INTERVISTA AL CONDUTTORE SAVINO ZABA

Di Valentina Gemelli

 
Savino, due domande in una: “sei Tale e Quale” a Savino Zaba conduttore televisivo, conduttore radiofonico o attore teatrale?
Bella questa domanda, sono tale e quale a tutti. Quando mi capita di sentire questa domanda rispondo che l’uno non esclude l’altro. Sono sempre stato attratto dai conduttori, dai personaggi dello spettacolo poliedrici. Mi vengono in mente Lelio Luttazzi, Walter Chiari, Fiorello, Raimondo Vianello, ovvero personaggi capaci di muoversi in più ambiti. Avere la possibilità, compatibilmente con le potenzialità, di cantare, recitare, suonare, ballare, di fare un’intervista seria, o la spalla ad un comico. Per fare questo, si deve avere un background che parte dallo studio, dalla scuola, dal fuoco sacro se ce l’hai e che va alimentato. A me piace far teatro, ad Ottobre debutto con una commedia brillante “Una fidanzata per papà”, con un cast di grandi attori. Mi piace lavorare alla radio, mi piace fare la televisione, scrivere, anche doppiare. Cantare è sempre stata la mia passione, ho tormentato i miei vicini di casa che, un giorno, mi hanno mandato i vigili urbani e allora mi sono detto: “Da qualche parte devo andare!”. E, così, sono andato a “Tale e quale”. Ho fatto il provino lo scorso anno, preparandolo con cura. Erano previsti 3 personaggi ma ne ho portati 12. Carlo ( Conti) e Rai1 mi hanno scelto ed è stata una delle esperienze più belle della mia vita.
Da Radio Arcadia a Radio 2 Rai. E durante il percorso?
Radio Arcadia è stato il mio inizio: il 24 Giugno 1987. Dico questo perché il 24 Giugno è il giorno in cui è nato Renzo Arbore che poi, per una serie di ragioni, ho avuto l’onore di incrociare nella mia vita più volte. Ha scritto la prefazione del mio precedente libro e c’è una novità che, presto, ci vedrà coinvolti. Ho cominciato con i vinili, andando con i miei dischi in radio. Successivamente è arrivata Radionorba, poi RDS, ho partecipato alla nascita di m2o, progetto interessantissimo, dopo Radio Capital, Rtl 102.5 e poi Radio 2 Rai. Il prossimo anno spegnerò le mie prime 30 candeline. Ci siamo fidanzati e non ci siamo mai lasciati. Quello con la radio è un amore unico.
Come si trascorrono dieci anni su un Ottovolante?
Anche questa è stata un’esperienza bellissima della mia vita. Dieci anni con uno dei programmi più di successo della radio perché metteva insieme la comicità e la musica ma, soprattutto, il live con il pubblico nella mitica sala A di Via Asiago, dove è nata la radio. Dopo dieci anni ci siamo fermati ma io proverei a ritirarlo fuori. Adesso sono in radio con un altro programma, “A qualcuno piace cult” con Massimo Bagnato il quale è venuto ospite in trasmissione da me, ad Ottovolante, e siccome ci accomunano le stesse passioni, prevalentemente per la storia dell’arte, ed amiamo l’arte in generale, la musica, l’opera, ci è venuto in mente “A qualcuno piace Cult” dove cult sta per cultura. Parliamo di cultura a modo nostro. Lui molto surreale, io anche ma a modo mio.

Hai scritto un libro “Beato chi ti Puglia” e ne hai tratto uno spettacolo teatrale. Savino Zaba, un artista a 360 gradi.
E ne sto scrivendo un altro. Devo dire la verità, si. Cinque anni fa ho scritto un libro raccontando della mia terra, la Puglia. La prefazione è di Renzo Arbore. Mi piace chiamarle istantanee che narrano di pezzettini di storia di vita vissuta in Puglia: vizi e virtù, modi di fare scritti per metà in pugliese per metà in italiano, dove il pugliese viene tradotto in un italiano aulico per creare il contrasto. Questa esperienza meravigliosa mi ha aperto la strada al mondo del teatro canzone. È nato lo spettacolo con il quale ho girato per 3 anni. Adesso, a proposito di libri, sto per pubblicarne uno in cui racconto la radio, mi faccio un regalo per i miei 30 di radio. Si intitolerà” Parole parole…alla radio, racconto l’evoluzione del linguaggio radiofonico dagli anni 20 ad oggi. Ed è un modo per rispolverare la mia Laurea in Lettere.

Tu canti anche se sei stonato?
Questo è vero. Perché dopo “Beato chi ti Puglia” è nato ” Canto…anche se sono stonato”, uno spettacolo che ripercorre 40 anni della nostra storia, dagli anni 20 agli anni 60, attraverso la musica. E’ un pretesto per raccontare un periodo del nostro Paese molto importante. Anzitutto la nascita della radio: lo spettacolo, infatti, è un omaggio alla radio. E’ ambientato in una trasmissione radiofonica in cui una sera il conduttore decide di narrare delle storie. Ci sono immagini, una band pazzesca, la Stonato Band, e le ballerine bravissime che, con i loro costumi, ripercorrono quei periodi. Mi diverto tanto a cantare. Ovviamente l’omaggio è a Lelio Luttazzi ed alla sua canzone.

Ma il tuo spettacolo più bello è Niccolò.
Si. I figli portano bene, ti cambiano la vita. Io, grazie a lui, sto diventando un uomo. Noi che facciamo questo lavoro, abbiamo sempre il riflettore acceso. Un figlio ti aiuta a girarlo su di lui. Le attenzioni e la priorità ce le hanno le sue attività. Quando posso sono molto presente. Fare i figli è facile, essere dei bravi genitori è un po’ più complicato. Sarà lui a decidere cosa fare da grande, sceglierà secondo le sue inclinazioni. Adesso, per esempio, vuole fare il pilota di aerei.

Cucini tu o lasci fare alla tua compagna?
Io cucino, ogni tanto. Ma so più mangiare che cucinare.

E, quindi, per dolce Zabaione o Creme Caramel?
Non amo lo zabaione, per cui scelgo il creme caramel. Zabaione, il mio cognome, è l’unico in Italia, appartiene alla mia famiglia. Forse c’è qualcuno che si chiama così in Usa ed in Germania. Non mi piace il gusto zabaione, ma mi diverte il cognome. Però io sono sempre stato Zaba, sin da ragazzino.

 

 

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Vito "Nik Hollywood" Nicoletti è Caporedattore di Voce Spettacolo. Si laurea in Giurisprudenza.
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