Ciao Simone! Benvenuto su Voce Spettacolo. Sei pronto per l’uscita del tuo nuovo singolo PASSERA’?

Se ti rispondo “no” fa brutto vero? (sorride) In verità una parte di me è in modalità “agitazione, agitazione, agitazione!”, mentre l’altra invece è prontissima e non vede l’ora di far ascoltare il brano al pubblico. In parte voglio anche archiviare questo capitolo perché “Passerà” fa riferimento ad un mio periodo certo non dei migliori quindi lasciarmelo alle spalle, ti dirò, non mi dispiacerebbe per niente. Ovvio che in tutto questo viene prima il fatto di godermi il viaggio: esce una mia nuova canzone dopo molto tempo, il brano stranamente mi piace, (sono autocritico di professione quindi la cosa è davvero un mistero) e anche se con mille sacrifici sto comunque facendo quello che mi piace fare quindi voglio vivermela il più serenamente possibile. È un po come se una seconda vita avesse inizio ora, armiamoci di coraggio e partiamo con il piede giusto!

La musica può renderci uomini migliori? Perché?

Certo che si, la musica è un linguaggio universale ed ha un grande potere: coinvolgere. Cosa che spesso dimentichiamo, soprattutto noi artisti/autori. La musica può tutto ma rimane comunque solo un mezzo, serve qualcuno che la guidi. Poi si sa, ognuno fa le sue scelte, c’è chi crea e chi distrugge. Ma almeno per quanto riguarda la musica forse è giusto cosi.

Come è maturata la scelta del Rap?

Ho iniziato fare rap da ragazzino, quando tutto era diverso da oggi: ero diverso io, il rap e pure il mondo che mi circondava. Nasco in un piccolo paese di montagna dove gli svaghi sono sempre stati pochi e io sono da sempre un iperattivo quindi le due cose si sono ben presto scontrate. Ascoltavo le prime canzoni dalle cassette nell’autoradio di mia mamma, ricorderò sempre gli 883, ero un bambino. Le prime cassette e cd che ho acquistato invece portano la firma dei “Sottotono” e degli “Articolo31”: mi rivedevo in quello che cantavano, iniziavo ad affacciarmi ad un universo di cose tutte nuove e come spesso accade in adolescenza. L’inizio di qualsiasi cosa è un gioco. Poi è arrivato il bisogno di evadere che mi ha dato una forte spinta in direzione della musica e solo negli ultimi anni è diventato una necessità, un modo per raccontare di me e di ciò che ritengo importante. Ho amato moltissimo il rap in giovane età ma ammetto che di recente ho iniziato a tradirlo con la musica in generale; credo faccia semplicemente parte della crescita.

Qual è il messaggio che vuoi far arrivare al pubblico attraverso i tuoi testi?

Nei miei testi c’è speranza, sempre. Oggi senza questo elemento non farei musica e questo è uno dei motivi chiave per cui sono rimasto inattivo per quasi 3 anni. Ad un certo punto mi ero persino convinto di smettere poi piano piano qualcosa si è mosso ed è tornata la speranza e con lei l’ispirazione. Ed eccomi qui.. “Passerà” è un titolo dai mille significati guardando la mia vita in rewind ed allo stesso tempo significa speranza in vista del futuro. Ecco, questa è la mia musica.

A chi diresti grazie? E perché?

I grazie sono infiniti, parlando di questo progetto il primo grazie va senza dubbio a me stesso perché a differenza del passato questa volta non c’era nessuno pronto a difendermi e portarmi in salvo, anzi, questa volta in mezzo alla tempesta colui che avrebbe potuto soltanto essere d’aiuto in realtà ha contribuito al mio crollo motivazionale comportandosi come al suo solito da persona estremamente infelice ed ignorante che rigetta tutto sugli altri. Beh, mi spiace per lui. Per quanto riguarda la musica in generale invece il primo che devo ringraziare è “Big Fish”, lavorare insieme a lui ha cambiato i miei orizzonti musicali e non. “Fish” è un grande produttore ma ancora prima un grande uomo. Il grazie più grande, in questa vita, andrà sempre a mio nonno e a mia madre per quello che mi hanno lasciato dentro.

Cosa ci dobbiamo aspettare nel futuro dal tuo percorso artistico?

Chiedo l’aiuto da casa.. mmmh, è una bella domanda, davvero. C’è in ballo un progetto a cui dare forma, spero di uscire presto con nuovi singoli e magari anche un disco, senza fretta. Sento di aver trovato una casa, musicalmente parlando, ora devo capire come arredarla. È sicuramente un punto di partenza il mio. Spero si aprano molte altre porte… anche perché altrimenti dovrò buttarle giù! 

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Walter Nicoletti

Founder at Voce Spettacolo
Walter Nicoletti è un produttore, filmmaker, attore e fonda Voce Spettacolo nel 2013. Laureato in Giurisprudenza. E' portavoce italiano della Notte degli Oscar® - European Oscar Party (2018-2019).
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