Intervista all’attrice Daniela Piazza

Di Vito “Nik Hollywood” Nicoletti

 

Ciao Daniela! E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Un bel tuffo nel passato. Da bambina cosa sognavi di fare?

Da bambina volevo fare la ballerina, ancora penso che sia il lavoro più bello del mondo. La fatica e la bellezza che ci regalano i ballerini è un dono dal cielo.
Chi è Daniela Piazza?

Sono una donna fortunata, ho una bellissima famiglia e sono grata alla vita.
Daniela attrice nasce per caso o per destino?

E’ iniziato tutto per caso a 14 anni, quando un agente mi ha fermata per strada mentre passeggiavo con mia madre e le ha chiesto il permesso di farmi fare un provino per una pubblicità. Arrivati a casa lo chiesi a mio padre che mi disse le testuali parole: “Tanto non ti prenderanno mai!”
Era il mio primo provino, non sapevo nemmeno che cosa sarei andata a fare, mia madre mi era sempre accanto, mi presero e girai due giorni a Cinecittà come protagonista dello spot insieme ad un attore e ballerino americano. Dopodiché mio padre mi disse che dovevo pensare a studiare e che quell’esperienza era passata. Da quel momento il mio lavoro non è stato più un caso, l’ho voluto fortemente, ho aspettato, sono cresciuta e ho ricominciato, non è stato sempre così semplice ma, dopo tanti anni, sono ancora qui che desidero fare questo lavoro come il primo giorno.
Cosa significa essere attrice, oggi.

E’ un mestiere complicato. Dall’esterno sembra tutto molto superficiale ed estetico ma in realtà il mio lavoro ha a che fare con l’esperienza e la conoscenza dell’essere umano. Non sempre siamo messi nelle condizioni di fare al meglio il nostro lavoro, anche perché non si è dei bravi attori e basta. Lo si è se abbiamo accanto dei bravi sceneggiatori, dei bravi registi, dei bravi produttori, dei bravi direttori della fotografia, montatori, truccatori etc. etc. Quando, come per magia, questo accade, mi sento una donna fortunata.
Cosa lega un attore al suo personaggio?

Non saprei. Mi viene da pensare che a prima lettura ci s’innamora di un personaggio come quando si è in cerca di una nuova casa e ci s’innamora di quelle quattro mura, senza capire bene il perché. A volte mi è capitato di capire chiaramente cosa mi lega ad un personaggio dopo anni di distanza, a volte è perché li sento vicini e a volte è proprio perché sono così lontani da me.
Le emozioni che provi quando reciti, sono le stesse che provi quando vivi?

Le emozioni sono pur sempre delle emozioni. Il processo creativo è comunque discontinuo, non si entra nel personaggio e si smette di essere se stessi dal ciak allo stop. Potrei dire che le emozioni del personaggio hanno il ritmo comunicativo di un telegrafo. Sono sotto la lente d’ingrandimento della macchina da presa, della quarta parete a teatro e dello sguardo del pubblico. Sono delle emozioni all’ennesima potenza, non per come le vive l’attore ma per come vengono raccontate e percepite a distanza dallo spettatore. A volte la distanza è così ravvicinata che chi guarda ci entra dentro e si immedesima nel personaggio che ha davanti, nella sua esperienza in quel momento e nelle sue emozioni.
Si può essere attori nella vita oppure lo si può essere solo in un film?

Nella vita si è felici solo se si riesce ad essere se stessi, quando ci si riesce.
Cosa ti ha dato la vita e cosa invece ti ha tolto fino ad ora? … E nel tuo lavoro?

La vita mi ha dato tantissimo, la vita ha un valore immenso anche solo per la possibilità di viverla, quando metti al mondo un figlio, nell’istante preciso in cui gli dai la vita, lo capisci veramente. Ogni volta che la vita mi ha tolto qualcosa, mi nascondeva un regalo, un suggerimento, una lezione. Penso di aver imparato più dalle privazioni che da quando ho ottenuto qualcosa.
Il mio lavoro è fatto soprattutto di privazioni. Una mia insegnante, un giorno,, mi disse che la cosa più importante nel mio lavoro sarebbe stata andare oltre il fallimento. Noi attori falliamo ogni giorno, veniamo scelti o scartati in base al nostro talento, al nostro aspetto fisico, alla nostra voce. Non è facile, ma i no aiutano a crescere anche professionalmente, a capire chi siamo se riusciamo a rimanere fedeli a ciò che siamo.
La vita è sempre più bella di un bel film?

La vita è sempre più bella di un bel film, ma un bel film aiuta la vita ad essere più bella.
C’è qualcosa che ti fa paura?
Non affrontare la paura e farmi fermare dalla paura. Perdere i miei figli e mio marito.
La felicità per Daniela?
Fare ciò che amo con le persone che amo, anche solo fare la colazione insieme la mattina.
Le emozioni sono tutto ciò che abbiamo?
Non so se sono tutto ciò che abbiamo. Come attrice le emozioni sono il mio pane quotidiano, cerco di vivermele sempre fino in fondo, anche quelle “negative”, e osservo come le vivono gli altri. In questo modo do un valore anche a quelle negative, è un trucco per la sopravvivenza.

Daniela, grazie per il tempo dedicatoci. Voce Spettacolo ti fa i migliori auguri per il tuo futuro.

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Vito
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