Intervista all’attore Domenico Cangialosi

Di Vito “Nik H.” Nicoletti

Ciao Domenico! E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Un bel tuffo nel passato. Da bambino cosa sognavi di fare?

Ciao a voi, piacere mio! Diciamo che da bambino sia io che i miei genitori avevamo bene in mente il mio futuro. Mio padre mi vedeva Architetto, magari per lavorare insieme e mia madre, invece, voleva a tutti costi farmi intraprendere gli studi di medicina. Io invece avevo ben chiaro di voler studiare teatro e cinema, col sogno di diventare un attore. Ricordo che da piccolo, in estate, i miei amici organizzavano tornei di calcetto ed io, invece, organizzavo spettacoli teatrali.

Chi è Domenico Cangialosi?

Sarei felice di scoprirlo anche io. Credo di essere piuttosto alla mano. Mi metto spesso a disposizione degli altri, essendo sempre schietto e diretto. Non le mando a dire! Mi piacciono il confronto e la condivisione delle idee e questo mi rende consapevole di essere sempre in continua crescita.

Domenico attore, nasce per caso o il destino lo ha deciso per te?

In realtà nasce per passione. Non ricordo infatti quando ho “interpretato” per gioco il mio primo ruolo. Dopo essermi diplomato mi sono trasferito a Palermo dal mio paese natale, Borgetto, per studiare, all’Università, Cinema e Teatro. Parallelamente ho cercato una scuola di teatro e li mi si è aperto un mondo. Ho cominciato a confrontarmi con professionisti e da li è stato un crescendo fin quando, nel 2009, mi sono trasferito a Roma.

Interpretare un personaggio vuol dire anche conoscersi meglio, più a fondo?

Prima di iniziare gli studi all’Accademia di Beatrice Bracco, imparavo un copione e poi lo interpretavo… non facendo nemmeno caso al personaggio. Dopo, invece, ho capito l’importanza che ha il background di ogni singolo personaggio. Sapere da dove è venuto, come è cresciuto, qual è il suo passato… per capire e interpretare al meglio la scena. E devo dire che lo studio di queste storie mi hanno aiutato a conoscermi meglio, a scoprire delle emozioni che volevo facessero parte della mia vita. Adesso so riconoscere quando ho scoperto determinate cose e grazie a quale personaggio.

E’ in uscita il film “IL TALENTO”, regia di Salvatore Sclafani e tu sei il protagonista principale. Cosa puoi dirci in merito al tuo personaggio?

Io interpreto Fabrizio Taormina, un ragazzo che si traferisce a Roma per intraprendere la carriera di scrittore. Mi sono ritrovato molto in lui. Mi sono venuti in mente tutti i sacrifici e le difficoltà che ho avuto ad inserirmi in questo ambiente. Fabrizio è una persona dolce e, per certi versi, insicura. E’ un personaggio a cui tengo molto, che voglio proteggere e… non posso dire altro altrimenti svelerei troppo..

So che il film è ispirato al Maestro Federico Fellini e quindi insieme a Salvatore Sclafani sei anche sceneggiatore del film. Da dove scaturisce l’idea di questa sceneggiatura?

Si appunto, ispirato. Io e Salvatore Sclafani volevamo prendere spunto da un grande del cinema italiano. Non copiarlo o fare il cinema alla Fellini perchè non si può. Non può essere replicata qualcosa così perfetta.
Spesso noi attori ci sentiamo vincolati dal copione e, quindi, abbiamo deciso di scrivere una sceneggiatura senza battute e con delle scene precise in cui dovevano succedere determinate cose.
Era un periodo particolare per noi. Venivamo da un cortometraggio fatto insieme che ci aveva dato tante soddisfazioni e lui, di lì a poco, si sarebbe trasferito a vivere a Los Angeles.
Una sera, davanti ad un bicchiere di vino, abbiamo capito che ci sarebbe piaciuto lavorare assieme ancora e realizzare un ultimo progetto prima della sua partenza. Cosi è nato Il Talento.

Sia a livello professionale che personale quanto è importante essere onesti con se stessi?

E’ importantissimo…come lo è riconoscere i propri limiti. Cosa che consiglio vivamente a tanti miei colleghi e non solo. Anche se, alle volte, è giusto poter fantasticare su qualcosa che è impossibile da ottenere! 

Ogni traguardo regala e toglie qualcosa. I tuoi traguardi, fino ad ora, cosa hanno regalato e cosa, invece, hanno tolto alla tua vita?

Ogni lavoro mi ha regalato sempre qualcosa di insostituibile. Ho conosciuto persone stupende le quali fanno parte ancora della mia vita. Sicuramente mi ha tolto la cosa più importante per me… che è quella di vivere la mia famiglia. Sono molto legato a loro. Vederli cosi poco mi crea sicuramente una mancanza.

Un pregio e un difetto di Domenico?

La sincerità, non riesco a farne proprio a meno. Un difetto: la pazienza, ho una soglia troppo bassa.

La vita è sempre più bella di un bel film?

Se riesci a godertela in tutto e per tutto, non rinunciando mai a nulla, sicuramente la tua vita potrebbe essere un bellissimo film.

Grazie Domenico per il tempo che ci hai dedicato. Voce Spettacolo ti fa i migliori auguri per il tuo futuro.

Vito
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