Di Vito ” Nik  H.”  Nicoletti

 

Ciao Arianna! E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Un bel tuffo nel passato. Da bambina cosa sognavi di fare?

Da bambina? …questa è una bella domanda che mi sono posta molte volte perché non avevo un chiaro ricordo di me che dicevo: <<da grande farò questo o quest’ altro>>. La cosa mi straniva perché mi chiedevo come mai tutti riescono a dire quale era il loro sogno nel cassetto da piccoli, mentre io no. Col senno di poi, quando mi sono avvicinata alla recitazione, le risposte alle mie domande si sono schiarite portando alla luce dei ricordi, come quando, davanti ad un film, provavo a interagire come se avessi una parte nella pellicola, quando ripetevo allo specchio la scena vista, quando immaginavo di ritrovarmi nei posti visitati dai personaggi. Quindi, per rispondere alla vostra domanda, io ho sempre voluto fare l’ attrice, solo che mettevo in atto piccoli ruoli senza aver mai detto da grande farò questo lavoro.

Chi è Arianna Ceravone?

 Se dovessi definirmi con gli aggettivi che mi attribuiscono le persone che mi conoscono bene, sarei una ragazza emotiva, pazza, dolce, selvaggia e un po’ isterica. Non so se li accetto perché tanto sono fatta così, o se perché ormai mi sono abituata a sentirmeli dire, ma non mi dispiace. Ho anche un sacco di contraddizioni, mi piace ridere e scherzare, stare in mezzo alla gente e, allo stesso tempo, anche star da sola, godermi i miei pensieri o un panorama. So esser molto dolce e affettuosa e distaccata e fretta se subisco un torto. Passo da momenti di euforia ad altri dove sono irascibile, polemica o triste. Amo l’arte, il design, gli spazi aperti, gli amici, viaggiare e scoprire il mondo, perdermi a fare fotografie nei posti che vedo per la paura di dimenticare qualche loro particolare. Un aspetto sul quale devo ancora lavorare molto è quello di prenderla sul personale per le situazioni o cose dette, rimurginandoci sopra fin troppo e questo non fa bene né all’ umore né al fisico.

Recitare è un modo per sentirsi liberi?

Sicuramente sì, almeno nel mio caso lo è. Quando frequentavo i corsi di formazione, la prima sensazione, nell’uscire dalla scuola, era proprio di libertà, di benessere che partiva dallo stomaco e dal cuore fino alla mente. È difficile da spiegare a parole, ma vi confesso che uscivo e camminavo sorridendo, sia se mi avessero fatto piangere in scene per ore, sia che mi avessero fatto ridere o urlare. Qualunque emozione usassi, l’ importante era farla fluire il più possibile così da “scaricarmi”. Potrei paragonare questa sensazione a un magma in continuo movimento che ho nello stomaco pieno di emozioni. Le stesse zampillano venendo in superficie in base a quale serve in quel momento per darmi il giusto supporto. Poi, una volta che queste si acquietano, mi sento più leggera e libera.

Essere attrice è anche raccontarsi agli altri attraverso la recitazione?

Recitare è raccontare qualcosa agli altri, è allo stesso tempo raccontarsi. Come gli spettatori si immedesimano in quello che vedono, così anche gli attori in quello che fanno. Spesso se si vede l’ attore piangere e si pensa che sia bravo a fingere, ma può succedere che quelle lacrime siano vere perché si incontrano copioni che toccano tasti sensibili del nostro vissuto o paure che si hanno nella realtà e, in questi casi, le scene si colorano in modo personale ed intimo. Si affrontano problemi veri che, talvolta, non si era consci di avere ma, dovendoli mettere in atto, ti fanno ragionare e ti analizzi a fondo, interpretando con le tue sfaccettature il ruolo dato. Quando capita questo, succede una cosa bellissima: si mette cuore, capacità ed emozioni al servizio dell’ arte.

Delle proposte di lavoro, qual è quella che escluderesti in modo tassativo e quella che invece ti piacerebbe fare?

Sono una persona che sente molto le cose a pelle, poi ci ragiono comunque sopra in modo razionale e difficilmente cambio idea. Credo che sia giusto seguire sempre il proprio istinto, anche sbagliando, ma meglio sbattere la testa e rialzarsi dicendo ci ho provato che vivere col rimpianto del se o del forse. Mi è capitato, a volte, di dire un no secco senza ripensarci nemmeno un secondo. Erano casi in cui non mi convinceva chi mi proponeva il lavoro, la facilità con cui arrivava, le circostanze o altre cose poco chiare. Invece i ruoli li analizzo e, il più delle volte, accetto volentieri, perchè li vedo tutti con un proprio fascino e come una buona occasione. Ogni ruolo racchiude in sé un’ anima, con un vissuto e una condizione sociale in cui è inserito. Cosa c’è di più bello nell’ avere in mano il proprio copione, una sorta di macchina del tempo, che ti fa entrare nei panni di qualcun altro  e che prende vita grazie a te.  

Talento, preparazione, determinazione e fortuna, secondo te qual è la cosa più importante per avere successo?

Purtroppo sulla combinazione perfetta per il successo ci sto ancora lavorando, ahimè.  Scherzi a parte, penso che in questo lavoro, come in tanti altri, ci vogliano molti fattori insieme. Abbondi in una qualità, puoi sopperire la carenza di un’altra, ma non di tutte. Bisogna esser portati per fare questo mestiere e se non riesci a “metterti a nudo” e a regalare le tue emozioni sul set, la preparazione non basta . Serve talento, disciplina, studio, l’ esser determinati negli obiettivi, non arrendendersi ai primi ostacoli e, perché no,serve anche una buona dose di fortuna! Se la dea bendata ci da una buona occasione per metterci in gioco, non è certo un male.

Un pregio e un difetto di Arianna.

Per rispondere a questa domanda ci devo riflettere un attimo, non tanto per trovare un pregio, per scegliere un difetto tra i tanti. Sul lavoro, il pregio è di essere una stacanovista e tutto deve esser fatto alla perfezione nel migliore dei modi. Nell’ intimità di essere molto dolce e coccolosa, con un occhio di riguardo per gli altri. Il peggior difetto, invece, sia nell’ambito professionale che privato, è l’ essere autocritica a livelli esponenziali! Questa cosa per la sfortuna di chi mi sta attorno, mi crea sbalzi d’umore all’ ordine del giorno… anzi di ore nel giorno.

Le emozioni sono tutto ciò che abbiamo?

Le emozioni sono una parte fondamentale di noi e amo avere un carattere che le fa trasparire facilmente, dalla rabbia alle lacrime, dall’ indifferenza alla gioia. Ci tengono attivi mentalmente e ci caratterizzano, non sono tutto e non si può vivere basandosi solo sul “qui ed ora” o quello che ci detta il momento. La vita è piena di sfumature, sensazioni, doveri, compromessi , valori… diciamo che non c’è il tempo di annoiarsi!

Amare significa…?

Una volta ho letto la frase “dare tanto a una persona, senza togliersi niente”… per me questo significa amare. Spesso si dice di amare qualcosa, una professione, qualcuno, ma è solo un dare per riceve qualcosa in cambio. Invece l’ amore con la lettera maiuscola è viscerale, spassionato, incondizionato, ti fa emozionare, avere attenzioni, è fare il possibile per quella cosa o quella persona mettendola davanti a tutto e a tutti. E io, pur avendo molti affetti nella mia vita e il desiderio di lavorare sempre più, questo Amore per ora lo dedico ai miei fratelli.

La felicità per Arianna?

Anche con i miei mille sbalzi d’umore, mi bastano poche cose “ per tornare a galla” nelle giornate no. Vedere il mare e sentirne il rumore, guardare il tramonto, una giornata di sole, vedere l’ affetto di chi mi sta attorno o intenerirmi per qualcosa che vedo, fare bene il mio lavoro. Sono piccole cose che aiutano ad arrivare a casa la sera e con quel mezzo sorriso in viso. Ad esempio come sfondo dello schermo del cellulare ho l’ immagine di uno scorcio di scogliera alla quale sono molto legata. Nei momenti in cui sono nervosa, guardo la foto e penso di essere lì per ossigenarmi un attimo da quello che mi sta attorno. Se si parla di felicità per il futuro, allora desidero una felicità doppia. Doppia perché, prima di tutto, vorrei il meglio per i miei affetti. Sono la cosa più bella che ho e se stanno bene loro ho già realizzato un sogno. La seconda, invece, è dedicata all’ambito professionale dove vorrei diventare un’ attrice apprezzata, fare film impegnati, viaggiare per conoscere posti nuovi e avere ruoli importanti per fare crescere la mia carriera. So di chiedere molto, ma un desiderio va sfruttato per bene.

I sogni hanno sempre un prezzo?

Penso che per ogni cosa ci sia un prezzo. L’ importante è darle il prezzo e il valore giusto! Di sicuro bisogna dedicare tempo, fatica, volontà per ottenere qualcosa e, se il proprio sogno vale tanti sforzi e si è pronti a superare tutti gli ostacoli, allora non c’è nulla di più bello che provarci. L’ unica raccomandazione è mettere dei paletti lungo il percorso che ci tengano coi piedi per terra e sulla retta via.

Arianna, grazie per il tempo dedicatoci. Voce Spettacolo ti fa i migliori auguri per il tuo futuro.

 

 

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