Di Valentina Gemelli

 

Ciao Carlo, tu hai scritto una canzone che si intitola “Io dico no alla pelle d’oca”. Hai detto di no anche al pranzo di Natale?
Ciao Valentina, al pranzo di Natale ho detto no alla pelle d’oca. È stato un pranzo differente. Ho scritto quella canzone contro il maltrattamento degli animali per sensibilizzare le persone in riferimento a questo argomento.

Come hai conciliato l’amore per gli animali con i cibi che fanno parte della tradizione natalizia?
Il problema era proprio la pelle d’ oca, e quella non l’abbiamo mangiata!

Come ti è venuta l’ idea di scrivere questa canzone, a tratti ironica con sfumature brillanti?
Non lo so, mi sono ritrovato a scrivere su un pezzo di carta “Io dico no alla pelle d’oca solo a pensarci mi vengono i brividi”, e nel giro di cinque minuti ho completato un testo che, poi, ho portato da Fiorello.

L’incontro con Fiorello all’ “Edicola Fiore” come è avvenuto?
Sono andato al “Bar sotto casa”, diciamo così . Ho posato la chitarra ed ho preso un caffè ed un cornetto mentre lui mi guardava da lontano. Poi mi ha chiesto chi fossi e gli ho risposto: ” Sono un cantautore romantico “. Quando mi ha detto di cantare una canzone romantica, ho scelto di eseguire “Io dico no alla pelle d’oca”. Sentendo il titolo Fiorello è scoppiato a ridere esclamando: “Vattene, perché dopo questo titolo non puoi fare niente di meglio” e, invece, ho fatto di meglio cantando la canzone, cercando di rimanere serio per tutto il tempo, dato che la canzone non lo è molto, con lui che mi ascoltava ridendo. Il giorno successivo sono tornato, Fiorello mi è saltato addosso ed è stata una grande soddisfazione. Adesso sto cercando di scrivere il sequel “Io dico no alla treccia di cavallo”.

Quella del caciocavallo, immagino.
Bravissima, quella. E sto cercando anche di scrivere qualcosa su chi ammazza le zanzare, perché sono sangue del nostro sangue, così per instillare il senso di colpa!

A proposito di cibo, preferisci la carne o il pesce?
Mangio di tutto ma, ultimamente, prediligo il pesce. Il sushi, per esempio, è uno dei miei cibi preferiti. Peraltro ti incontro spesso ( ride) quando vado a mangiare in un noto ristorante di Roma! Il riso riempie e dopo mezz’ora puoi ricominciare.

E del riso, nel senso di risata, cosa ne pensi?
La risata è la manifestazione di allegria più ricercata al giorno d’oggi, sia da chi vuol far ridere sia da chi vuole ridere. Su Internet circolano molti video simpaticissimi confezionati da chi vuole strappare una risata al pubblico.

Ho avuto modo di vedere il tuo video, quello sul tuo naso alla francese, come è nata l’idea?
Beh, madre natura mi ha fatto con un nasino molto delicato poi, negli anni, non ho capito cosa sia successo perché è cresciuto e risultava contro natura ed essendo io a favore della natura l’ho restituito alla sua forma originale. In realtà stiamo parlando di un video che ho realizzato e che si trova su YouTube.

Ti piace colorare o Colorado.
Mi piace colorare Colorado. Colorado è stata la mia prima esperienza da cabarettista. Io nasco attore. In realtà avrei voluto fare fisioterapia, avevo quindici anni e vivevo a Reggio Calabria ed un regista ha scelto alcuni ragazzi nelle varie scuole per la realizzazione di uno spettacolo teatrale. Mi ha inserito per dire una sola battuta ne “La Lisistrata” di Aristofane. Andavo comunque alle prove tutti i giorni ed ho imparato a memoria tutte le battute dello spettacolo. Così, quando il protagonista maschile, pochi giorni prima della messa in scena, si è infortunato, l’unico che avrebbe potuto sostituirlo ero io. Il regista, pur spaventato, non ha avuto alternative. Lo spettacolo ha debuttato al Teatro Siracusa di Reggio Calabria e siamo arrivati primi in Italia e, successivamente, al Teatro antico di Siracusa e siamo arrivati terzi in Europa. E, grazie a questo regista, sono arrivato a Roma, dopo aver comunicato ai miei che non avrei più fatto il fisioterapista ma l’attore.

A Roma cosa è accaduto?
Mi sono iscritto alla Kledi Academy, il regista che mi ha selezionato per lo spettacolo di fine anno era Claudio Insegno il quale mi ha, successivamente, consigliato di sostenere il provino per entrare nell’Accademia del fratello Pino Insegno, dove mi sono diplomato alla triennale. Poco tempo dopo ho conosciuto Roberto Ciufoli, ho fatto un provino per un suo spettacolo senza confessargli di essere amico di Pino Insegno. Alle 20.00 dello stesso giorno ero in scena al Teatro Sala Umberto di Roma e, poi, per tutta la stagione con Roberto Ciufoli a teatro. Quando è venuto Pino Insegno a salutarci in camerino, Roberto ha scoperto che mi ero diplomato nella scuola di uno dei suoi più cari amici. Successivamente sono approdato a Colorado e confermato nel cast per un’intera stagione.

Cosa bolle in pentola? E non sto parlando di cibo.
A Settembre ho girato un film che uscirà al cinema il cui titolo provvisorio è “Il mondo di mezzo”, regia di Massimo Scaglione. Mi hanno selezionato per un cortometraggio sulla sclerosi multipla che girerò nelle prossime settimane e per un altro in cui interpreterò un calciatore. A Febbraio sarò co-protagonista nel film “La forza dell’amore”. Non è un ruolo brillante ma da maledetto. In questi giorni al teatro Cilea di Reggio Calabria ho ritirato il premio come “Eccellenza Calabrese”, al decimo Festival del Cinema della città e, sempre al Cilea, pochi giorni dopo ho augurato Buon Natale assieme a Giacomo Battaglia, mio grande amico e sostenitore.

Carlo, caffè o ginseng?
Di caffè amari ne prendo tanti ma se sto con te, qui a degustarne uno, lo preferisco dolce come il ginseng perché sono pur sempre un cantautore romantico.

 

Vito
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