di Valentina Gemelli.

 

Davide, la mia prima domanda non è una domanda. Raccontati.

Quello che temevo, perdonami se esordisco così, ma parlare di me stesso mi pare sempre un’impresa da 12 fatiche d’Ercole, probabilmente perché sono un timido ed un introverso che ha trovato modo di parlare di sé stesso attraverso le proprie composizioni. I miei stati d’animo li ho sempre trasformati in note quindi la musica, che mi ha investito e avvolto sin da moccioso, mi ha fatto capire sin da subito che senza essa non sarei andato da nessuna parte e che mi sarei dovuto servire di musica per sentirmi una persona sicura e protetta nel mondo. Vengo da un piccolo paese della Calabria che non mi ha mai infuso calore umano ma solo perché dentro di me sentivo la differenza coi miei coetanei, creandomi una difficoltà a relazionarmi. Alla fine ero un auto recluso, poi ho scoperto quelle doti da intrattenitore e musicista che ho potuto sfogare nei villaggi nei quali ho lavorato per tanti anni ad oggi. Con la maturità ho fatto pace con la mia adolescenza.

Nel 2012 incidi il tuo album di debutto “The golden dawn of the tramp”, per la Seahorse Recordings, con all’interno dieci brani composti da te. Chi è l’alba dorata e chi è il vagabondo?

E’ stato un disco importante per me, pubblicato con una signora etichetta indie appartenente al musicista Paolo Messere, con all’interno 10 brani molto introspettivi, proprio perché la maggior parte di questi li avevo scritti negli anni scolastici, è un disco che parla d’amore, di morte, sessualità, e che vi invito a cercare su Google. La copertina, disegnata da mio fratello Antonio ed elaborata al computer dalla grafica Valeria Sorce, è piena di elementi esoterici, è d’impatto ed ha, volutamente, un sapore fantasy in stile cover di dischi Progressive anni ’70, proprio perché il sound delle canzoni ha quel piglio musicale. Nel titolo ho voluto rappresentare semplicemente il mio esordio discografico, quindi l’alba sta per la mia nascita nella musica “vera” e il vagabondo sono, ovviamente, io. “Vagabondo” perché dopo gli studi non mi sono più fermato, nel senso che per merito del mio lavoro ho potuto girare il mondo, dall’ Africa all’ Egitto, quindi alcune capitali europee e tanti posti dell’ Italia, vagabondo è un termine che i miei mi hanno affibbiato oltre che per questo motivo anche per motivi scolastici, però.

Successivamente incidi “Mental Maze”. Cosa hai scovato nel labirinto mentale?

Mental Maze, sempre edito per la Seahorse recordings, è un concept album di otto brani, sempre scritti da me, molto più fresco, i pezzi risalgono tutti al 2015 e gli arrangiamenti hanno un sound moderno. L’album ha come concetto il labirinto mentale, cioè parla delle situazioni della vita che ci portano a chiuderci in noi stessi e a perderci nei meandri delle nostre occlusioni psichiche. Uscirne fuori si fa difficile fino a che non subentra quella zona di comfort che ti fa credere di starci bene. Così finisci col perdertici dentro e col perdere te stesso. Sono 8 brani che raccontano 8 storie diverse ma con lo stesso concetto, e che sono ulteriormente legate tra loro dal fatto che in tutti i pezzi compare nel testo il titolo dell’album. La cover è una foto presa dal labirinto di Dedalo nel portico della Cattedrale di San Martino a Lucca,( da cui il titolo Maze, cioè Dedalo ) personaggio della mitologia greca, architetto, inventore e scultore e padre di Icaro, che progettò il labirinto dentro cui fu rinchiuso il Minotauro, appunto ripreso ed elaborato al computer sempre da V. Sorce. Io personalmente c’ ho trovato la mia attuale compagna, un produttore ( Paolo Messere ) impareggiabile, un regista ( Massimo Ivan Falsetta ) d’alti livelli per il mio video clip, e un gruppo di attori e cameramen senza pari. Quindi penso che fin qui il mio dedalo mi abbia portato fortuna.

Un calabrese che vive a Salò cosa ci fa a Los Angeles?

Gli States sono subentrati nella mia carriera da poco, e cioè da un contatto di Messere con la Custom Made Music di Dave Allison. La Custom è una Label americana e Dave Allison è anche egli un musicista ed un promoter di Tour in America. Per il momento non aggiungo altro ma ci sono grosse cose in cantiere già da questo mese di Marzo. Lo scoprirete un po’ alla volta perché, così, è più divertente.

E sulla rivista americana Lov3rz Magazine, del numero di Marzo, si parla del tuo nuovo singolo “Across the infinity”.

Questo Magazine è un contatto che ho avuto dopo che questo mio singolo ( nonché il primo brano del cd ) ha vinto gli Akademia Music Awards di Los Angeles, come miglior canzone di genere Alternative Rock a Gennaio. Questo Magazine lo ha saputo e mi ha chiesto di promuovere il brano tra le sue pagine. Ne è venuta fuori una bella descrizione del testo, mi è piaciuto molto, ma quella è solo una chiave di lettura, perché Across the infinity la si può leggere anche sotto altri punti di vista.

Si legge: Davide Moscato “ sings of finding his true love”. E’ così?

Si, canto di un cavaliere errante sul suo destriero alla ricerca della regina che rappresenta il suo vero amore, la morte gli cavalca costantemente a fianco, ma lui non la teme, perché l’amore è un sentimento che vince anche la paura. Ma come ho scritto poc’anzi , è una chiave di lettura.

Attraverso l’universo; e’ stato un viaggio impegnativo?

Puoi scommetterci, un viaggio tortuoso, lungo e impegnativo ma che non si può dire ancora terminato. Io immagino la vita come un grande albero pieno di frutti, sta a te raccoglierne il più possibile, quelli più in alto probabilmente saranno i frutti più maturi e gustosi e dipende da te se arrampicarti a coglierli o accontentarti di quelli più facili da prendere, senza così scoprire mai che gusto potevano avere gli altri in cima.

Se ti nomino il “ pupazzo” cosa ti viene in mente?

Mi viene subito un sorriso sulle labbra e mi tornano in mente due fantastici giorni di ripresa tra Ostia e Roma, per il video di Across the infinity ( che tra pochi giorni vedrà la luce ). Il pupazzo simbolo di quell’ amore psichico narrato nel video-clip e che purtroppo Massimo ( il regista ) ha voluto tenere per sé, annoverandolo sulla bacheca di casa sua tra i vari premi vinti in questi anni per i suoi film.

E’ l’ora di pranzo: tortellini di Valeggio o maccheroni con il ragout di capra?

Se li cucina qualcuno mi va bene qualsiasi cosa, se invece il compito ingrato spetta a me, vi dovrete accontentare di ben altro. Non si direbbe ma sono una buona forchetta e non rinuncio ai piaceri della tavola. Posso dire che, dopo la musica, il cibo ha una buona posizione nella mia personale classifica. Detto questo vi invito a scaricare in anteprima il mio disco sul mio sito www.davidemoscato.com al prezzo che volete ed a cercare la mia fan page “Mental Maze cd by Davide Moscato”, su Facebook, perché ho ancora tantissimo da raccontarvi e, penso, vorrete restare in contatto con me per scoprire tutto il resto. The best is yet to come.

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Walter Nicoletti

Founder at Voce Spettacolo
Walter Nicoletti è un produttore, filmmaker, attore e fonda Voce Spettacolo nel 2013. Laureato in Giurisprudenza. E' portavoce italiano della Notte degli Oscar® - European Oscar Party (2018-2019).
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