Di Vito “Nik H.” Nicoletti

Ciao Alberto! E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Un bel tuffo nel passato. Da bambino cosa sognavi di fare?

Grazie a voi per avermi invitato. Da bambino volevo fare un po di tutto, mi appassionavo di continuo per cose estremamente diverse tra loro. Volevo avventurarmi alla ricerca di tesori mai scoperti,  volevo fare lo scienziato , il calciatore, il poliziotto, il poeta e molti altri mestieri che poi non ho scelto, ma che, facendo l’attore, ho a tratti assaporato negli anni avvenire.

Chi è Alberto Lancellotti?

Credo che questa sia una domanda molto difficile a cui rispondere, specialmente se fatta a un attore. Ci provo: credo che ciò che siamo sia il risultato del contesto in cui siamo cresciuti, delle persone che ci hanno accudito da piccoli, delle esperienze che ci hanno aiutato o traumatizzato durante l’adolescenza e cosi via. Io mi reputo fortunato perché la mia storia mi ha portato ad essere una persona positiva, una persona che vede il fallimento come il primo passo per il successo, una persona a cui piace ridere e far divertire, creare e imparare e che rischierebbe di morire pur di vivere davvero.

Alberto attore nasce per caso o per destino?

Non credo che sia stato destino, non sento di essere solo un attore. Credo che recitare sia stata la scelta più logica per una persona come me che ancora oggi vorrebbe fare tutto. Mia madre mi portava ai provini, da piccolo, ma ero timido e non amavo i riflettori. Dopo aver fatto l’animatore nei villaggi turistici però , qualcosa si accese dentro di me. Quell’esperienza mi fece capire che dare emozioni alle persone , farle ridere o piangere era la cosa che più di tutte mi dava soddisfazione e capii che recitare era il modo più bello per farlo.

Recitare vuol dire essere UNO, NESSUNO…CENTOMILA?

Recitare vuol dire cambiare se stessi rimanendo se stessi per non far capire al pubblico che si è cambiati. Uno , Nessuno, centomila? Tutte e tre.

Qual è l’aspetto migliore e l’aspetto peggiore del tuo lavoro?

L’aspetto migliore è vedere la gente emozionarsi nell’assistere alle mie rappresentazioni sullo schermo. L’aspetto peggiore è tutto il processo di marketing che c’è per arrivare a fare quelle rappresentazioni: la facciata, la finzione, la visibilità e la superficialità. Vendersi per ciò che non si è, è il costo che spesso paga l’attore per avere la possibilità di mostrare ciò che veramente ha da dare. Valido solo per colui che è mosso da passione.

Delle proposte di lavoro, qual è quella che escluderesti in modo tassativo e quella che invece ti piacerebbe fare che non hai ancora fatto?

Ho lavorato quasi esclusivamente all’estero, prevalentemente in Oriente dove lo stereotipo del mafioso italiano è ancora molto richiesto. Sono stanco delle stesse cose e sto rifiutando sempre più spesso questi typecast-call che non mi fanno crescere e non mi fanno più divertire. Voglio la commedia, voglio la sitcom, voglio ridere e far ridere.

Sia a livello professionale che personale quanto è importante essere onesti con se stessi?

Sono dell’idea che bisogna essere onesti con se stessi quando si capisce che non si è all’altezza di fare qualcosa. Una volta ottenuta questa consapevolezza però, bisogna anche mentire a se stessi credendo di poter fare quel qualcosa. Quello che intendo dire è: sii sincero, ma non lasciare che la sincerità ti precluda la possibilità di poter fallire e imparare.

Un pregio e un difetto di Alberto?

Sono creativo, ma forse non ho ancora trovato una musa che mi aiuti a far evolvere la mia creatività.

C’e’ qualcosa che ti fa paura?

Si.

La vita è sempre più bella di un bel film?

Colonne sonore, editing, dialoghi emozionanti e background da favola…Un bel film avrà sempre una bellezza estetica maggiore della vita di tutti i giorni, ma la vita è ciò che più conta, la vita è vera…sempre che non sia essa stessa un film, chi lo sa.

La felicità per Alberto?

Non è un concetto.

I tuoi progetti futuri?

Molti, per ora ne posso elencare 3:

  1. Finire di scrivere la sceneggiatura del mio Film ambientato in Cina e realizzarlo. (La mia storia, intrecciata a quella di altri, racconta in maniera tragicomica e romanzata fatti reali, avventure e segreti di un mondo ancora sconosciuto agli occhi occidentali).
  2. Diverse esperienze di vita in altri paesi che possano arricchire le mie conoscenze.
  3. Los Angeles. Provare a giocare nella Serie A del Cinema.

Grazie Alberto per il tempo che ci hai dedicato. Voce Spettacolo ti fa i migliori auguri per il tuo futuro.

Follow Me

Vito "Nik H." Nicoletti

Editor in Chief at Voce Spettacolo
Vito "Nik Hollywood" Nicoletti è Caporedattore di Voce Spettacolo. Si laurea in Giurisprudenza.
Allievo esperto di Kung Fu
Vito
Follow Me

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

diciassette − 4 =