Di Vito “Nik Hollywood” Nicoletti

 

Joanna Longawa

E’ stata giornalista per:Trendy. Art of living (Warsaw, Poland), Gazetta Italia (Warsaw, Poland), Horyzont Alpejsko-Karpacki (Rzeszow, Poland), Unfolding Roma Art Magazine (Rome), Economy Way (Rome, Italy), Celebrities and Fashion Magazine Stars System (Milan, Italy), Milanotopnews (Milan, Italy), Staycool Future Clothes Photo Sound (Milan, Italy), Rough Italy (Milan, Italy), Switch Magazine (Bologna, Italy), Men Style Fashion (London, UK). Dopo tante esperienze in vari magazine ora ha fondato il suo JL INTERVIEWS MAGAZINE. Worldwide chatting & events. Tra le persone famose intervistate ci sono: Lina Wertmüller e Jo Nesbø (scrittore di romanzi criminali, norvegese più famoso del mondo), Krzysztof Zanussi (famoso regista polacco), Alessandro Baricco, Emilio Conciatori (pittore romano, ha lavorato con “Kubrick”), e Marina Giulia Cavalli (Un posto al sole)

 

Ciao Joanna. È un piacere ospitarti sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Un bel tuffo nel passato. Da bambina cosa sognavi di fare?

Grazie dell’invito, Vito! Cosa sognavo di fare da bambina? Volevo fare un po’ di tutto. Sognavo di giocare al calcio o dipingere, addirittura di diventare dentista o chirurgo plastico, ma la mia vera passione è stata da sempre la scrittura. Non sognavo di diventare una scrittrice, sognavo semplicemente di scrivere, condividere le mie emozioni con gli altri e così è rimasto fino ad oggi.

Chi è Joanna Longawa?

Ti rispondo con le parole della mia poetessa preferita Wislawa Szymborska, in Italia ormai famosissima grazie a Roberto Saviano: “Sono quella che sono. Un caso inconcepibile come ogni caso”. Chi vuole scoprire di più, lo deve fare da solo… (sorride).

Joanna giornalista nasce per caso o per destino?

Come ti ho già accennato, scrivo da sempre. Ho cominciato dalle fiabe per bambini e romanzi “strappa lacrime” per adolescenti, poi sono passata alla poesie, poi alle tesi letterarie e testi analitici, poi agli articoli generici, recensioni e ora sono specializzata in interviste. No, nulla è nato per caso. Penso che giornalista (o “soltanto il giornalista” secondo la terminologia di Montanelli), come anche scrittore o qualsiasi altro artista, si nasca. All’inizio non sempre è chiaro ma, col passare del tempo, facendo varie esperienze, ci si arriva.

Cos’è il giornalismo per te?

Durante gli studi universitari, un testo mi è rimasto particolarmente in testa: “Il Visconte dimezzato” di Italo Calvino. Il Visconte, in una confessione, spiega un lato positivo di essere dimezzato e dice più o meno così: “ora ho una fraternità che prima, da intero, non conoscevo: quella con tutte le mutilazioni e le mancanze del mondo”. Il giornalismo per me è questo tipo di dimezzamento. Da quando scrivo non sono più intera (spensierata, semplice) come prima, sono diventata composta (consapevole). Ogni giorno assorbo le storie degli altri, testi degli altri, sofferenze e gioie degli altri e, tramite questo, capisco meglio me stessa. Si, il giornalismo è il mio “Visconte dimezzato”. Praticarlo ti dimezza, divide, taglia in tanti pezzi piccoli ma, nello stesso tempo, ti indurisce dandoti la forza per andare avanti.

Sei la fondatrice di JL INTERVIEWS Magazine. Worldwide chatting & events, quando, come e perché nasce questo Magazine?

L’idea di fondare un proprio magazine già da tanto tempo mi passava per la testa. Ero solo perplessa su quando realizzarlo. Alla fine, quando ho trovato il mio team, tutto è nato da solo. Il magazine è stato lanciato a gennaio 2016 ed è rivolto al pubblico medio-alto di tutto il mondo. E’ proposto nella lingua inglese perchè le aspirazioni sono: essere universale, multietnico, arrivare a tutti. La forma di dialogo è quello che lo distingue dagli altri magazine online. Qui troverete interviste con talentuosi cosmopoliti e i trendsetter realizzate in collaborazione con dei bravissimi fotografi italiani e stranieri. E’ il magazine di pace, di dialogo interculturale, il dialogo che durerà, come vorrei io, più del tempo previsto della lettura di ogni singola intervista… (sorride)

Una tua debolezza e una tua forza?

Vito, mi vergogno a dirlo… ma sono incorrettamente golosa. E’ una debolezza che non riesco a controllare, purtroppo. La mia forza è il mio carattere determinato e, nonostante le difficoltà, autoironico.

Quanto c’è di Joanna in tutto quello che fai?

Joanna c’è in tutto quello che faccio. Ricordi? Oramai sono dimezzata …(ride). Un pezzo di me va in un posto o in un’attività e un altro pezzo va dall’altra parte. Sono io in tutto quello che faccio, sono dappertutto, varia solo la percentuale… (sorride).

La felicità per Joanna?

Semplicemente la famiglia, l’amore, un sorriso, una carezza, il sole, lo sconosciuto, la pace, la musica del cosmo.

Credi più nell’amicizia o nell’amore?

Credo in entrambi. Tutte e due sono molto rare. Un vero amico e un vero amore sono un dono che va coltivato.

Senza i sogni non si può…

Respirare. Mangiare. Aprire gli occhi di mattina. I sogni sono la forza motrice della vita, di un’intera umanità. Chi non sogna è un “walking dead” …(sorride).

Joanna, grazie per il tempo dedicatoci. Voce Spettacolo ti fa i migliori auguri per il tuo futuro.

Photo Gallery: Joanna intervista Lina Wertmuller (photo by Mauro Cinciatori) e Krzysztof Zanussi (photo by Justyna Pawlowska). Ritratti di Joanna Longawa by Massimo Insabato

 

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