Intervista all’attore Jean-Baptiste acteur

Di Berta Corvi

 

Sono lieta di presentarvi l’attore Jean-Baptiste che ringrazio per aver accettato il mio invito a rispondere ad alcune domande per Voce Spettacolo. Ci siamo incontrati a Parigi in un café lungo le Champs-Élysées e abbiamo fatto questa piacevole conversazione.

 

Jean-Baptiste buongiorno! Come mai hai deciso di entrare nel mondo del cinema?
Ho deciso di entrare nel mondo del cinema dopo essere stato sollecitato a partecipare ad un documentario. Riguardava la vita degli uomini single. È capitato proprio in un periodo della mia vita in cui ero single, all’età di 42 anni. In quel periodo erano stati trasmessi in Francia “Je vous trouve très beau” (Vi trovo bellissimo), il cui ruolo principale era stato attribuito a Michel Blanc, e un secondo lungometraggio “Prête-moi ta main ” (Prestami la tua mano), la cui parte da protagonista era stata interpretata da Alain Chabat. Entrambi gli attori avevano 42 anni. Questi due film sono andati molto bene sia nelle sale che in DVD e una società di produzione incaricata da France Télévision disse: “Noi cercheremo un uomo single di quell’età per capire effettivamente cosa accade nella vita di un uomo celibe”, ed è successo a me. Dato che sono una persona a cui capitano solo cose eccezionali, è il motivo per il quale oggi ho il piacere di essere qui con Lei, in televisione hanno quindi scoperto una parte della mia vita eccezionale. Questo mi ha permesso di arricchirmi davanti ad una cinepresa per quasi tre anni e di essere poi ricercato dai migliori registi e produttori e di fare la mia strada nel mondo dell’audiovisivo in televisione, nelle serie TV o nel mondo del cinema, in cortometraggi o lungometraggi.

 

Quali sono i registi con i quali ti piace lavorare?
Tutti perché ognuno ha il proprio metodo, il proprio senso artistico definito e la propria personalità. Tutti coloro che lavorano con me mi permettono di arricchirmi. Non ho un regista o un produttore preferito, perché, ogni volta, si tratta di una nuova avventura, di una nuova squadra. Ci sono nuovi tecnici, nuovi compagni sullo schermo che mi danno le repliche, per i quali imparo sceneggiature in funzione dei ruoli che mi affidano. Mi piace lavorare con tutti.

 

E per quanto riguarda gli attori?
Intrattengo uno stretto rapporto di amicizia con Gérard Depardieu. Ho girato cinque film con lui, più precisamente quattro lunghi-metraggi e una pubblicità, quella famosa per la banca russa. Ho un debole per Gérard, mi ha fatto conoscere molte persone in questo ambiente. Ho anche recitato un po’ con Christian Clavier e Gérard Jugnot. Mi piace girare con le star importanti.

 

Accetti tutto ciò che ti propongono o sei selettivo? Cosa deve avere una sceneggiatura perché ti interessi in modo particolare?
No, sono selettivo. Ho la fortuna di essere arrivato ad un livello in cui posso esserlo. Io non cerco di rispondere positivamente a tutte le proposte. Non mi piacerebbe ritrovarmi in una situazione nella quale potrei essere criticato troppo apertamente per un ruolo che avrei interpretato male o che non farebbe parte dei miei obiettivi. Interpreto molte parti di uomini maturi perché ho 50 anni oggi. Sono stato un pilota, un medico, un chirurgo, spesso un poliziotto, un gendarme, anche un doganiere, tutto ciò che può andare bene per un uomo di 50 anni con i capelli grigi.

 

C’è un genere che ti piace di più, poliziesco, romantico o altro?
Spesso mi viene chiesto di interpretare ruoli di un poliziotto, come in Falco per TF1, oppure in Braquo per Canal +, a lungo andare ci prendo gusto perché ho potuto beneficiare di una certa formazione. Ho scoperto delle professioni in ambienti particolari che non mi sono dispiaciuti. Sì, ho un debole per questi ruoli dove spesso porto l’uniforme, soprattutto in uniforme blu navy.

 

Tutti i ruoli si svolgono in Francia?
No, ho girato qualche volta nei paesi del Maghreb e in Belgio. Effettivamente la maggior parte dei ruoli che mi hanno offerto sono stati firmati e si sono svolti in Francia, ma a volte io o i miei agenti abbiamo firmato in Francia e poi sono andato a girare proprio in quei luoghi.

 

Ti piacerebbe venire a girare in Italia, che ti facessero una proposta?
L’Italia è un paese molto soleggiato. Sono un po’ freddoloso, così … e poi gli italiani hanno il calore nel cuore. Penso che mi piacerebbe l’Italia. Non è lontano dalla Francia.

 

Conosci un po’ il cinema italiano, alcuni registi e attori?
Non esattamente, ma ascolto tutte le musiche di Ennio Morricone che sono la migliore musica del miglior cinema. Ennio Morricone mi lascia tanti ricordi dei grandi film sensazionali. A volte ascolto il nostro amico Pavarotti. Dato che non capisco la lingua, dovrei avere l’opportunità di imparare, magari se andrò a lavorare in Italia! Per ora, non sono molto concentrato sul cinema italiano.

 

Il miglior film che hai visto nel 2016 al cinema?
Vado regolarmente al cinema, ma visto che ho la fortuna di avere molti amici produttori, ho anche il piacere di ricevere tanti DVD e così guardo questi film a casa anziché sul grande schermo.

 

Mi puoi citare il titolo di un film che hai visto di recente e che ti è piaciuto?
Io li posso mettere tutti in prima linea. Mi piacciono molto i film “La 25ième heure” (La 25esima ora), “Itinéraire d’un enfant gâté” (Una vita non basta) con Belmondo, e anche “La grande Vadrouille” (Tre uomini un fuga), con i giganti del cinema come Louis de Funès e Bourvil. Sono molto nostalgico della vecchia scuola dei grandi attori, veri e propri colossi che hanno veramente dato molto al cinema. Mi piace molto l’attore di origini italiane Lino Ventura il cui famoso padrino era Jean Gabin.

 

Il futuro del cinema è su Internet?
È un peccato! In passato ci preparavamo il sabato sera, uscivamo, facevamo la coda, entravamo nella sala del cinema, compravamo il popcorn e quando la luce si spegneva, eravamo proiettati nel film. Durante la visione di un film a casa, si può essere disturbati. L’atmosfera che avevamo all’epoca non è più la stessa perché c’era l’atto dello sradicamento e si entrava in una stanza buia.

 

Quando vai al cinema, mangi popcorn e bevi Coca Cola?
Non bevo Coca-Cola, mi gonfia. Il mio agente non è felice se cambio morfologia, ma sì mangio popcorn perché sono un po’ goloso, quindi sì mangio popcorn.

 

Hai progetti?
Ho sempre progetti. Il giorno in cui non si hanno più progetti, si diventa vecchi. Sto preparando un film per una rete straniera. Siamo proprio all’inizio, non è ancora pronto. Aspetto i parametri e tutti i particolari per sapere se sarò preso perché se succedesse dovrei partire per più di tre mesi di lavoro. Inoltre mi sto preparando per una trasmissione su M6 Métropole Télévision, non lontana da qui .

 

Un consiglio da dare a chi vuole entrare nel mondo del cinema?
Non arrendersi mai e credeteci, senza mai scoraggiarvi. Molte persone vogliono fare film, molti sono chiamati, ma pochi sono scelti. Ognuno ritiene di essere un attore, ma non è facile.

 

 

 

Interview à Jean-Baptiste acteur

 

Comment as-tu décidé d’entrer dans le monde du cinéma?
J’ai décidé de rentrer dans le monde du cinéma suite à un documentaire pour lequel j’ai été sollicité concernant la vie des hommes célibataires dans une époque de ma vie où j’étais célibataire, à l’âge de 42 ans. Suite à deux longs-métrages qui ont très bien marché en France, aussi bien en salle qu’en DVD, l’un s’appelait « Je vous trouve très beau », avec dans le rôl

e principal Michel Blanc, et un second film qui s’appelait à l’époque «Prête-moi ta main » dans lequel le rôle principal était interprété par Alain Chabat, ces deux protagonistes avaient donc 42 ans, une société de product

ion, missionnée par France télévision, s’est dit : « On va chercher un homme célibataire de cet âge-là pour voir réellement comment ça se passe dans la vie d’un homme célibataire », et c’est tombé sur moi. Comme je suis quelqu’un à qui il n’arrive que des choses exceptionnelles, d’ailleurs c’est pourquoi aujourd’hui j’ai le plaisir d’être ici, et bien on a découvert une partie de ma vie exceptionnelle à l’écran. Cela m’a permis de m’épanouir devant une caméra pendant presque trois ans, d’être sollicité par la suite par les meilleurs réalisateurs et les meilleurs producteurs et de faire mon petit bout de chemin dans le monde de l’audio-visuel, q

ue ce soit à la télévision, sur les séries télé ou dans le monde du cinéma, sur des courts-métrages ou sur des longs-métrages.

 

Quels sont les réalisateurs avec lesquels tu aimes travailler ?
Tous, car ils ont tous leur méthode propre, leur sens artistique défini, leur personnalité. Chaque personne travaillant avec moi m’apporte toujours beaucoup de choses. Je n’ai pas un réalisateur ou un producteur préféré parce que, à chaque fois, c’est une nouvelle aventure, c’est une nouvelle équipe, ce sont de nouveaux techniciens, de nouveaux compagnons à l’écran qui me donnent des répliques, pour lesquels j’apprends des scénarios pour les rôles qui me sont confiés. J’aime bien travailler

avec tout le monde.

 

Et en ce qui concerne les acteurs ?
J’ai beaucoup d’amitié pour Gérard Depardieu. J’ai tourné dans cinq films avec lui, plus exactement dans quatre films et une publicité, dont la fameuse publicité pour la banque russe à l’époque. J’ai un faible pour Gérard qui m’a fait découvrir beaucoup de gens dans ce milieu-là. J’ai tourné aussi un peu avec Christian Clavier et Gérard Jugnot. J’aime bien tourner avec des stars.

Que doit avoir un scénario pour qu’il t’intéresse de manière particulière ? Ac

ceptes-tu tout ce que l’on te propose ou es-tu sélectif ?
Non, je suis sélectif. J’ai la chance d’être arrivé à un niveau où je peux être sélectif. Je ne cherche pas à répondre favorablement à toutes les propositions parce que je ne voudrais pas me retrouver dans une situation où je pourrais être critiqué trop ouvertement sur un rôle que j’interpréterais mal, qui ne serait pas dans mes objectifs mais j’ai beaucoup de rôles d’hommes mûrs car j’ai 50 ans aujourd’hui. J’ai été pilote d’avion, médecin, chirurgien, souvent policier, gendarme, douanier aussi, tout ce qui peut aller à la prestance et à la présence d’un homme de 50 ans avec des cheveux gris.

 

Y a-t-il un genre que tu préfères, policier, romantique ?
Je suis souvent sollicité pour les rôles des forces de l’ordre, comme dans Falco pou

r TF1, ou bien dans Braquo pour Canal +. À la longue oui, j’y prends goût parce que j’ai pu bénéficier de quelques formations. J’ai découvert des métiers avec des ambiances particulières mais qui ne m’ont pas déplu. Oui, j’ai un petit faible pour ces rôles où je suis souvent en uniforme, surtout en uniforme bleu marine.

 

Tous les rôles se déroulent-ils en France ?
Non, j’ai tourné quelquefois dans les pays du Maghreb et en Belgique, donc la plupart des rôles qu’on m’a effectivement proposés ont été signés et se sont déroulés dans l’Hexagone, en France. Parfois j’ai signé en France et puis j’ai été tourner dans les pays du Maghreb ou en Belgique.

 

Aimerais-tu venir tourner en Italie ? qu’on te fasse une proposition ?
L’Italie est un pays très ensoleillé. Moi, je suis un petit peu frileux, donc … et puis les

Italiens ont la chaleur dans le cœur. Je pense que j’aimerais l’Italie. C’est pas loin de la France.

 

Connais-tu un peu le cinéma italien, quelques réalisateurs et acteurs ?
Pas précisément, mais je me passe en boucle toutes les musiques de Ennio Morricone qui sont les meilleures musiques du meilleur cinéma. Ennio Morricone … ça me laisse beaucoup de rappels à des grands films sensationnels, et puis j’écoute parfois notre ami Pavarotti. Comme je ne comprends pas la langue il faudrait que j’aie l’occasion de l’apprendre. Si un jour, je vais y travailler …! Dans l’immédiat, je ne suis pas très axé sur le cinéma italien.

 

Le meilleur film que tu as vu en 2016 au cinéma ?
Je vais régulièrement au cinéma, mais comme j’ai la chance d’avoir beaucoup d’amis producteurs, j’avoue que j’ai le plaisir de recevoir beaucoup de DVD. Je regarde ces films aussi bien sur petit que sur grand écran.

 

Peux-tu me citer le titre d’un film que tu as vu récemment et qui t’a plu ?
Je peux les mettre tous en première ligne d’arrivée. J’aime beaucoup le film qui s’appelle « La 25ème heure », mais aussi « Itinéraire d’un enfant gâté », avec Belmondo, « La grande Vadrouille » avec les géants du cinéma Louis de Funès, Bourvil. Par rapport au cinéma italien, j’adore Lino Ventura qui avait un célèbre parrain, Jean Gabin. Je suis très nostalgique par rapport à cette ancienne école de grands acteurs qui étaient de vrais mastodontes et qui ont vraiment beaucoup apporté au cinéma.

 

Le futur du cinéma est-il sur Internet ?
C’est dommage. Nos aînés se préparaient le samedi soir, on sortait, on faisait la queue, on rentrait dans la salle de cinéma, on achetait des pop-corn et quand la lumière s’éteignait, on était projetés dans le film. Alors que même lorsqu’on regarde un film à la maison, on peut être dérangés, on n’est plus dans la même ambiance qu’on avait à l’époque au niveau

du cinéma parce qu’il y avait le fait de se déraciner et d’aller s’implanter dans une salle obscure.

 

Quand tu vas au cinéma, manges-tu du pop-corn et bois-tu du coca ?
Je ne bois pas de coca, ça fait gonfler. Mon agent n’est pas content si je change de morphologie mais oui je mange du pop-corn car je suis un peu gourmand, donc oui je mange du pop corn.

As-tu des projets ?
J’ai toujours des projets. Le jour où on n’en a plus, on devient vieux. Je prépare un long-métrage pour une chaîne étrangère. Nous sommes en préparation parce que ce n’est pas encore prêt. J’attends les paramètres, les tenants et les aboutissements pour savoir si je m’engage car nous devrions partir pour plus de trois mois de travail. Je suis aussi en préparation pour une émission sur M6, métropole télévision qui n’est pas loin d’ici.

 

Un conseil que tu donnerais à quelqu’un qui veut rentrer dans le monde du cinéma ?
De ne jamais baisser les bras et d’y croire, de ne jamais se décourager. Ce n’est pas f

acile. Beaucoup de monde veut faire du cinéma, il y a beaucoup d’appelés et peu d’élus. Tout le monde estime être un acteur, mais ce n’est pas facile.

 

 

 

 

 

 

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Vito "Nik H." Nicoletti

Editor in Chief at Voce Spettacolo
Vito "Nik Hollywood" Nicoletti è Caporedattore di Voce Spettacolo. Si laurea in Giurisprudenza.
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