Intervista all’artista Veronica Garcea

Di Vito “Nik H.” Nicoletti

Ciao Veronica! E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Un bel tuffo nel passato. Da bambina cosa sognavi di fare?

Ciao, grazie a voi. E’ un grande piacere anche per me! Fin da bambina sognavo di vivere l’Arte in prima persona ed è sempre stata una certezza, anche se non avevo idea su come avrei potuto riuscirci. Amavo disegnare e lo facevo il più possibile, appena rientravo dall’asilo o da scuola. Ciò che mi importava era il contatto con l’Arte, il più diretto e ravvicinato.

Chi è Veronica Garcea?

Cercherò di rispondere in modo esaustivo nonostante la difficoltà della domanda: mi reputo una persona privilegiata che ha l’immensa fortuna di essere circondata da ciò che più ama. Credo in molti valori come quelli che mi spingono a sentirmi grata, ad amare incondizionatamente ciò che faccio e a credere nella Bellezza in tutte le sue forme, anche in un tempo difficile come quello che stiamo vivendo.                                          

Il primo dovere di un artista?

La contemporaneità. L’Arte da sempre testimonia il suo tempo. La nostra contemporaneità è piuttosto buia e desolante, i problemi sono tanti e non è semplice e immediato trovare la Bellezza che io cerco. Credo però che sia fondamentale scorgerla e valorizzarla per trasmettere il più possibile Speranza.                      

Cosa vuol dire essere Artista?…di quali emozioni e di quanti colori è fatta la tua arte?

Essere artisti per me significa avere un personale punto di vista sulla realtà. La mia Arte astratta è istintiva, è emozione, è luogo di tutte le emozioni, si compone di tutti i colori possibili, di tutti i loro accostamenti e di tutti i loro riflessi.                                                                         

La tua più bella opera d’arte l’hai creata o deve ancora nascere?

Senza alcun dubbio deve ancora nascere. Sebbene mi innamori ad ogni pennellata di ciò che faccio, non sono mai completamente soddisfatta quando guardo le mie opere ultimate. Credo di dovere e, soprattutto, volere ancora crescere e migliorarmi.                                            

Ogni traguardo regala e toglie qualcosa. I tuoi traguardi, fino ad ora, cosa hanno regalato e cosa, invece, hanno tolto alla tua vita?

Se ho raggiunto dei traguardi non li vedo come tali. Sento di avere ancora così tanto da fare, da dire e da dare. Mi sono lasciata contagiare dall’energia positiva che mi hanno trasmesso le mie prime soddisfazioni, ma non ho permesso loro di togliermi nulla.                            

Quanto c’è di Veronica in tutto quello che fai?

In tutto quello che faccio ci sono io, le mie radici, la mia città, la mia educazione, la mia femminilità, il mio vissuto artistico e quello umano.                                                                          

Crescendo si crede meno nei sogni, a te è successo?

Assolutamente no. Credo fermamente nei sogni, nel rendere la propria realtà il più possibile vicino ad essi. Le difficoltà che io stessa ho conosciuto e che la vita ci presenta prima di realizzarli,  non devono intaccare o sminuire la loro bellezza e la fede in essi. Sono i sogni che costruiscono il Futuro .                                                

Per una donna è sempre tutto più difficile?

Se mi soffermo su dati e numeri…dico si. A me piace, invece, pensare che essere donna sia un valore aggiunto in ogni ambito, nonostante nel concreto le difficoltà per le donne tutt’oggi siano molte. Non riesco ugualmente a smettere di pensare che essere donna sia una fortuna.           

C’e’ qualcosa che ti fa paura?

Temo molto le capacità distruttive e di regressione dell’uomo. Mi spaventa la scelleratezza con cui calpesta la Natura, la Cultura, l’Arte. Lo fa probabilmente per superficialità e mancanza di rispetto nella convinzione che ciò che è stato distrutto possa essere ricostruito: ma non è così. Dovremmo imparare ed insegnare che preservare ciò che ci circonda è molto più importante di quanto sappiamo ammettere.                                                 

Se la felicità dovesse chiederti un ritratto come la rappresenteresti?

Con un colore. In particolare la rappresenterei con una certa tonalità di turchese che sento molto appartenermi, mi dà serenità e felicità. Lo vedo come un colore infinito che può includere concetti meravigliosi. Il colore per me è espressione, è come se sulla tavolozza avessi a disposizione tutti i vocaboli del mondo per esprimermi.                                    

Di cosa è fatta Veronica?…di tanti sogni?…di oro e di argento?…o semplicemente di un cuore che batte e si emoziona?

Sono fatta di molte cose, molti sogni, molto cuore, con molti battiti ed emozioni infinite. Ma per risponderti, non di oro o di argento. Amo il bello, i begli oggetti, il bel design ma non ho attaccamento ai beni materiali. La ricchezza non ha il volto della materia, ne un valore monetario, chi ha Amore e un orto per sfamarsi è un uomo ricco.

Grazie Veronica per il tempo che ci hai dedicato. Voce Spettacolo ti fa i migliori auguri per il tuo futuro.

Vito
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