Intervista alla scrittrice Silvia Brindisi

di Roberta Nardi.

 

C’è un evento particolare che ti ha portato a scrivere? Da cosa, insomma, hai tratto l’ispirazione?

Ho iniziato a scrivere sin da adolescente e col tempo ho continuato sempre di più. La scrittura mi ha permesso di esternare i mie pensieri, le mie emozioni e i diversi momenti della mia vita che ho vissuto e che vivo. Solamente l’anno scorso ho deciso di voler provare a pubblicare un libro, per poter condividere ciò che sentivo, e pensavo con gli altri e per fortuna ci sono riuscita, ed è stata un bella soddisfazione. L’ispirazione che ho preso nello scrivere questo libero è stata il vedere nella mia città e non solo una realtà dura e difficile che c’è, ovvero quella dei senza fissa dimora. Ho voluto dargli voce, sperando di esserci riuscita e soprattutto questa ispirazione mi è venuta anche per esaltare l’importanza di quanto sia fondamentale aiutare le persone che si trovano in difficoltà, facendole tornare a stare meglio e vivere con più serenità la loro vita.

Ricordi in che momento della giornata hai scritto questa storia e, in generale, scrivi? Perché?

Questa storia l’ho scritta in diversi mesi, sempre di sera perché è il momento che mi piace scrivere di più nell’arco della giornata. La sera per me è il momento in cui mi lascio guidare dai miei pensieri e dalle mie emozioni. Penso solo a scrivere, senza programmarmi nulla.

Qual è l’emozione, tra quelle descritte, in cui più ti riconosci?

Diciamo che non c’è solo un’emozione in cui mi riconosco. Sono diverse, tra cui la gioia nel vivere qualcosa di bello, nuovo e soddisfacente, la determinazione nel rialzarmi dopo i vari momenti difficili che mi sono capitati nella vita, ma anche la tristezza nel sentire la mancanza di mio padre.

Nei momenti di difficoltà chi hai avuto accanto? Ti sei mai sentita sola? 

Durante i miei momenti di difficoltà ho avuto accanto la mia famiglia, le mie amiche e i miei amici che considero la mia seconda famiglia. Gli amici per me sono stati e sono anche adesso un punto di riferimento fondamentale nella mia vita. E’ bello sapere che posso condividere con loro ogni cosa dalla semplice risata, alle lunghe chiacchierate inerenti ai vari momenti accompagnati dalle emozioni, il capirsi subito e ascoltarsi senza giudicare o essere giudicati. L’amicizia supera ogni distanza e non serve vedersi per forza sempre ma l’importante è la qualità del legame che c’è e coltivarlo sempre. Sono una persona che delle volte vuole stare sola anche con se stessa e questo a volte può essere un bene o un male, ma per me è importante avere i miei momenti di riflessioni, ovviamente poi incide anche da come mi sento e da ciò che vivo. Raramente mi sono sentita sola ma anche quello, come tutto, mi ha reso più forte.

 

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Walter Nicoletti
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