Di Vito “Nik H.” Nicoletti

 

Ciao Claudia! E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Un bel tuffo nel passato. Da bambina cosa sognavi di fare? 

Ah, tantissime cose. L’astronauta, la fantina, la paleontologa, più avanti l’avvocato, la psicologa.  Amavo recitare fin dai tempi dei primi spettacoli alle elementari, ma, a quell’epoca, non mi immaginavo certo che da grande sarei diventata un’attrice.

Chi è Claudia Vismara?  

Domanda difficilissima..! Sono prima di tutto una ragazza di quasi trent’anni, che, come tutta la sua generazione, vive il suo diventare “adulta” in quest’epoca ambigua e instabile, per di più facendo un mestiere che ti regala adrenalina, gioie, soddisfazioni, e allo stesso tempo attese e incertezze. In tutto questo cerco di essere la persona che sono sempre stata: una ragazza gioiosa e piena di vita, molto empatica, istintiva e, per certi aspetti, un po’ avventata, vorace, ironica e, a volte, irrazionale. Senza dubbio umile, valore quest’ultimo che giudico imprescindibile.  

Claudia attrice nasce per caso o per destino?

 Nessuna delle due. Nasce da una forza di volontà. Sono del parere che il destino ci possa far intravedere la strada, ma sta a noi poi decidere di salire su quel treno. Ho iniziato il mio primo corso di teatro a quindici anni e, a diciannove, ho deciso che volevo provarci. Volevo davvero provare a fare di quella passione il mio lavoro. È stata una scelta difficile perché, ovviamente, nessuno mi assicurava che ce l’avrei fatta. E’ stata dettata da un’istinto, da un’urgenza e dalla consapevolezza che, fare l’attrice, era la cosa che mi faceva sentire più viva.

Le emozioni che provi quando reciti, sono le stesse che provi quando vivi?

Ci si prova! Per chi, come me, ha studiato il metodo Stanislavskij-Strasberg questo è l’obiettivo ultimo. Riuscire a mettere a disposizione di un personaggio te stesso e a dargli vita attraverso emozioni autentiche al cento per cento. Le emozioni che , a volte, si provano su un set o su un palcoscenico sono addirittura più intense di quelle della vita di tutti i giorni. Credo sia uno dei motivi per cui molti scelgono questo mestiere, per perdersi in meravigliose bolle di finta realtà, pregne di vita. La vita reale, per fortuna, è fatta perlopiù di una sana routine e di una certa stabilità…e non di amori disperati, vendette o fughe epiche. 

Essere attrice è anche raccontarsi agli altri attraverso la recitazone? Quanto c’e’ di Claudia in tutti i lavori che svolgi?

Sicuramente ogni interpretazione parla un po’ dell’attore che la interpreta e, in ogni personaggio, c’è la traccia ben visibile di quell’attore. È imprescindibile. Lo stesso ruolo, con lo stesso regista a dirigere, otterrebbe due risultati diversissimi se affidati a due attori distinti. Ognuno di noi regala se stesso, o una parte di esso, ad ogni personaggio…questa è la mia idea di “interpretazione”. Il mio coach mi ha sempre detto <<Parti da te stessa>> e, per quanto mi riguarda, Claudia c’è sempre. La parte più divertente di interpretare qualcosa di lontano da se è andare proprio alla ricerca di quella corda che non sospettavi facesse parte di te. Potenzialmente tutti possiamo essere tutto. Scopri che un assassino non è poi così distante da un uomo affermato, una donna di classe da una tamarra di periferia. Sono solo le circostanze che ci portano a diventare quello che “ufficialmente” siamo.         Sotto… c’è tutto il resto. Sta a te scavare.

 Delle proposte di lavoro, qual è quella che escluderesti in modo tassativo e quella che invece ti piacerebbe fare che non hai ancora fatto? 

Spero di non ritrovarmi mai dentro a uno squallido cinepanettone. Parlando, invece, di progetti a cui mi piacerebbe partecipare… lo ammetto: sono troppi! Amo quei film che sanno palare in modo sottile a acuto delle relazioni umane, di amori devastanti e distruttivi (personalmente non so cosa avrei dato per interpretare Stella nella trasposizione cinematografica di “Follia” di McGrath), ma, come attrice, mi divertirei da morire anche a interpretare un personaggio della Marvel, tra sparatorie e salti mortali, o una delle meravigliose commedie grottesche di Wes Anderson.

Credi davvero in tutto quello che fai?…e fai davvero tutto quello in cui credi? 

Cerco sempre di fare quello in cui credo, ma se credo davvero in tutto quello che faccio… no assolutamente no!! Molto spesso faccio cose insensate e stupide, del tutto irrazionali, istintive, e di cui spesso mi pento!

La felicità per   Claudia?

 La felicità è quel rarissimo momento in cui l’amore, la soddisfazione professionale, la realizzazione di te stessa, la vicinanza dei tuoi amici, la salute della tua famiglia, coesistono misteriosamente e simultaneamente, regalandoti qualche momento di assoluta perfezione. Più in generale direi che la felicità, per me, è la possibilità di lottare per quello in cui credi e vedere poi la sua realizzazione.

Le emozioni sono tutto ciò che abbiamo?

Le emozioni e gli altri. Come diceva il buon Alexander Supertramp “La felicità è reale solo quando è condivisa” e una vita senza una delle due cose non ha motivo di essere chiamata tale.

Amare significa…?

Avere speranza, avere coraggio, a volte avere paura e andare avanti lo stesso.

Di cosa sono fatti i sogni?…tu ne hai tanti?

Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni, no? Io ho tantissimi sogni. Alcuni inconfessabili. Altri forse irrealizzabili. Ma fin tanto che continuano a tenermi spalancati gli occhi la notte, me li tengo stretti.

Claudia, grazie per il tempo dedicatoci. Voce Spettacolo ti fa i migliori auguri per il tuo futuro.

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