Intervista all’attrice Antonella Ponziani

Di Vito “Nik H.” Nicoletti

Ciao Antonella! E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Antonella attrice nasce per scelta o il destino lo ha deciso per te?

Assolutamente per scelta. Ho avuto diversi ostacoli…ricordo mio padre che non voleva assolutamente che io facessi l’attrice, nonostante organizzassi, già dall’età di 12 anni, spettacoli con i miei amici. Mia madre, quando conobbi Fellini e dopo che lui mi cercò, rispose che la figlia avrebbe dovuto studiare e che non mi avrebbe mandata a Cinecittà. Ricordo che a quel tempo Fellini stava girando LA NAVE VA. E’ una cosa che ho voluto con tutte le mie forze e non ho mai rinunciato alla mia passione di essere un’interprete e un’artista a tuttotondo .

Chi è Antonella Ponziani?

Non lo so. Ci sono tante contraddizioni dentro di me e, nonostante mi sforzi a essere coerente, mi manca un punto di riferimento di analisi e di giudizio. Chi è Antonella Ponziani?… sicuramente una persona sincera che accetta un dialogo sincero.

Antonella, attrice e regista…due aspetti dello stesso cuore?

Assolutamente si. Ho studiato storia dell’arte al Liceo Artistico e ho dipinto e disegnato tanto. In qualche modo si è sempre registi dei propri quadri e delle proprie inquadrature e, quando ho avuto la fortuna di essere sui più grandi set di prestigiosi registi italiani e stranieri, mi sono resa conto che, alla fine, il cinema non è altro che un insieme di quadri in movimento.

Nel 1993 ottieni il David di Donatello e il Nastro d’argento come miglior attrice protagonista per il film “Verso sud” di Pasquale Pozzessere. Ogni premio e riconoscimento è stato per te un punto di arrivo o un nuovo punto di partenza?

Entrambi. E’ un punto d’arrivo perché gli addetti ai lavori ti riconoscono le qualità artistiche e questa è la più grande gioia: l’essere stimata dai propri colleghi. Dall’altro è una nuova partenza per altri porti e altre storie.

Il 21 marzo sei stata sul set per le riprese del cortometraggio “Push Out” prodotto da “Le Brì Production Italy” di Clarissa Leone dove hai interpretato un nuovo personaggio…cosa ti ha dato questo nuova esperienza?

Mi ha dato tanto. E’ un cortometraggio che sensibilizza il grave problema delle giovani adolescenti che muoiono di anoressia e che potrebbero essere salvate se solo i genitori se ne accorgessero in tempo. Ha già ricevuto il Patrocinio della Regione Abruzzo e mi aspetto che abbia il sostegno e l’attenzione che merita.

Interpretare vuol dire anche esplorare se stessi?… Quanto c’è di Antonella in questo tuo nuovo personaggio?

Qui interpreto una mamma distratta e immatura che non si accorge assolutamente del malessere della figlia. E una donna separata che pensa alla sua nuova storia di amore, una donna superficiale che a 50 anni riscopre una nuova gioventù e la figlia ne soffre parecchio. Non c’è nulla di me in questo personaggio perché, essendo io una persona sensibile e attenta, difficilmente sottovaluterei certi segnali che possano essere sia familiari che amichevoli.

Un cortometraggio ispirato ad una storia vera che tratta il tema dell’anoressia, bullismo e discriminazione. Qual è il tuo pensiero in merito a questi grandi problemi?

Per prevenire questi gravi problemi che mietono giovani vittime ci vorrebbe un’attenzione maggiore da parte dei genitori. Oggi questi giovani crescono attraverso l’uso dei media e hanno perso un grande aspetto dell’umanità che dovrebbe essere trasmesso dalla famiglia.

Per una donna è sempre tutto più difficile…concordi?

Dipende dai punti di vista e dall’ autostima che ognuno ha di se stessa. Ognuno costruisce il suo destino al di là del genere sessuale.

Di cosa è fatta Antonella?…di tanti sogni?…di oro e di argento?…o semplicemente di un cuore che batte e si emoziona?


Fin da bambina ho avuto tanti sogni. Poi, per realizzarli, ci è voluto studio, perseveranza e determinazione. Ci sono sconfitte e vittorie che ti emozionano e ti danno la forza di rialzarti e andare contro il pessimismo che ti ha accompagnato. Antonella è fatta di una determinazione di ferro, non sono capace a rinunciare ai miei sogni e ad un modo di vivere la vita a modo mio.

Una tua debolezza e una tua forza?

La mia debolezza è il non vedere le cose per quello che sono realmente e, alle volte, mento a me stessa pur di addolcire la pillola. La realtà, purtroppo, ti crolla addosso inesorabile. La mia forza è ricominciare da dove avevo lasciato, ricordandomi sempre quali sono le cose della vita che mi rendono felice e di perseguirle.

Le arti ( Teatro, Cinema, danza, letteratura.. ecc. ) tutte insieme possono cambiare il mondo?

Assolutamente si, perché la bellezza ha il potere immenso di risvegliare l’essere umano e motivarlo ad apprezzare il bello. Come si fa a non amare le cose belle? …e quindi risvegliare l’onestà e i principi civili che sostengono la vita e le società.

Intervista realizzata in collaborazione con “Le Brì Production” di Clarissa Leone


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Vito "Nik H." Nicoletti

Editor in Chief at Voce Spettacolo
Vito "Nik Hollywood" Nicoletti è Caporedattore di Voce Spettacolo. Si laurea in Giurisprudenza.
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Vito "Nik Hollywood" Nicoletti è Caporedattore di Voce Spettacolo. Si laurea in Giurisprudenza. Allievo esperto di Kung Fu

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