Intervista alla produttrice televisiva Mariaraffaella Napolitano

Di Vito “Nik H.” Nicoletti

Ciao Mariaraffaella! E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Un bel tuffo nel passato. Da bambina cosa sognavi di fare?

Innanzitutto ti ringrazio per la tua enorme disponibilità ed è per me un piacere rilasciare a te questa intervista. Ho sempre sognato e desiderato di riuscire a vedere là dove apparentemente non c’è nulla da guardare e sentire dove non vi è nulla da ascoltare. Ricordo che, da bambina, guardavo sempre la televisione, portavo i codini e recitavo poesie, inventavo aneddoti, cantavo canzoni. Credo che i sogni delle bambine siano le ambizioni delle donne di domani. I sogni non costano niente, ma la cosa più bella da fare è proprio quella di tramutarli in realtà, con l’entusiasmo di una bambina e, fortunatamente, sotto questo aspetto io sono e sarò sempre un’eterna bambina.

Chi è Mariaraffaella Napolitano?

Mariaraffaella è tante cose. E’ una giovane donna altamente sensibile, con tanta forza e anche fragilità, forse mai soddisfatta degli obiettivi raggiunti e, per tal motivo, pronta a programmarne altri. Quest’ultimo aspetto mi da la giusta dose di adrenalina quotidiana.

Mariaraffaella Produttrice Televisiva nasce per caso o il destino lo ha deciso per te?

Il destino ha deciso per me ed io credo molto nel destino. E’ nato tutto un po’ di anni fa quando incontrai, ad un evento da me organizzato, Anthony Peth, conduttore per le reti  Rai e Mediaset. Un amico, oltre che un grande professionista, ed è per quest’ultimo aspetto che l’ho scelto, successivamente, per metterlo al timone del programma “Trend” insieme a Silvana Giacobini, andato in onda a Febbraio di quest’anno su Mediaset La5.

Se dico “TREND” tu cosa mi rispondi?

Se dici Trend, dici la mia ultima creatura.E’ stata prodotta non certo con poca fatica. Una cosa che mi ha permesso di arrivare a soli 27 anni dove sono ora è stata la determinazione e la voglia di far emozionare i telespettatori, portando una ventata di novità in una tv un po’ spenta e poco innovativa. E’ andato in onda in un periodo, fra l’altro, drammatico legato all’emergenza sanitaria Covid19. E’ stata, quindi, una doppia soddisfazione aver in qualche modo distolto provvisoriamente l’attenzione dei telespettatori da bombardamenti mediatici legati all’emergenza.

Qual è il messaggio che vuoi comunicare attraverso il tuo lavoro?

Il mio messaggio è molto semplice: penso che che la tv sia un potente mezzo educativo, capace di formare la personalità di un individuo. Attraverso il mio lavoro voglio trasmettere contenuti di un certo spessore, in modo tale da far capire al telespettatore che contenuti e intrattenimento leggero  possono coesistere senza sfociare nel volgare.

Cosa pensi della TV di oggi?

Ah che bella domanda… (sorride). Credo sia fondamentale fare una premessa: col tempo tutto subisce un cambiamento, è naturale, ed è ciò che è accaduto anche alla tv. Negli anni 60 vi erano solo tre canali dove si trasmettevano programmi a scopo educativo: ad esempio « Non è mai troppo tardi » dove Oreste Gasperini insegnava agli italiani analfabeti adulti a leggere e scrivere. Con l’arrivo poi, negli anni 70, della tv commerciale, iniziò ad esserci anche uno scopo di intrattenimento sia per adulti che per bambini : « Carosello » dove si vedevano le prime inserzioni pubblicitarie. L’evoluzione vera e propria si è avuta negli anni 90 con il programma « Non è la Rai » dove ragazze adolescenti intrattenevano gli italiani con balletti e canzoni. Oggi, purtroppo, la tv d’intrattenimento ha spalancato le porte alla retorica populista, dove con la scusa dell’ironia abbiamo legittimato la televisione trash.

Pensi che possa esistere la formula perfetta per un format di successo?

Non c’è una formula perfetta per ideare un format di successo. Ormai ci sono format “riciclati” visti e rivisti. La chiave, credo, sia riuscire a riadattarli in modo originale. La tv si può guardare e in questo siamo più o meno tutti bravi. Saperla fare è un’altra cosa. Purtroppo l’Italia su questo aspetto ha perso molto, basti pensare che solo circa il 5% di quello che vediamo è made in Italy e, la stessa, ha perso potere di esportazione. Credo che le piccole case di produzione, che non possono contare su un catalogo internazionale, possono sperimentare idee originali.

Progetti futuri?

In questo momento, io e il mio staff, ci stiamo concentrando sulla produzione di un nuovo format. Non posso svelare ancora nulla, ma sarà un progetto importante che andrà a consolidare positivamente tutto il lavoro pregresso. Spero così, come  avvenuto per il format “Trend”, che i telespettatori possano apprezzare anche quest’ultima “fatica” televisiva.

Ogni traguardo regala e toglie qualcosa. I tuoi traguardi, fino ad ora, cosa hanno regalato e cosa, invece, hanno ti tolto?

In primis i miei traguardi hanno regalato tantissime soddisfazioni a me stessa, poi a chi mi vuole bene e  anche a chi inizialmente non credeva io potessi farcela. Ciò ha tolto un po’ di tempo alla mia sfera privata, perché quando credo fortemente in qualcosa e sposo un progetto dedico le mie energie a quella cosa specifica e non lascio spazio ad altro. In questo momento sono felice sia così.

C’e’ qualcosa che ti fa paura?

Sì, ho paura della disonestà, dell’opportunismo, della cattiveria. Tutto sommato però ho coraggio, ma il coraggio discende dalla paura.

Per una donna è sempre tutto più difficile?

Sicuramente vivere una vita da donna richiede molta più forza, più determinazione rispetto a quella di un uomo e richiede di dover sempre dimostrare di essere all’altezza del proprio compito. Credo che l’intera società sia ancora un po’ maschilista, i ruoli di potere sono ricoperti ancora principalmente da uomini. Nel mondo dello spettacolo quasi tutti i registi, produttori, direttori di rete sono uomini. Si può dire che io sono un’eccezione.

Il tuo più bel ricordo?

Non ci sono ricordi precisi, sono momenti  legati all’infanzia. Sono ricordi indelebili di un passato trascorso in famiglia, con amici di infanzia, tra giochi e pranzi domenicali a casa dei nonni.

Il tuo “luogo dell’anima” esiste?…raccontarlo servirebbe a farti conoscere meglio…oppure va comunque tenuto segreto?

Il mio “luogo dell’anima” esiste, forse però più che luogo lo definirei momento. Esiste un momento in cui ognuno di noi si sente felice inspiegabilmente e ciò può essere legato ad  un luogo fisico o ad  una persona. Per quanto mi riguarda, ho tanti luoghi fisici dove mi sento a casa e che mi permettono di ricaricarmi quando mi sento stanca, dove mi ricordano quanto sia bello prendersi un po’ di tempo per sé stessi, lontana dalla frenesia di tutti i giorni, momenti in cui l’attenzione viene completamente assorbita da particolari situazioni che, in un certo qual modo, ti obbligano a guardarti dentro. Importante è lasciarsi pervadere da quei luoghi o momenti e dialogare con quella parte nascosta di noi stessi che ci rende completi.

In questa vita tutti corrono verso i loro sogni…MariaRaffaella verso quale sogno sta correndo?…e perché?

Forse sto inseguendo la mia felicità e credo che fare ciò che ti fa stare bene sia la vera felicità. Non potrei mai immaginare la mia vita che scorre facendo ciò che non amo. Ciò implica sicuramente molti sacrifici e qualche rinuncia che faccio, però, volentieri. Tutti corriamo verso sogni auspicando che questi possano realizzarsi e proprio ai giovani come me, a prescindere dal settore in cui vogliono emergere , vorrei dire di non arrendersi, di avere coscienza non solo del proprio talento ma anche dei propri limiti, vorrei dire loro di avere degli  obiettivi nella vita e riuscire a definirli in modo chiaro così da poterli raggiungere con onestà e umiltà!

Vito
Follow Me

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

4 × 5 =