Di Valentina Gemelli

 

Lucio, ti aspettavi questa “Aria Fresca” a Maggio?
Certo questa aria fresca a Maggio non me l’aspettavo. Io vorrei vivere dodici mesi al caldo, al sole, al mare. Non amo la montagna, non ci sono mai stato, non ho mai visto la neve ma “Aria fresca” è stata un’avventura fantastica, alla Bussola di Viareggio. C’era Carlo Conti e già si notava che era un bravissimo presentatore, c’era Giorgio ( Panariello) giovanissimo, Leonardo ( Pieraccioni ) che veniva a guardarci, Ceccherini che non ci voleva venire. Io ero l’unico napoletano ed un critico disse: “Lucio si deve trovare tra tanti toscani come un extracomunitario a Pontida.” Era una Bussola pienissima, facevamo più pubblico pagante di Mina e di Lucio Battisti che la frequentavano molto tempo prima di noi. Chissà perché c’ero io in quel gruppo toscano! Sicuramente per un rapporto di simpatia con Carlo e, forse, perché non sapevano che io fossi proprio napoletano.

Voltati indietro, cosa vedi?
Se mi guardo indietro penso: “Ma davvero ho fatto tutto questo? Lavoro da 30 anni nel mondo della televisione, del cinema , del teatro e mi sembra un sogno.” Se così fosse Valentina, mi raccomando, non svegliarmi. Fammi le domande a bassa voce.

Il primo ricordo che ti lega al teatro, qual è?
Io, piccolo spettatore, con i miei genitori. Ricordo che con mia sorella gareggiavamo, prima dell’inizio dello spettacolo, a chi facesse partire per primo l’applauso. Il primo spettacolo che vidi fu “Il sindaco del rione Sanità” con Eduardo De Filippo, al teatro San Ferdinando, con la mia famiglia. Un’emozione pazzesca. Era il periodo del colera a Napoli e quando uscì Eduardo ci regalò una poesia sulla cozza. In quel momento mi innamorai di lui e del teatro.

E “Il paradiso all’improvviso”, ti sembra una bella prospettiva per il futuro?
Non all’improvviso ma per sempre, anche perché, oltre ad aver lavorato nel film di Leonardo, ho avuto la fortuna di lavorare sempre con persone stupende ed amiche. I compagni di lavoro me li scelgo ed anche loro scelgono me. Leonardo, Panariello, Carlo Conti, soprattutto. Con Fabrizio Frizzi alle Olimpiadi e due edizioni di Missi Italia. Non mi ha fatto vincere, peccato, ci sono rimasto veramente male. Ho lavorato con Gianni Minà, con Pippo Baudo, con Francesco Paolantoni e con tanti altri colleghi stupendi. Lavorare con loro è come stare sempre tre metri sopra il cielo.

E se fosse un viaggio a “Capri”?
Non posso dimenticare Capri, una delle esperienze più belle che ho fatto, una fiction molto amata dal pubblico. Spero e credo di aver lasciato un ricordo molto bello con il mio ruolo di Gennarino, il factotum, il tutto fare: custode, portiere, giardiniere, guardiano cuoco io, poi, che nella vita non so fare questi lavori. E’ stato più difficile gestire la manualità nel fare le cose che non recitare a memoria tutte le battute.

Sei stato il protagonista della commedia “Noi che… gli anni migliori”. Quali sono, secondo te, gli anni migliori?
Sono sempre quelli che sto vivendo perché io sono uno speranzoso inguaribile. Spero sempre che il domani sia sempre migliore di adesso ma già ora, sinceramente, non mi posso lamentare. Dico sempre “Va bene così”.

Cosa bolle, in pentola, adesso?
Mi piace scrivere e mi sono dato all’autorato. D’atronde, sono diventato maturo e non posso più definirmi un nuovo comico ma un comico semi nuovo, quasi usato. Sto, appunto, scrivendo uno spettacolo con Sergio Assisi, ho scritto per Gabriele Cirilli e quest’estate sarò in tournèe con il mio spettacolo “Besame Lucio”.

E, per cena, hamburger e patatine fritte?
Ma quale hamburger e patatine fritte! Casomai pizza e spaghetti con le vongole, vino bianco ghiacciato in un bel posto, sul mare. Ci vieni? Ti invito, ordino per due.

 

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Vito "Nik H." Nicoletti

Editor in Chief at Voce Spettacolo
Vito "Nik Hollywood" Nicoletti è Caporedattore di Voce Spettacolo. Si laurea in Giurisprudenza.
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