Intervista all’attrice Alessandra Ferraro

Di Vito “Nik H.” Nicoletti

Ciao Alessandra! E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Un bel tuffo nel passato. Da bambina cosa sognavi di fare?

Buongiorno Vito! Sin da piccola, in casa mia, ogni mattina la giornata iniziava con la musica. Ricordo i miei genitori che, a turno, mettevano nello stereo cassette e cd dei loro artisti preferiti. Ho cominciato da subito ad imparare dalla musica, ero e, forse, sono ancora molto timida perciò ballare mi aiutava a comunicare e ad uscire dalla mia forte emotività. Forse per questo sognavo di diventare una ballerina…sogno che, per mia fortuna, ho realizzato.

Chi è Alessandra Ferraro?

Chi mi conosce bene dice che sono un’anima tormentata, una che non si accontenta mai e che è troppo severa con sé stessa. La verità è che, da sempre, sono una persona che ha bisogno di sentirsi libera e fedele a se stessa. Per dirla meglio, come diceva Guccini, “certe crisi son soltanto segno di qualcosa dentro che sta urlando per uscire ». Ecco, Alessandra è una persona che ascolta quello che ha dentro, costi quel che costi.

Alessandra attrice, la recitazione insegna a liberare l’anima?

La recitazione per me è arrivata in un periodo di grande cambiamento sentimentale ed, in generale, personale. Come ho detto prima sono sempre riuscita a comunicare meglio senza parlare, perciò gli inizi con la recitazione sono stati burrascosi. Pian piano la recitazione mi ha insegnato a non giudicarmi, ad esplorare un’emotività che cinicamente avevo sempre represso. Quindi la mia risposta alla tua domanda è assolutamente SI la recitazione mi ha insegnato a liberarmi di tante sovrastrutture mentali e personali che mi ero rigidamente imposta crescendo.

Alessandra recita per sé stessa o anche per gli altri?

Io recito certamente per me stessa, in primis, per mettermi alla prova e per sentirmi meglio. Il lavoro dell’attore è comunicazione e la comunicazione senza le altre persone non esiste. Si deve recitare per gli altri, per comunicare qualcosa.

Le emozioni che provi quando reciti, sono le stesse che provi quando vivi?

Ovviamente si. Recitare non significa fingere, significa calarsi in una situazione che ti viene data, scendere in profondità, crederci, immedesimarsi e viverla pienamente.

C’e’ qualcosa che ti fa paura?

Certo, mi fa tanta paura l’ignoranza. Per questo credo fortemente che, in un’epoca come quella che stiamo vivendo, sia fondamentale che la recitazione, l’arte, la musica, la danza, la scuola, la lettura, l’informazione, lottino contro chi promuove xenofobia, omofobia, misoginia e oppressione in generale.

Che cos’è che vorresti…ma purtroppo non c’è?

‘Restiamo umani’ diceva Vittorio Arrigoni. Vorrei questo.

Per una donna è sempre tutto più difficile?

In tutto il mondo c’è una mentalità maschilista molto radicata e purtroppo anche molto diffusa tra le donne. Nella mia esperienza professionale, spesso, mi è capitato che le persone, vedendo un bel faccino, si rapportassero a me in maniera superficiale ed è sempre divertente, poi, vedere quelle stesse facce in difficoltà quando il banco si capovolge. Il preconcetto è da sempre una cosa che odio, nei confronti delle donne e di tutto in generale.

Crescendo si crede meno nei sogni, a te è successo?

I sogni restano ma bisogna fare i conti con le bollette, gli affitti e la spesa. Io credo fermamente nel mio sogno ma in alcuni periodi ci si sente molto scoraggiati. Credo che questo sia un mestiere che tempra tanto, insegna ad aspettare ad accettare i tantissimi no e a ripartire comunque.

C’è chi dice che le favole possano servire a vivere meglio…per Alessandra, invece, che senso hanno?

Qui non posso fare a meno di far rispondere la mia parte cinica! Ricollegandomi a quanto detto fin’ora, non mi sono mai rispecchiata in nessuna favola per svariati motivi, per me ha senso sognare e impegnarsi per diventare quel che si desidera.

Le arti ( Teatro, Cinema, danza, letteratura.. ecc. ) tutte insieme possono cambiare il mondo ?

Assolutamente si, non volendo ho già risposto a questa domanda in qualche riga precedente!

Di cosa è fatta Alessandra?…di tanti sogni?…di oro e di argento?…o semplicemente di un cuore che batte e si emoziona?

Alessandra, ahimè, è fatta essenzialmente di conflitti in cui la razionalità sfida le emozioni che, alla fine, vincono sempre.

Grazie Alessandra per il tempo che ci hai dedicato. Voce Spettacolo ti fa i migliori auguri per il tuo futuro.

Vito
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