Di Vito “Nik Hollywood” Nicoletti

 

Ciao Emy! E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Un bel tuffo nel passato. Da bambina cosa sognavi di fare?

Toc… Toc… Toc… Sentite? È il mio cuore che batte veloce…. oggi è la prima volta che vengo intervistata!
Tuffarmi nel passato?
Splash!… Adoro tuffarmi.
Sin da bambina il nuoto è stato il mio sport preferito!
Il mio sogno? Naturalmente, diventare una grande campionessa.
A questo punto vi chiederete perché sono una giornalista… Bhè, il mio sogno è sempre lì, nel cassetto… Sicuramente prima o poi, tra una battuta e l’altra, vincerò una coppa! No?

Chi è Emy Sinagra?

Una siciliana testarda, una cilentana innamorata della vita e una romana in carriera. Emy è nata in Sicilia, fidanzata con un avvocato cilentano, lavora e studia a Roma. Sa di essere un’ambiziosa perfezionista e corre, corre, corre… tanto che 24 ore al giorno non le bastano per fare tutto ciò che vorrebbe fare. Ecco perché la mattina si sveglia, apre il frigo e fra le tante cose buone sceglie un insignificante yogurt magro, lo infila in borsetta insieme al suo rossetto preferito, pensando già alla sua giornata in TV e a chi ‘torturare’ con le sue interviste da pubblicare sul giornale. Emy è una che non scende a compromessi, una che vive la vita con semplicità e genuinità, una che non vuole avere rimpianti e che coglie sempre le occasioni che le si presentano per non dover mai guadare indietro con nostalgia.
Insomma… una tosta, che non sta mai ferma, difficile da ostacolare.

Fare giornalismo è una scelta professionale o una scelta di vita?

Credo che sia entrambe le cose. Inizialmente ho preso il giornalismo come una sfida professionale: dover raggiungere certi obiettivi quotidiani per poi doverli superare giorno dopo giorno in un primo momento era un lavoro, lavoro che poi, a poco a poco, con costanza e dedizione, si è trasformato in una scelta e una ragione di vita. Anche quando non dovrei lavorare sto sempre sul ‘chi va là’, pronta a dover scrivere un pezzo. Se mi dicessero di smettere di scrivere credo che difficilmente riuscirebbero nell’impresa, anzi sono certa che fallirebbero di sicuro.

Cos’è il giornalismo per te?

Il giornalismo per me è l’arte di raccontare fatti, persone, momenti, episodi che se non venissero messi nero su bianco sarebbero labili e riservati solo a pochi eletti. Attraverso gli occhi del giornalista chi non ha vissuto un evento può immaginarlo e saperne i dettagli, riuscire a ricostruire mentalmente le dinamiche, farsi un’idea ed esprimere opinioni. Il giornalismo è l’abito più bello che chi, come me, ama scrivere può indossare tutte le mattine. E come tutti gli abiti, anche il giornalismo non può stare bene a tutti, così chi lo indossa bene, ovvero il giornalista vero, riceve complimenti e reverenza al suo passaggio, venendo poi seguito anche in futuro, chi invece lo porta male e con poca grazia è destinato a cadere nell’oblio. Per indossare bene l’abito del giornalismo bisogna lavoare su se stessi, come chi prima di una festa si mette a dieta per indossare l’abito più bello. Ci vuole dedizione, impegno, costanza e carattere per indossare quell’abito con disinvoltura e leggerezza.

Il primo dovere di un giornalista?…chi racconta ha delle grandi responsabilità?

Essere oggettivo e scrivere solo dopo aver avuto conoscenza concreta dei fatti. Mai scrivere per sentito dire, mai dare adito a dicerie e false verità, mai lasciarsi andare a commenti personali o interessati.
Credo che chi racconta ha un grande peso da portarsi dietro: quello della verità.
Chi scrive detiene un arma micidiale: può scatenare rivalità, distruggere personalità, annientare nemici, sconvolgere alleanze, screditare personaggi…
Per quel che mi riguarda, posso dire che ogni giorno mi sveglio con il peso della reposponsabilità di raccontare, con la consapevolezza di non poter commettere errori e di dover dire la verità sempre.
Quindi, si, chi racconta è responsabile.

Credi davvero in tutto quello che fai?…e fai davvero tutto quello in cui credi?

Certo… Credo assolutamente in tutto quello che faccio e faccio solo le cose in cui credo davvero.
Posso dire con orgoglio di non aver mai fatto nulla che non volessi. Adoro la vita e il mio lavoro, ma anche me stessa e fare qualcosa di cui poi non andar fiera o addirittura pentirmi non mi farebbe stare bene con me stessa. Questo ovviamente vuol dire anche assumersi tutte le responsabilità delle scelte fatte, giuste o sbagliate che siano… l’importante per me è crederci… sempre.

Obbedisci più al tuo cuore o alla tua testa?

Dipende dalle situazioni. Se si tratta della mia vita privata obbedisco solo ed esclusivamente al mio cuore, se si tratta di lavoro o di situazioni in cui le mie scelte potrebbero influenzare altre persone faccio prima parlare il cuore, ma alla fine arrivo sempre davanti a un bivio in cui lascio spazio solo alla testa.
Per carattere sono una persona molto istintiva, ma devo dire che con gli anni e con l’esperienza ho imparato ad essere più assertiva e riflessiva, evitando in tal modo di trovarmi in situazioni ‘labirintiche’, dove in alcuni casi l’unica via di uscita sarebbe poi la fuga.

Le verità del cuore si possono raccontare?…possono servire a farsi conoscere meglio?

Secondo me no. Le verità del cuore si conoscono ma non si possono raccontare neppure a se stessi. Una questione è saperle un’altra farle venire fuori.
Mi è capitato spesso che le verità del mio cuore fossero del tutto diverse dalla realtà in cui mi trovavo a vivere e in quei casi raccontarle o rivelarle avrebbe comportato uno spreco di energie e un coinvolgimento emotivo ancora più pressante. Ho sempre conosciuto e ascoltato le verità del mio cuore e, senza mai rivelarle, ho agito per renderle realtà e chiudere con i fantasmi del passato.
Per ora credo di trovarmi in una fase della mia vita in cui le verità del cuore tacciono da tempo: a parlare per il momento è solo la mia voglia di fare e di puntare in alto.

La felicità per Emy?

Vedere sorridere le persone che più mi stanno a cuore, vedere i loro sogni realizzati e festeggiare con loro i piccoli e grandi successi.
Ovviamente però c’è qualcosa che mi rende ancora più felice: una granita fragola e panna con tanto di brioche seduta su una delle spiagge della mia magnifica isola, la Sicilia.

C’è qualcosa che ti fa paura?

Ho paura del futuro, dell’ignoto, dello sconosciuto, di tutto ciò che non riesco a misurare e controllare per il semplice fatto che non si è ancora verificato. Ho paura di svegliarmi una mattina e non sapere più gestire ciò che mi circonda. Sono consapevole che le cose cambiano ma non sapere in che modo mi terrorizza.

Le emozioni sono tutto ciò che abbiamo?

Credo di si. Tutta la nostra vita è fatta di emozioni e sensazioni. E sono proprio queste che ci danno la carica giusta per vivere ogni giorno al massimo, che ci fanno scegliere alcune persone anziché altre. Le emozioni sono il sale dell’esistenza, e senza di esse saremmo vuoti e irreali.

Di cosa sono fatti i sogni?…tu ne hai tanti?

Mi piace immaginare i sogni come delle enormi Marshmallows rosa e bianche. Le tengo tutte chiuse nel cassetto del mio comodino.
Scherzi a parte, pur avendone molti, credo poco nei sogni. A me piace vivere di certezze e cose tangibili. Però, chissà, un giorno potrei decidere di aprire quel cassetto, tirare fuori queste grandi caramelle morbidose e vedere che succede. Fino a quel giorno continuerò a creare certezze e a costruire su mattoni solidi la mia vita, perché si sa… le caramelle prima o poi svaniscono.

Emy, grazie per il tempo dedicatoci. Voce Spettacolo ti fa i migliori auguri per il tuo futuro.

 

 

 

 

 

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Vito "Nik H." Nicoletti

Editor in Chief at Voce Spettacolo
Vito "Nik Hollywood" Nicoletti è Caporedattore di Voce Spettacolo. Si laurea in Giurisprudenza.
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