Di Vito ” Nik Hollywood” Nicoletti

 

Ciao Nabiha! E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Un bel tuffo nel passato. Da bambina cosa sognavi di fare?

Non sarà molto originale come risposta, ma da piccola sognavo di fare l’attrice. Passavo ore ad imparare scene di film o di pubblicità in tv e poi facevo tutti i personaggi davanti alla mia famiglia. Lo faccio ancora oggi… per fare ridere mia madre. Imito personaggi della TV/film o anche persone stesse della mia famiglia. Mia mamma ride sempre ed è anche molto paziente.

Chi è Nabiha Akkari?

Direi che Nabiha Akkari è la ragazza che fa piangere Justin Timberlake nella canzone « cry me a river ». E’ anche un’attrice appassionata e, da due anni, anche un’autrice (lavoro per una casa di produzione in Francia) e nel 2016 sono in uscita tre lungometraggi come protagonista. Ama anche viaggiare tanto, da sola, in due, in cinque…insomma viaggiare.

Nabiha attrice, le emozioni che provi quando reciti, sono le stesse che provi quando vivi?

No, è molto diverso. Provo ad essere sempre il più sincera possibile e, lavorando sul personaggio, cerco prima di creare una persona differente da me e poi ci aggiungo la tecnica. Cerco sempre di usare l’emozione che provo in quell’instante per rendere veri i miei personaggi e poi faccio il mio percorso per la scena. Devo ammettere che quello che provo quando recito è, molto spesso, più forte di quello che provo nella vita reale. Ad esempio, in questo periodo, ho dovuto interpretare una donna incinta che perde suo marito, una spia siriana del 39-45 che fa kung fu, una clandestina che ha perso tutto… ragazzi, la mia vita e molto meno intensa…(sorride).

Recitare è un modo per sentirsi liberi?
Dipende dal personaggio che interpreti. In questo periodo ho affrontato personaggi molto diversi da quello che è il mio universo. Recitare per sentirsi liberi, nei panni di questi personaggi,  richiede un grande sforzo. Quindi direi che recitare è un modo per sentirsi liberi, ma è una libertà che costa e che devi vincere.

Quali emozioni lascia dentro di te un personaggio una volta finito di interpretarlo?

Mi stanca molto! 🙂 Ho deciso di affrontare questo mestiere facendo un lavoro sul corpo abbastanza impegnativo (ogni mese faccio tre giorni di training con attori professionisti, ballerine, persone del circo…) sempre presso una scuola di teatro a Parigi. Sul set, invece, cerco sempre di dare il massimo, durante le prove, durante la scena, la sera quando imparo la parte per il giorno dopo, quando esercito la memoria. E’ un lavoro intellettuale e fisico che mi ruba tanta energia. Allo stesso tempo, dopo ogni set, mi sento molto più arricchita e la stanchezza la dimentico velocemente. Ne riparliamo quando avrò settant’anni.

Sei anche una cantante, secondo te l’anima di una cantante è nascosta nella sua voce?

Penso di si. Quando ascolto Billie Holliday o Amy Winehouse riesco a sentire il misto di forza e fragilità di queste donne. E’ molto potente quello che mi da. Ricordo che in passato, in un periodo difficile della mia vita, persi la voce e non riuscii più a cantare per il mio progetto “Hulawhy”, mi sentivo davvero svuotata d’animo. Al contrario, quando la mia voce era al massimo, potevo anche cantare lirica e mi sentivo benissimo!

Delle proposte di lavoro, qual è quella che escluderesti in modo tassativo e quella che invece ti piacerebbe fare che non hai ancora fatto?

Escluderei una sceneggiatura che non mi piace. Se il film non mi piace, sono troppo onesta per accettare di farlo. Devo sentire amore per il progetto per dargli energia, altrimenti rimango a casa e mi dedico a scrivere, creare, fare musica. Al contrario, mi piacerebbe lavorare su un personaggio che preveda una trasformazione fisica importante come, per esempio, essere invecchiata di molti anni.

A cosa può servire un sogno?…e tu ne hai tanti?

Ad essere realizzato! Solo questo, non vedo altro. Io ho tanti sogni. Mi sento molto fortunata di averne realizzati sia nella vita privata che nel mio lavoro. Spero di vivere abbastanza tempo per realizzarli tutti. Ho anche scritto una lista delle cose che voglio fare prima di morire… è sul frigorifero di casa!

Le verità del cuore si possono raccontare?…possono servire a farsi conoscere meglio?

Dipende da quello che racconti…tutte non si possono raccontare. Ognuno ha il suo giardino segreto e mi sembra giusto non dire sempre tutto. Nella mia vita cerco di essere autentica il più possibile, sia nel mio lavoro, sia nei confronti delle persone che incontro e con le persone che amo. In certe situazioni, però, la maschera devi indossarla. Penso che se una persona ti conosce bene, può leggere in te come in un libro aperto e non hai bisogno di raccontare tutto.

Ma la vita è sempre più bella di un bel film?
Più bella non lo so. Alla fine un film è solo la vita raccontata senza i momenti noiosi (saltiamo spesso il momento delle spese o del bagno… no?) quindi, in questo senso, direi che la vita è un pò più noiosa nella quotidianità rispetto alla vita di un personaggio in un film…ecco una delle numerose ragioni del perché si realizzano dei film e perché ne vediamo tanti. La vita la trovo molto più bella perché è più lunga ed interessante.

Progetti futuri?
Dovrei girare in italia un film in primavera con un regista che adoro e che conoscete tutti, ma non posso ancora parlarne. Sempre nel 2016 è in uscita, nei cinema italiani, un film che si intitola “Honeymun” di Salvatore Alloca.  Il mio personaggio è Amira, una giovane migrante tunisina che sbarca nel sud Italia dopo la rivoluzione del jasmin. In Francia, invece, sono in uscita due film e una serie tv di cui sono autrice.

Nabiha, grazie per il tempo dedicatoci. Voce Spettacolo ti fa i migliori auguri per il tuo futuro.

 

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Vito "Nik H." Nicoletti

Editor in Chief at Voce Spettacolo
Vito "Nik Hollywood" Nicoletti è Caporedattore di Voce Spettacolo. Si laurea in Giurisprudenza.
Allievo esperto di Kung Fu
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