Intervista all’attrice Alessia Alciati

Di Vito “Nik H.” Nicoletti

 

Ciao Alessia! E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Un bel tuffo nel passato. Da bambina cosa sognavi di fare?

Sono sempre stata abituata a vedere molti film. Sono molto legata alla mia nonna materna e tutte le sere che andavo a dormire da lei ci mettevamo nel suo letto grande, mangiavamo il cioccolato che nascondeva per me nei cassetti e guardavamo molti film insieme. Film appartenenti al genere “Commedia all’Italiana” o i grandi Classici Americani. La cosa che più mi divertiva era quando mi diceva sempre, appena iniziavano a scorrere i titoli di apertura, “ahh bello, bello questo ..l’ho già visto” qualunque film fosse. Mi viene, ancora oggi, da sorridere nel ripeterlo… se ci penso, è quel che spesso faccio io con i miei amici perchè continuo a guardare davvero tanti film. Da lì è nata la mia passione per il cinema, per il teatro e, quindi, per la recitazione. Prima di partire per Roma, per trasferirmi definitivamente, ripetevo sempre “ il mio sogno è girare l’Italia con una compagnia teatrale, non mi interessano i soldi, andrei a vivere anche sotto un ponte… purché riuscissi a fare ciò che amo di più al mondo”. Ecco, poi arrivi a Roma, ti scontri con la realtà e capisci che vivere sotto un ponte non è proprio fattibile e nemmeno ritrovarsi con due euro nel portafoglio, quindi impari a relazionarti con la vita, equilibrando sogni e concretezza.

Chi è Alessia Alciati?

Sono Pugliese e Torinese. Da sempre in bilico tra due mondi così opposti ma entrambi così appartenenti a me stessa. Amo guardare film, ci sono stati periodi nelle mia vita in cui riuscivo a guardare anche 5 film al giorno. Ho passato anche un capodanno da sola guardando film. A volte, quando mi sento persa, guardo “Totò Guardie e Ladri”, “Risate di Gioia” o “Eva contro Eva”. Così mi lascio nutrire dalla potenza di quello che raccontano quei meravigliosi film e si riparte. Ho una personalità molto esuberante, sembro molto socievole perché sono autoironica, mi piace scherzare e ridere, sono molto curiosa, mi piace osservare le persone e ascoltare le loro storie, ma in realtà, ho un’indole solitaria, mi piace stare in silenzio, ascoltare e sentire quello che succede intorno a me, passo molto tempo da sola… ne sento la necessità. Amo dedicarmi alle mie passioni, suonare la chitarra quotidianamente, oltre che scrivere e leggere libri da cui possa imparare.

Alessia Alciati, nata per la recitazione?

Nata per la recitazione… lascio la domanda agli altri, mi sembra una frase fatta. Io seguo ciò da cui mi sento nutrita, ciò che mi fa battere il cuore ed emozionare. Sarò ripetitiva, ma per me le emozioni sono tutto nella vita. Fino a poco tempo fa pensavo che l’essere attrice fosse solo un lavoro che dipendesse dagli altri, forse perché non mi lasciavo pervadere completamente da questo mestiere così potente. Poi ho capito che non posso lasciare agli altri la possibilità di decidere della mia vita, decidere se farmi fare o no ciò che amo. Io posso essere attrice o autrice, indipendentemente dall’approvazione degli altri. Lo faccio per me stessa, perché è una necessità quotidiana, perché non potrebbe essere altrimenti. Da quando ho fatto questa scoperta è iniziato un periodo più consapevole della mia vita. E’ bello perché è diventato tutto una continua evoluzione ed esplorazione, sto lavorando a progetti che mi appassionano molto e vedremo dove mi porterà tutto ciò, adesso non è tra le mie priorità saperlo.

Recitare è un modo per raccontare storie, personaggi, stati d’animo?

Esatto, recitare è questo. C’è da aggiungere anche la parte emotiva, le emozioni e le energie che si trasmettono con il teatro e con il cinema. Grazie al cinema e al teatro si possono denunciare cose che non vanno, ci si può divertire, commuovere, si può sottolineare e far luce su atteggiamenti umani autodistruttivi o rivivere esperienza del proprio passato. Quest’estate, ad esempio, vivendo a Trastevere, andavo sempre all’Arena di Piazza San Cosimato a vedere film. Era bellissimo trovarsi all’aperto durante le belle notti romane, c’era la voglia di stare insieme e condividere qualcosa di bello, potevi trovare la signora con il cagnolino che si portava lo sgabello da casa per stare più comoda, genitori con i bambini armati di coperte e merendine, fidanzati abbracciati o gruppi di amici con pizze e birre. Tutti insieme, in silenzio, con lo sguardo rivolto verso l’alto, verso l’enorme schermo…anche questa è per me la magia del cinema.

L’anima di Alessia è nascosta anche in un personaggio che interpreta?

L’anima di Alessia è nascosta in Alessia (ora aggiungerei una bella risata). Essendo piena di migliaia di colori, a seconda dei personaggi che interpreto, tiro fuori parti diverse. Da sempre cerco di vivere esperienze più disparate e disperate, sia per piacere nel provare emozioni diverse, sia per la curiosità che mi contraddistingue. Cerco sempre di ritrovare parte di me nei personaggi che interpreto… ma non avviene totalmente, altrimenti tutti i ruoli diventerebbero uguali e piatti. Lo faccio per non giudicare il personaggio e potermi immedesimare al meglio. La meraviglia che questo mestiere ti offre è proprio il poterti mettere dall’altra parte, di chiunque, al posto delle persone che ti trovi di fronte, in qualunque situazione e in qualunque momento della giornata. Vivere tante vite diverse, uno dei motivi che mi ha sempre affascinato.

Le emozioni che provi quando reciti, sono le stesse che provi quando vivi?

Assolutamente si. È dalla vita che prendo tutto ciò di cui ho bisogno quando recito. Perderei la passione per questo lavoro se fosse tutto solo meccanico e costruito. Io ho bisogno di verità, sempre. Anche per questo, dopo una serie di corsi teatrali tra Torino e Roma, ho iniziato un percorso di studio sul metodo Stanislavskij-Strasberg, al Duse International con Francesca De Sapio. La ricerca della verità e l’approfondimento personale sono sempre state la cosa più importante per me nell’approccio ad un carattere.

Cinema e teatro, due mondi completamente diversi?

Completamente diversi no. Cambia ovviamente il modo in cui viene raccontato. Qualche anno fa mi sono diplomata in Drammaturgia e Sceneggiatura ed ho imparato, tecnicamente e con precisione, la differenza. Amo scrivere da sempre ed è stata una scoperta iniziare a farlo anche professionalmente. Ho lavorato a testi teatrali e Short films. Ovviamente, se parlo da attrice, ti posso dire che non dovrebbe esserci differenza ed è un peccato che in Italia si tenda sempre a voler dividere i due generi. Diversificando anche il tipo di preparazione, chi si dedica al teatro, spesso, viene escluso dal mondo cinematografico e viceversa. Sarebbe bello, e potrebbe dare maggiori sfumature, se le due realtà collaborassero di più tra loro.

Delle proposte di lavoro, qual è quella che escluderesti in modo tassativo e quella che invece ti piacerebbe fare che non hai ancora fatto?

Non mi piacciono gli assolutismi, ci sono così tanti fattori da tenere in considerazione, in fase di scelta, che penso che non escluderei mai niente a priori. Mi piacciono molto i film sociali e di denuncia, come i film di Ken Loach, film che hanno un sottotesto universale in cui molte persone riescono a immedesimarsi. Amo i film d’autore. Mi piacerebbe raccontare storie di donne forti ma con una grande umanità, donne che hanno preso in mano la loro vita e l’hanno rivoluzionata con la loro determinazione, donne che hanno fatto qualcosa di importante per l’umanità, opponendosi alle ingiustizie.

Una tua debolezza e una tua forza?

Una mia debolezza…ma non erano da scoprire poco alla volta le debolezze delle persone? Scherzo ovviamente. Prossima domanda? Va bene ora torno seria. Debolezza…ecco forse spesso tendevo a idealizzare le persone. Ora sto imparando a non farlo. A furia di secchiate d’acqua fredda in faccia ci si sveglia. Idealizzavo amici, amori, insegnanti o persone, per poi rimanere delusa. In passato sono stata ferita, ho sofferto a causa di relazioni con le persone, non solo dal punto di vista sentimentale, e posso dire solo ora che mi è servito realmente. Abbiamo tutti tanti lati positivi quanto negativi e, quando conosciamo qualcuno, ci dimentichiamo che, in quanto umano, avrà come tutti anche dei difetti. Non per questo sono diventata cinica e cerco di conservare comunque il mio spirito bambino, che vuole credere alle cose belle, ma tengo a fianco un osservatore attento ed oggettivo che mi tiene ancorata alla realtà, con i piedi ben saldi a terra.

La felicità per Alessia?          

La felicità…ecco qua il domandone da un milione di dollari. Non so dare una risposta definitiva, almeno per ora. Posso dire che penso di averla sempre rincorsa, senza sapere veramente cosa fosse. Ciò che per me rappresentava “Felicità” ha sempre subito variazioni, a seconda dei momenti della mia vita. Arricchirsi spiritualmente dalla bella musica e da voci indimenticabili, farsi nutrire dalle persone di cui ti circondi, provare amore per alcune di loro, compresa la tua famiglia, leggere libri in cui riscopri lezioni di vita, riuscire ad essere soddisfatti del proprio lavoro, impegnarsi in ciò in cui credi e battersi per i propri sogni. Non so se sia questa la felicità vera, ma al momento, per me, potrebbe andare bene come risposta.

I sogni hanno sempre un prezzo?

I sogni non possono avere un prezzo. Bisogna sognare! È l’inseguirli che, certamente, diventa più difficile rispetto al solo pensiero. Sicuramente bisogna fare i conti con la realtà. Dire che “hanno sempre un prezzo’’ dà una connotazione negativa. Sto imparando, soprattutto in questo periodo, che la cosa più importante è smettere di pensare agli altri, mettersi a lavorare e studiare con dedizione totale, andare avanti per la propria strada. Questo è il mio modo di dire: “I sogni hanno un prezzo: ricominciare da sé stessi, mettendosi in discussione totalmente con impegno e sudore”. Se vogliamo parlare di corruzione e raccomandazioni possiamo farlo ma, per quanto mi riguarda, non porta da nessuna parte e mi fa perdere solo energie. L’ho imparato sulla mia pelle dopo i primi anni in cui mi sono trasferita a Roma quando mi arrabbiavo per alcune ingiustizie a cui mi capitava di assistere sul lavoro. Ora, se qualcosa non va come mi piacerebbe, non dico che non mi arrabbio più, perché sono comunque passionale ed istintiva, ma uso tutto quello che vedo per trasformarlo in positivo per me stessa, rimettendomi sul mio percorso ancora più motivata sapendo che quella è l’unica strada giusta.

Alessia, grazie per il tempo dedicatoci. Voce Spettacolo ti fa i migliori auguri per il tuo futuro.

 

 

 

 

 

 

 

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Vito "Nik Hollywood" Nicoletti è Caporedattore di Voce Spettacolo. Si laurea in Giurisprudenza.
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