoccupazione di chi rimane legato a valori solidi di quando mi dicevano che lo studio viene prima, ma di aver gioito dei miei primi premi. Ringrazio mia madre, che ha scelto di regalarmi il denaro per la produzione di “Facile”, senza mai voler entrare nella produzione, cercando di nascondere la preoccupazione di vedermi travolta da una possibile delusione musicale: senza di lei oggi “Facile” non ci sarebbe, o non sarebbe così curato. Grazie a tutti i giornalisti che hanno creduto nel progetto e che mi hanno premiata, grazie agli organizzatori dei concorsi, ai miei musicisti che insieme a me hanno arrangiato i miei brani donandogli vesti così meravigliosamente raffinate e vere, grazie alla donna che anni fa con occhi lucidi si è avvicinata a me con il titolo di un mio brano scritto a penna sulla mano per non scordarselo, a tutte le persone che per anni mi hanno ripetuto senza stancarsi mai che “devi fare un disco, Paola!!!”, agli autori di tutti i libri che ho letto, a Ivano Fossati, che desidererei tanto conoscere un giorno, almeno per dirgli “Grazie” guardandolo negli occhi, ai poeti di cui ho letto e vissuto le parole, alle difficoltà che mi hanno insegnato a far fronte a nuove difficoltà… a me stessa, per aver parcheggiato tutte le paure e i sensi di inadeguatezza, per aver scelto l’autoproduzione, che mi ha permesso, lungo la strada, di diventare più sicura di me e di credere di più in me stessa… potrei andare avanti per altre 25 pagine… quanto spazio hai?

Cosa ti aspetti dal futuro?

Dal futuro non lo so, da me stessa mi aspetto di mantenere la promessa di provarci fino in fondo. Verrà un giorno in cui, per forza di cose, mi guarderò indietro. Voglio che dopo quello sguardo ci sia serenità, soddisfazione. Non voglio rimproverarmi di non averci provato. Voglio essere felice di me stessa. E voglio tenermi presente, sempre. E’ una promessa personale, una raccomandazione che ho messo nel testo di “Confine” in modo da non dimenticarla mai. Questo voglio. Il mio obiettivo “tecnico” invece è quello di cantare nei teatri. Amo il legno del palco e le sue vibrazioni, le poltroncine rosse, gli sguardi delle persone attente che attendono un’emozione. Voglio emozionarmi con loro. Voglio che escano dal teatro piangendo, o ridendo, o con delle domande nella testa, o con delle riflessioni da approfondire. Voglio uno scambio. Voglio dare le mie emozioni senza tenermele, e arrivare a chi ha scelto di ascoltare. Questo l’obiettivo. Il sogno è di potermi permettere di vivere solo di musica. Se non si realizzerà, realizzerò l’obiettivo, che è già una gran cosa. Grazie mille per queste domande!

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Walter Nicoletti

Founder at Voce Spettacolo
Walter Nicoletti è un produttore, filmmaker, attore e fonda Voce Spettacolo nel 2013. Laureato in Giurisprudenza. E' portavoce italiano della Notte degli Oscar® - European Oscar Party (2018-2019).
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