Di Vito “Nik H.” Nicoletti

 

Ciao Eleonora. E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Un bel tuffo nel passato. Da bambina cosa sognavi di fare?

Sembrerà strano, ma ho sempre sognato di recitare. Mio padre costruì un porticato di fronte casa con due entrate laterali, avevo sette anni e quello diventò il mio palcoscenico. Appesi una tenda ad un filo e il gioco era fatto. I miei poveri parenti erano costretti ad assistere alle rappresentazioni che mettevo in scena con i miei cuginetti.

Chi è Eleonora Mancini?

Sono una ragazza molto semplice, sono cresciuta in campagna con i nonni circondata da affetti sinceri e cibo genuino. Non amo le cose complicate, credo che la vita sia più semplice di quanto a volte siamo portati a credere.

Eleonora attrice, questo lavoro tocca il cuore?…e se si, come ci riesce?

Questo lavoro non solo tocca il cuore, lo abita. È una ragione di vita, la spinta che al mattino ti fa alzare dal letto con il sorriso sulle labbra. Ci riesce perché è il lavoro più bello del mondo, è come vivere mille vite in una sola.

Recitare vuol dire anche riuscire a mettere a disposizione di un personaggio se stessi?

I personaggi attingono da quello che siamo, è inevitabile. Si tratta solo di lasciar fluire verso l’esterno quella determinata parte di noi che il personaggio ci sta chiedendo. È facile a dirsi, meno a farsi.

Sei di ritorno da Los Angeles, ci sveli perchè sei dovuta andarci ?…raccontaci questa tua esperienza.

Ho vinto una borsa di studio per studiare alla “Lee Strasberg Theatre and Film Institute” di Los Angeles, una scuola molto prestigiosa. Poter approfondire il metodo Strasberg, nelle stesse stanze dove Lee Strasberg in persona ha scritto una parte della storia sulla preparazione dell’attore, come la conosciamo oggi, non ha prezzo. E poi, per quanto riguarda l’esperienza di vita, mi sono cibata delle albe e dei tramonti più belli che abbia mai visto. La California con le sue città tutte diverse ed uniche, la natura che ti lascia a bocca aperta, hanno conquistato il mio cuore.
Delle proposte di lavoro, qual è quella che escluderesti in modo tassativo e quella che invece ti piacerebbe fare che non hai ancora fatto?

In questo mondo è difficile escludere qualcosa in modo tassativo, ci sono troppi fattori che vanno considerati. In genere, come attrice, tendo a rifiutare tutti quei lavori in cui non vedo per me una possibilità di crescita artistica, personale e relazionale. Tra le esperienze che non ho ancora fatto mi piacerebbe lavorare per una produzione internazionale. È un po’ di tempo che strizzo l’occhio alle realtà oltreoceano, vediamo cosa succederà.
Si vive di rimpianti o di progetti?
Si vive solo di progetti. Tendo a fare tutto quello che il mio istinto artistico mi richiede, per non avere rimpianti. Per esempio, anche se sono distrutta dalla stanchezza, faccio chilometri su chilometri su e giù per l’Italia per non perdere incontri e audizioni a cui tengo. Se si dà sempre il massimo non si possono avere rimpianti.

La felicità per Eleonora?

La felicità è passare del tempo con le persone che ami, guardarle negli occhi e sapere che ci sono. Se poi a tutto questo si aggiunge del buon cibo e un posto dove stare in cui sentirsi a casa, allora per me è fatta.

C’e’ qualcosa che ti fa paura?

Mi spaventerebbe perdere la spinta vitale verso la recitazione. Per ora non vedo come questo possa accadere. Sono una persona tremendamente ottimista, addirittura suscito la rabbia di molti miei amici per questo!
Se dovesse accadere una cosa del genere, penserei che così dovevano andare le cose e comincerei a lavorare per costruire dentro di me un nuovo senso a tutto.

Quanto peso hanno per te le emozioni nel vivere la tua vita?

Le emozioni sono tutto. Baso tutto su quanto spesso sento battere più forte il cuore. È questa sensazione di vivere continuamente su un palcoscenico che per me condiziona anche le piccole azioni quotidiane.

Amare significa…?
Significa prima di tutto dare e dare senza pretendere che ci sia dato qualcosa in cambio. Non importa di che tipo di amore parliamo, fa lo stesso. Se si pensa di poter amare bleffando o sottraendo qualcosa di noi, ci stiamo solo prendendo in giro.  È un po’ come in recitazione; se ci approcciamo ad un personaggio con un atteggiamento ostile, o pensando di dare solo lo stretto necessario, ci tornerà indietro ben poco.

 

 

 

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Vito "Nik H." Nicoletti

Editor in Chief at Voce Spettacolo
Vito "Nik Hollywood" Nicoletti è Caporedattore di Voce Spettacolo. Si laurea in Giurisprudenza.
Allievo esperto di Kung Fu
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