Intervista ad Anthony & Vittorio Conte

 

Ciao! Benvenuti su Voce Spettacolo. In radio è uscito FOGLIE DI UN TEMPO. Come avete vissuto il lavoro al nuovo disco?

È stata un’esperienza piena di sacrifici e ostacoli però l’abbiamo vissuta con leggerezza e tranquillità, prendendoci il giusto tempo senza pressioni e cercando di tirare fuori il massimo di noi stessi per poter trasmettere serenità in ogni minima cosa.

Il vostro brano è indiscutibilmente originale. La tematica affrontata è la violenza sui minori. Perché?

Prima di scrivere canzoni noi cerchiamo di raccontare delle storie attraverso la forza della musica, in questo caso ci siamo ispirati ad una storia vera, accaduta ad una nostra persona cara e da lì è stato inevitabile sorvolare la tematica della violenza sui minori. È un argomento controverso e delicato che purtroppo accade quotidianamente in tutti i paesi e certe volte viene nascosto per paura di mostrare la cruda realtà evitando il problema senza cercare una vera soluzione.

Cosa vi hanno lasciato le vostre esperienze?

In passato vincere un disco d’oro come autori di un album ci ha portato assolutamente grande soddisfazione, ma come le maggior parte delle esperienze ci ha lasciato sia cose positive che negative.

La vostra visione del mondo musicale italiano ed estero?

Saremmo bugiardi se dicessimo che non siamo un po’ indietro a differenza della musica estera. Lo si nota dal sound, dalla scelta degli artisti e dal potenziale a confronto. Abbiamo come la sensazione che la musica estera abbia una marcia in più e che arriva a creare qualcosa di nuovo per il mercato discografico sempre prima di noi italiani, ma questo dipende da diversi fattori.

Quanto è difficile questo lavoro in Italia?

Pensiamo che sia molto difficile. È palese che in Italia, in questo momento, la strada più delineata per arrivare a far sentire la propria musica ad un pubblico più ampio è la vetrina dei talent, quindi per noi artisti senza una partecipazione alle spalle a questi programmi televisivi musicali la strada diventa senza dubbio più tortuosa e in salita.

La vostra passione vi ha portato ad oggi… ma cosa vi aspettate dal futuro?

Vorremmo semplicemente arrivare a far ascoltare la nostra musica al massimo pubblico possibile perché come in “Foglie di un tempo”, abbiamo tante altre cose da dire.

 

 

 

 

 

Walter Nicoletti
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