Intervista all’attrice Giulia Ramires

Di Vito “Nik H.” Nicoletti

 

Ciao Giulia! E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Un bel tuffo nel passato. Da bambina cosa sognavi di fare?

Ciao a tutti. Prima di tutto volevo ringraziare Vito Nicoletti, per avermi offerto la possibilità di raccontare un po di me. Il mio sogno, quando ero bambina, era quello di cantare, danzare e recitare. A 6 anni ho visto il “Lago dei Cigni” al Teatro Vittorio Emanuele di Messina e ne rimasi folgorata. Tornata a casa mi sono rinchiusa in stanza per danzare e imitare “les etoiles”. Quando, poi, ho scoperto anche l’esistenza della commedia musicale, o Musical, vi lascio immaginare cosa questo ha potuto creare in me. E cosi, nella stanzetta di infanzia, danzavo, cantavo e cercavo di immaginarmi delle situazioni e delle storie creando un pubblico immaginario.

Chi è Giulia Ramires?

Sono una ragazzza di 27 anni, nata a Messina in Sicilia. Figlia di due professori di liceo, appassionati di cultura, che mi hanno relazionata alle arti sin da subito. A 18 anni, dopo aver rifiutato la possibilità di fare il provino per entrare nella Compagnia del Teatro dell’Opera di Roma, come danzatrice classica, mi sono trasferita, insieme ad alcuni amici messinesi, a Roma. So perfettamente che questa è stata una scelta drastica, dopo undici anni di danza. Ma il mio sogno non era questo. Avevo paura di essere una danzatrice classica perchè questo ti pone dinnanzi a delle scelte troppo severe. Io ero uno spirito libero, un carattere focoso, passionale ed avevo bisogno di esprimermi diversamente, sentivo dentro di me che non era la danza classica il modo di comunicare questa veemenza. Volevo studiare, arricchirmi e così mi sono iscritta alla facoltà di Storia dell’arte di Roma. Nessun pentimento in merito a questa scelta, lo rifarei altre mille volte. Non cambierei nulla del mio percorso di vita. Durante i miei studi non ho mai abbandonato la danza, a parte un infortunio che purtroppo mi ha bloccata per un anno e che mi ha ferita profondamente segnando un altro capitolo della mia esistenza. Il soggiorno romano mi ha regalato uno scrigno pieno di possibilità, il cinema è una di queste. Il cinema è una passione antica, viene da mio padre. Oggi, uno psicologo, potrebbe accusarlo di avermi fatto vedere film poco adatti per la mia giovane età. Eppure,senza quelle indimenticabili giornate passate insieme a lui a guardare Sentieri selvaggi, Il buio oltre la siepe, The Elephant man , Barry lindon, JFK e tanti altri, non sarei qui a rispondere alle domande e forse non avrei mai fatto l’attrice. Quindi devo ringraziarlo. Durante i miei studi universitari ho cominciato a seguire i corsi di storia del cinema. Avevo un grande prof: Vito Zagarrio, il quale mi ha insegnato ad analizzare un film dal punto di vista non solo storico ma anche tecnico. Vedevo una media di 6, 7 film al giorno, “mangiavo” il cinema e, nel frattempo, mi domandavo come quegli attori potessero essere qualcun altro. Ammiravo la loro capacità di farmi dimenticare che fosse una finzione. Cosi mi sono decisa a seguire dei corsi di teatro e così è nato l’amore.

Giulia attrice nasce per caso o per destino?

Devo ammettere che è stato un gioco delle due forze e tra queste c’è anche una terza forza: la volontà. Tutto quello che ho fatto, l’ho fatto perché volevo farlo e ho sempre scelto. Ci sono stati dei momenti difficili, spesso sono crollata, ho perso la via, ma l’obiettivo poi tornava sempre piu forte e le mie debolezze mi rinforzavano di piu.

Cosa vuol dire essere attrice, oggi?

Essere attrice, oggi, per me significa essere una guerriera. È come essere in un campo di guerra, devi possedere una incredibile, quasi innaturale, capacità di resistanza non solo fisica ma anche psichica. No tutti ci riescono perchè non è solo una questione di talento. Essere attore significa portare sulle proprie spalle il peso di tanti NO, di tante sconfitte, di tanta umiliazione e mostrare una perseveranza all’obbiettivo: l’obbiettivo principale di essere ATTORE. È inutile sognare i riflettori, il grande pubblico, i soldi, la fama. Essere attore ingloba direttamente tutto il tuo essere. Lo sei perché lo sei nell’anima, dall’inizio. Studiare la tecnica aiuta a costruire la corazza per sopravvivere. Ecco perché, secondo me e secondo il mio modello attoriale, non esiste solo l’istinto. L’attore è un equilibrio tra tecnica, vissuto e immaginazione.

Le emozioni che provi quando reciti, sono le stesse che provi quando vivi?

Assolutamente no, forse in parte. Ma quando recito non mi appoggio quasi mai sulle mie emozioni e sui miei ricordi. C’è chi fa cosi, ognuno ha la sua scuola. Io cerco di usare l’immaginazione, il mio lavoro si basa sull’immaginazione.  Ad esempio se dovessi interpetare il ruolo di una pazza che viene rinchiusa in un centro psichiatrico, non mi appoggerei sugli eventi della mia vita in cui ho agito violentemente, ma cercherei di sdoppiarmi e immaginare la Giulia in un ospedale psichiatrico. Inizierei a prendere contatto con tutto ciò che riguarda questa tematica, farei una ricerca, intervisterei, arricchirei la mia immaginazione, frequenterei dei centri psichiatrici, parlerei con le persone che vivono questa esperienza, eserciterei il mio corpo e la mia mente a casa, ovunque, a mirare l’obiettivo primario del personaggio. L’obiettivo è importante. Qual è l’obiettivo del personaggio, perché?…Quali sono i sottobiettivi in ogni scena?…Cercherei di individuare le sue forze, perché i malati psichiatrici hanno delle forze, le sue qualità e mi concentrerei su di esse. Interpretare la follia è facile, è un cliché, … ma interpretarla aggiungendovi le sensazioni che abbiamo tutti noi comunemente, è ben altra cosa. Un malato psichiatrico può amare, puó odiare, può provare delle emozioni nascoste perché lui esternamente ci presenta la sua natura piu comune di “pazzo” . Ecco: l’attore ha un segreto. Accanto al sentimento piu superficiale, o meglio quello piu immediato, ne ha un altro o tanti altri nascosti. E li lascia percepire appena, attraverso uno sguardo, un gesto, una voce. Un grande attore riesce a far scorrere, in una frase, una quantità di cambi di sensazioni differenti e il tutto lo lascia fluire a poco a poco, senza fretta, cosicché il pubblico possa goderne a pieno. Non esistono sensazioni uniche, esistono miliardi di sfumature. Piu lavori sull’immaginazione e sul riempimento del tuo contenitore piu queste sfumature verranno.

Delle proposte di lavoro, qual è quella che escluderesti in modo tassativo e quella che invece ti piacerebbe fare che non hai ancora fatto?

Ho imparato col tempo a non escludere tassativamente nulla. Oggi, coi tempi che corrono, bisogna sapere accettare umilmente tutto. È ovvio che, se acquisti popolarità, puoi permetterti di selezionare. È indubbio anche che ci sono progetti che non faresti e progetti che faresti di piu. Io, ad esempio, non amo la televisione perché i tempi televisivi sono molto piu rapidi e l’attore non puo lavorare sul personaggio come meriterebbe. Progetti che vorrei fare?…io ho gia recitato in 3 film, non posso lamentarmi affatto. La mia carriera cinematografica è giovane. Ho iniziato a studiare cinema e lavorare tardi, a soli 23 anni e mezzo. Quello che sogno, sicuramente, è di essere la protagonista di un Musical cinematografico e di recitare in un film in costume.

Ogni traguardo regala e toglie qualcosa alla vita. I tuoi traguardi, fino ad ora, cosa hanno regalato e cosa, invece, hanno tolto alla tua vita?

Tocca fare delle scelte nella vita. Le mie scelte lavorative mi hanno allontanata dalla mia SICILIA, una delle terre piu belle che esistano, e dalla mia famiglia. La possibilità di recitare in un film francese, che tra l’altro è “ in uscita l’8 agosto in tutta la francia “Neuilly sa mere,sa mere” di Djamel Bensalah, mi ha persuasa a trasferirmi in Francia. Con Lui è nata una grande stima reciproca e spero di collaborare, di nuovo, prossimamente.  Ma non sempre i traguardi ti allontanano. Come in questo caso, durante il soggiorno parigino per le riprese del film, ho ricevuto una telefonata, la chiamata piu bella degli ultimi vent’anni della mia vita. Ho ottenuto un ruolo nella commedia di Domenico Fortunato, Wine to Love, prodotta da Altre Storie e Rai cinema, nella quale ho recitato a fianco di Ornella Muti, nel ruolo di sua figlia. Ció che per me era un traguardo francese, se pur mi avesse allontanata da Roma, ha portato a qualcosa di ancora piu bello e importante. Il film uscirà in tutte le sale italiane tra ottobre e novembre 2018.

Sia a livello professionale che personale quanto è importante essere onesti con se stessi?

È importante essere onesti con se stessi. L’onestà, mi rendo conto, ha un prezzo da pagare: il prezzo della lentezza, della pazienza. È evidente che, se sei onesto, le cose arrivano piu lentamente e se lo vuoi.. arriveranno. “I guerrieri non si abbattono”… e mi  ricollego alla domanda ” cosa vuol dire assere attori”. Fare le cose di fretta, barando, non porta buoni frutti. Forse porta a qualcosa di buono, ma potrebbe essere una meteora che si spegne dopo poco. Allora perché non costruire il proprio percorso, tassello per tasselo, facendo le scelte giuste, studiando e credendo sempre in se stessi?

Una cosa che non rimanderesti mai a domani?

Non c’è una cosa in particolare. Di solito io non rimando nulla a domani, a meno che non stia proprio male. Il mio motto è CARPE DIEM: bisogna cogliere tutto quello che la natura del caso ti offre, soprattutto se il tuo istintio lo sente.

Una tua debolezza e una tua forza?

Non so se è una debolezza, ma sono troppo emotiva. La sofferenza umana, in generale degli esseri viventi, mi fa stare male. Sono profondamente testarda. La mia forza è la tenacia, la determinazione.

Giulia di quali colori e di quali emozioni è fatta?

Rosso come passione, amore. Grigio come i cieli nuvolosi parigini, dunque sono uno spirito anche malinconico. Nero perché amo la notte ed è la mia culla dei desideri, dei miei sogni. La notte mi consiglia e si fida delle mie emozioni. Nero anche come oscurità perché possiedo un lato oscuro e penso che tutti noi ne siamo portatori…è solo questione di consapevlezza. E poi giallo perché amo la vita, amo il sole, amo sorridere e regalare il mio sorriso a tutti!

I sogni hanno sempre un prezzo?…e tu ne hai tanti?

I sogni, se rimangono sogni, non hanno un prezzo. Se diventano realtà, purtroppo si. Di solito si sognano cose estreme, cio che è difficile realizzare. Tutto cio che è estremo, quindi, ha un suo prezzo e tutto cio che è bello puo essere pericoloso. Io ho tantissimi sogni, ma non ve li svelo, se no non vale!

 

Grazie Giulia per il tempo che ci hai dedicato. Voce Spettacolo ti fa i migliori auguri per il tuo futuro.

 

Showreel by Eros Salonia

 

 

 

Vito
Follow Me

Vito "Nik H." Nicoletti

Editor in Chief at Voce Spettacolo
Vito "Nik Hollywood" Nicoletti è Caporedattore di Voce Spettacolo. Si laurea in Giurisprudenza.
Allievo esperto di Kung Fu
Vito
Follow Me

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

8 − 5 =