Di Vito “Nik H.” Nicoletti

Ciao Anna! E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Un bel tuffo nel passato. Da bambina cosa sognavi di fare?

Innanzi tutto è un piacere e una bella sorpresa, per me, ricevere da Voi richiesta di intervista. E’ facile decidere di intervistare i “Grandi nomi” e di certo non Vi manca l’occasione per farlo, da quello che ho potuto vedere. Bravi.  Indipendentemente da me, credo sia importante e intelligente spaziare e dare voce anche agli artisti che, come me, lottano costantemente per affermare la propria professionalità.

Da bambina …eh…da “bambina” che bella parola, fortunatamente riesco ancora un po’ ad esserlo e, quindi, posso tornare in fretta senza alcuno sforzo in quei luoghi del passato. I ricordi più forti e indelebili sono, senza alcun dubbio, quelli che riguardano la mia infanzia. Il mio gioco preferito erano i travestimenti e fare le parti di qualcuno. I primi ricordi sono nel giardino di casa, all’età di 4/5 anni, quando organizzammo, con una vicina e i miei fratelli, uno spettacolo: un vero e proprio spettacolo con una trama, qualcosa che poteva sembrare un palco, una “platea”e addirittura pagamento all’entrata. Fu un successo, almeno io lo ricordo così. Quella sensazione che provai quel giorno..beh non è cambiata di molto anche oggi quando recito. Poi, come già mi è capitato di raccontare, partecipazioni a qualunque recita a partire dalle elementari, sempre in un modo molto mio, a volte apparentemente lontano dal testo, ma nel cuore invece calzante…(mi presentai alla recita di Natale travestita da rocchettara hippie, ricordo che la maestra ci aveva detto di portare il nostro personaggio del presepe ed io lo feci: inconsapevolmente lanciavo il mio messaggio, profondamente Cristiano, di abbraccio a qualunque umanità). Ecco, mi chiedete cosa sognavo di fare da piccola?…a quel tempo non sapevo che si chiamasse fare l’attrice, mi sentivo bene quando facevo qualcosa per gli altri o, meglio, qualcosa che facevo portava un sorriso o trasformava il volto dell’altro. Qua dentro ci possiamo mettere la voglia di fare la missionaria laica, ci possiamo mettere fare il giullare in casa per vedere ridere mio padre, ci possiamo mettere il bisogno che nessuno potesse per sbaglio dimenticarsi della mia unicità. Tutto può entrare in un unico grande mezzo per realizzarli e la parola è venuta da sè : ero un’attrice, sono un’attrice e sarò sempre un’attrice. Poi, crescendo, mi sono appassionata anche alla ginnastica artistica e ho desiderato diventare un’insegnante di ginnastica, era anch’essa una mia forma d’arte che mi serviva per compensare la mancanza della recitazione dato che, in quel periodo scolastico (le medie), non si organizzavano rappresentazioni teatrali. Poi è ritornata la passione per la recitazione nel periodo delle superiori, fino alla scelta di una vera scuola di teatro..

Chi è Anna Benedetta Sanfilippo?

Anna Benedetta Sanfilippo è Anna Benedetta Sanfilippo! Un’attrice, una mamma, una persona sportiva, una donna molto forte o molto fragile, bianchi e neri, passione, dolore,allegria, amore.

Anna attrice nasce per caso o per destino?

Destino, assolutamente destino.

Cosa vuol dire essere attrice, oggi?

Essere attrice, oggi, deve voler dire più che mai essere un missionario. Portare, più che mai, nel buio dell’anima di ognuno quel seme che ricorda, anche al peggiore assassino, politico o uomo comune, che la vita vale di più e che il seme diverrà grano, diverrà un fiore, che forse una domanda dentro ce la dobbiamo sempre fare. L’attore deve essere il mezzo che, con le parole che gli hanno prestato e il proprio sè, offre allo spettatore il dono di un’emozione o solo una domanda nuova che forse, altrimenti, non si sarebbe posto.  Oggi l’attore, a volte, è il nulla e dimentica le sue funzioni originarie di comunicatore di un messaggio attraverso la drammatizzazione.

Le emozioni che provi quando reciti, sono le stesse che provi quando vivi?

Le emozioni che provo quando recito sono le stesse solo quando vivo davvero, il che è raro, senza togliere nulla alla mia vita e ai miei cari con cui vivo e ho vissuto grandi emozioni. Poter permettermi di essere viva al 100% ed essere testa e cuore al 100% sarebbe troppo faticoso per cui ringrazio la recitazione che mi permette là dentro di aprire i polmoni, perchè nella vita ti puoi permettere anche l’anestesia sul palco o ci sei o non ci sei.

Delle proposte di lavoro, qual è quella che escluderesti in modo tassativo e quella che invece ti piacerebbe fare che non hai ancora fatto?

Continuerei ad escludere, come ho già abbondantemente fatto (per questo infatti fatico a lavorare ahahaha..), proposte che non hanno a che fare con il merito, proposte che non reputo possano essere buone esperienze professionali da aggiungere al mio curriculum. Il cinema italiano ha bravissimi attori con cui vorrei lavorare, registi seri che sanno fare il loro mestiere. Con alcuni di loro ho avuto la possibilità di arricchire la mia formazione. Quindi basta saper scegliere e attendere le occasioni giuste senza la disperazione di fare tanto per fare. Continuo a pensare che sia meglio 40,00 euro da barista che 80,00 euro mettendo la faccia in un progetto che svilisce il mio impegno d’attrice. Ho avuto la fortuna, ultimamente, di approfondire il mio studio venendo a conoscenza della tecnica di Ivana Chubbuck e di Patrizia De Santis, l’unica autorizzata in Italia all’insegnamento di questa tecnica davvero incredibile.Vorrei presto avere nuove occasioni lavorative che mi permettano di metterla in pratica. Poi il sogno è poter arrivare con la propria arte il più lontano possibile, ma qui bisogna migliorare anche l’inglese!

Ogni traguardo regala e toglie qualcosa alla vita. I tuoi traguardi, fino ad ora, cosa hanno regalato e cosa, invece, hanno tolto alla tua vita?

Traguardi? Se ne ho avuti non mi sono accorta fossero tali, non sono una persona che sa progettare molto. Vivo alla Garibaldina (avrò preso dal bisnonno Arcangelo Sanfilippo Garibaldino?)…a parte gli scherzi, è anche un mio grande difetto probabilmente, ma non sono mai stata una persona che ha saputo mettersi a tavolino e stabilire i traguardi da raggiungere. Probabilmente, se fossi stata più scaltra e determinata in certe situazioni come attrice, oggi a 40 anni avrei un altro risultato ma non avrei avuto i miei 4 figli e non sarei neanche io. Mi ha sempre creato un senso di gabbia e soffocamento decidere a freddo come dovrà essere il colore della carta da regalo dei nastrini e dei fiocchi. Meglio averlo tra le mani il regalo, incartarlo nella carta di giornale e lasciarsi ispirare via via su quale carta e fiocchi metterci. Quindi si, se ci penso ho scandito anch’io la mia vita da avvenimenti che, forse, altri invece chiamano traguardi.

Sia a livello professionale che personale quanto è importante essere onesti con se stessi?

E’ tutto. E questo non vuol dire che io ci riesca..ma cerco di esserlo.

Una cosa che non rimanderesti mai a domani?

Far sentire il mio amore ai miei figli.

Una tua debolezza e una tua forza?

Dare Amore agli altri è la mia forza. È un’eredità della mamma: pensare prima all’altro. La mia debolezza è perdermi con me me stessa…

Anna di quali colori e di quali emozioni è fatta?

Sono il giallo allegro della bambina nata a Bologna, il rosso della passione animalesca e della nostalgia straziante della amatissima Sicilia di papa’, il blu e il verde dei miei sogni delicati ed eleganti come cristalli del Veneto di mia Mamma.

I sogni hanno sempre un prezzo?…e tu ne hai tanti?

I sogni non possono e non devono mai avere un prezzo. I sogni devono essere puri, devono poter aver un profumo divino, devono avere dentro tutto la possibilità di realizzarsi ma anche il buio dell’incertezza. Se cominciano ad avere un prezzo sicuro e puoi cominciare a contrattare non si chiamano più sogni, diventano desideri e i desideri puzzano solo di zolfo e terra. Come essere umano amo i desideri, li ho nella carne come tutti ma sono i sogni che mi fanno volare.

Progetti futuri?

Proprio domenica 26 sono onorata di far parte, assieme ad altri attori e attrici, ad uno spettacolo curato da Loretta Giovannetti contro la violenza sulle donne. Portero’ il mio contributo con un monologo tratto da “Donne Violate” di Fabiola Crudeli . La violenza contro le donne e’ una delle piaghe infami per cui ogni essere umano deve lottare e noi attori lottiamo con le nostre armi: racconto, denuncia, muovere i pensieri delle persone affinché non si fermi ad una lettura giornalistica dei fatti ma diventi un senso di orrore ed anche di speranza. Orrore per avvenimenti che purtroppo giornalmente accadono sulla terra e non si possono tacere, speranza che in ogni persona si accenda prepotentemente il proprio no a qualunque violenza. Domenica saremo lì tutti per questo. Ecco perchè amo follemente questo mestiere.

Grazie Anna per il tempo che ci hai dedicato. Voce Spettacolo ti fa i migliori auguri per il tuo futuro.

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Vito "Nik H." Nicoletti

Editor in Chief at Voce Spettacolo
Vito "Nik Hollywood" Nicoletti è Caporedattore di Voce Spettacolo. Si laurea in Giurisprudenza.
Allievo esperto di Kung Fu
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