INTERVISTA ALL’ATTORE ALESSIO MARIA MAFFEI

Di Roberta Nardi

 

Alessio Maria Maffei nasce a Roma il 12 settembre 1991 ma cresce a Fiano Romano. Si diploma nel 2010 presso il liceo scientifico “Azzarita”. Sin da giovanissimo viene folgorato dal sacro fuoco della recitazione e decide di iscriversi alla scuola privata delle arti cinematografiche e teatrali di Anna D’Abbraccio, dove si diplomerà due anni dopo nella sezione “Attori cinema”.

A che età nasce la passione per la recitazione e quando hanno inizio le tue prime esperienze in ambito teatrale?

La passione per la recitazione nasce quasi per gioco, al liceo mi divertivo ad imitare amici e professori fino a quando dopo la maturità decisi di iscrivermi al Centri di Arti Sceniche di Anna D’ Ambraccio dove mi sono diplomato nel 2012. Dopodiché ho partecipato a viari progetti tra cui il workshop cinematografico “Un mestiere a bottega” diretto dal Casting Director Roberto Grazioso e il laboratorio intensivo ESTAD, tenuto dall’ attore e regista Daniele Monterossi. Quasi contemporaneamente ricevo le prime proposte di collaborazione in ambito teatrale; ho partecipato in veste di monologhista al “Borgo Festival” di Benedetto Tudino, e in seguito anche come coprotagonista, cimentandomi anche nella commedia dell’arte. Nel 2014 sono stato scelto da Abel Ferrara per interpretare uno dei ragazzi di vita nel suo “Pasolini”, film che vede come protagonista Wiliem Dafoe nei panni di Pier Paolo Pasolini. Nello stesso anno ho avuto la possibilità di alternare la mia attività di attore con quella di volontario presso l’ospedale Sandro Pertini di Roma.

Ci racconti meglio dell’esperienza con Abel Ferrara?

È stata una figurazione combattuta. Feci il provino ma solo un mese e mezzo dopo, a speranze ormai perdute, ricevetti la telefonata di partecipazione alla prova costume per il film… E non solo, venni a sapere che ero stato selezionato insieme ad altri sei ragazzi da Abel Ferrara in persona per far parte di una scena tratta dal romanzo incompiuto di Pasolini, “Petrolio”. È stata un’esperienza unica sia a livello professionale che a livello umano, si respirava professionalità da tutti i pori, il tutto accompagnato da un’atmosfera rilassata e divertente, sia Ferrara, che ogni tanto si lasciava sfuggire un “fuck” qua e là, che Dafoe si sono rivelate essere delle persone gentili e disponibili.

Nel tuo curriculum artistico leggo che hai lavorato anche in web radio…

Sì, sono stato protagonista fino a quest’estate della trasmissione radiofonica “L’Italia ascolta il Piave”, dove ho interpretato il soldato Vincenzo Gorris che ah preso parte alla guerra del ’15-’18, autore peraltro del romanzo autobiografico “Il pane del fante”. Nell’ambito della web radio attualmente sto lavorando come voce per spot e per gli itinerari del programma “Radio vacanze”.

Ci anticipavi che il 2015 è stato un anno importante per la tua crescita professionale, puoi dirci di più?

Ti dirò, il 2015 è stato un buon anno dal punto di vista lavorativo. Ho avuto infatti la possibilità di lavorare come coprotagonista nel cortometraggio “Sabina”, diretto al regista esordiente Massimiliano Romualdi, e sono anche andato in scena al Giovanni Paolo II di Roma con “La vittoria perfetta”, corto scritto e diretto da Alessandro Iori, in cui ho avuto la possibilità di esplorare i miei lati di attore drammatico e comico al tempo stesso. Non è mancata nemmeno la commedia. A fine ottobre sono andato in scena al teatro Petrolini con la commedia di Luca Giacomozzi “Non è come sembra”, per la regia di Massimo Bertucci.

Quali sono state le tappe più emozionanti del tuo recente percorso professionale?

Senza dubbio i miei ultimi tre spettacoli teatrali. È stato un successo inaspettato, sono andati tutti in scena nell’arco di sei mesi, da giugno a novembre: “La vittoria perfetta, corto teatrale diretto da Alessandro Iori, la commedia di Luca Giacomozzi “Non è come sembra”, diretta da Massimo Bertucci e da ultimo la messa in scena di “Piccioni e farfalle fanno la rivoluzione- Amore alla Bastiglia”, tratto dal romanzo di Maurizio Mequio e riadattato per il teatro da Riccardo Merlini in cui interpreto due personaggi diametralmente opposti, Rino, ex tossico, e la figura del celerino, spesso corrotto e manipolato dal potere. Riguardo quest’ ultimo spettacolo ho anche un simpatico aneddoto da raccontare. Al provino fui convocato non per i personaggi che poi ho finito per interpretare, la notte precedente avevo dormito pochissimo e mi ero presentato all’audizione con due evidentissime occhiaie… A detta di qualcuno la stanchezza ha giocato a mio favore e quel giorno non ottenni una parte, ma ben due! Si può chiedere di meglio? Poi non posso non citare l’esperienza di Radio Vacanze che io e il mio amico e collaboratore Gianluigi Leoni stiamo cercando di ampliare dando voce anche a progetti sperimentali e ad artisti emergenti.

Cosa ti aspetti da questo nuovo anno?

Ti dirò: per me il 2015 è stato un buon anno, produttivo e ricco di sorprese. Spero che il 2016 possa essere altrettanto produttivo ed emozionante. Credo nella frase “homo faber fortunae suae”, quindi mi rimboccherò le maniche e cercherò di fare del mio meglio!

Vito
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