Intervista all’attrice Kristina Mravcova

Ciao Kristina. E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Chi è Kristina Mravcova?

Sono Kristina Mravcova nata in Slovacchia nel 1983; vivo in Calabria da oltre un decennio. Prima di conseguire la Laurea Specialistica con lode in Recitazione drammatica presso la prestigiosa Facoltà di Teatro della VŠMU – Università di Bratislava – (ad indirizzo di studio: Arte teatrale, con 42 esami sostenuti regolarmente nel quadriennio) ho affrontato con due distinti corsi d’istruzione “pre-accademici” (uno di ciclo inferiore di 1° grado e uno di ciclo superiore di 2° grado), un percorso di scolarizzazione tecnico-artistica su base decennale, ad indirizzo letterario-drammatico, in uno specifico Istituto d’Istruzione Statale d’Arte (Z.U.S.) presente in Slovacchia.  Le discipline, oggetto dei due corsi afferenti l’attività, erano suddivise in tre tipologie formative: caratterizzanti, di base e di laboratorio, discipline che ho tutte concluse con profitto e lode, in parallelo, naturalmente, al compimento degli studi di Maturità Classica. Questa suddetta decennale approfondita formazione mi ha consentito il corretto orientamento universitario. Sono arrivata in Italia oltre 10 anni fa e in fase post-universitaria ho ulteriormente perfezionato, con eccellente profitto la lingua e la cultura italiana anche presso l’Università ‘Dante Alighieri’ e la dizione presso la Scuola di Dizione e d’Arte Drammatica, in parallelo a continui aggiornamenti tecnico-artistici. Oggi grazie all’esperienza internazionale che ho maturato nei tanti anni di continua formazione pratica, personale e professionale su palcoscenici, nei cineset e negli studi tv, svolgo l’attività di attrice professionista con ingaggi teatrali, televisivi e cinematografici che rispecchino gli specifici livelli qualitativi che mi impongo.

Recitare è un modo per sentirsi liberi?

La recitazione è un’arte e l’arte è qualcosa di soggettivo, strettamente legato al nostro modo di essere. Il Teatro è la vita. Io, nella mia vita, ho cercato e cerco sempre di essere libera di fare quello che sento, sul palco mi succede la stessa cosa.

Stasera sarai in scena al Teatro Francesco Cilea di Reggio Calabria con lo spettacolo ELEKTRA di Hugo von Hofmannsthal, qual è la differenza tra Elektra di Sofocle e quella di Hofmannsthal?

Sofocle fa risaltare in primo piano la cupa sofferenza di Elettra e sullo sfondo sfuma la vendetta per l’omicidio di Agamennone. L’opera hofmannsthaliana è caratterizzata da un’Elettra che sta dietro di altri protagonisti sulla scena. Elettra è alla stregue di un cane che punta la preda in forza delle visioni deliranti che la caratterizzano nell’opera. “Ich füttre mir einen Geier auf im Leib”  (Nutro un avvoltoio nel mio utero). Crisotemide, il personaggio che interpreto in scena, per Hofmannsthal è una donna che vuole andarsene via, lontana da tutti quelli, che nutrono vendetta. Vuole viaggiare con “ vele ammainate”, è più prudente, cauta, vuole essere una barca trascinata dalla corrente

Chi e cosa ispira a Hofmannsthal la riscrittura dell’Elektra?

Dai miei approfondimenti di ricerca ho intuito che Elektra di Hofmannsthal ha tutta una storia dietro. Tutto inizia nel 1891, quando Oscar Wilde scrisse Salomè. Wilde la fece tradurre dal suo compagno dall’inglese al francese in sede privata, essendo un’opera considerata scandalosa venne rappresentata nel 1902 dal regista Max Reinhardt al Teatro Piccolo di Berlino – rappresentazione privata. Coincidenza volle che ci fosse anche Hofmannsthal nel pubblico che già scriveva Elektra dal 1901. Si influenzò positivamente e si ispirò in modo tale da finire la sua riscrittura di Elektra nel 1903. Per cui Oscar Wilde, Hugo von Hofmannsthal, Max Reinhardt, queste stesse persone erano al di fuori del circuito del mainstream, il circuito di massa e rappresentavano l’underground teatrale che poi si è rivelato come fenomeno. Tutto gira intorno al regista Max Reinhardt, al quale mi piace personalmente dedicare e riconoscere pubblicamente la sua visione futura.

Come mai suscita Elektra così tanto interesse nel pubblico femminile?

Presumo che il perché sia associato a ciò che era la società nell’antica Grecia, una società matriarcale. In cui era la donna che deteneva il dominio della famiglia e indirizzava le famiglie con i relativi regni. Perché si comprende che a casa va tutto bene? Chi comanda in famiglia? Chi stabilisce? La donna. sorriso……

Il legame tra Hugo von Hofmannsthal e l’Italia?

E’ un legame sanguigno, in vero senso della parola, perché la nonna paterna apparteneva alla famiglia Rho’ di Milano. Hofmannsthal , che era viennese, trascorreva le sue vacanze estive in Italia. L’amore verso l’Italia si trasmette nella volontà di avere una sua opera scritta in tedesco, tradotta e rappresentata in italiano. Il sogno era avere la Duse nell’Elektra sul palco, in quel epoca musa ispiratrice D’Annunziana. Era tale la sua passione per l’Italia, che una volta prese la bici (alternandola con il treno) e partì da Vienna a Varese, da solo.

Perché c’è un legame così forte tra il teatro in generale e l’antica Grecia?

C’è un episodio nell’antica Grecia nel quale si ritiene sia nata la magia del teatro. Durante il dialogo tra Oreste e Clitennestra, Oreste con la spada in pugno fa trafiggere Clitennestra. Lei scopre il seno e lo porge verso di lui. Oreste, pervaso dall’atroce dubbio, si volta verso il pubblico, getta la spada a terra chiedendo al pubblico: “Ti draso? (τί δράσω )” che significa “Che faccio?”. In quel momento il pubblico non è più spettatore passivo ma incide sull’epilogo della rappresentazione. Lo spettatore partecipa attivamente non limitandosi a presenziare passivamente.

Puoi darci maggiori informazioni su questo spettacolo?

La tragedia, scritta nel 1904 da Hugo von Hofmannsthal (Vienna 1874 – 1929), riprende il dramma del matricidio compiuto da Oreste e atteso con violenta determinazione da Elettra. L’Elettra di Hofmannsthal sembra accostarsi maggiormente all’Elettra di Sofocle, per struttura di composizione e per rilevanza data ad alcuni personaggi piuttosto che ad altri. Il mito di Elettra nella scrittura di Hofmannsthal si sviluppa in chiave psicanalitica, rende le figure femminili protagoniste assolute, deforma i legami familiari.

Aldilà di ogni canone classico, la ricerca che sta alla base dello spettacolo, nell’imporre il raggiungimento della verità di un difficile dramma umano, predilige l’utilizzo di piani espressivi eterogenei che rappresentano un valido punto di partenza per restituire al pubblico la visione di una suggestiva rivisitazione del celebre mito.

Commistione di teatro e video, di prosa e filmati. Un tentativo di esprimere il non detto, di catturare lo sguardo dello spettatore su dettagli, primi piani, atmosfere.

Durante lo spettacolo, che ha in scena Kristina Mravcova (nel ruolo di Crisotemide), Maria Milasi (in quello di Elettra), Americo Melchionda (che interpreta Oreste oltre ad essere il regista), Maurizio Spicuzza (Egisto) e Donatella Venuti (Clitennestra), vengono proiettati a singhiozzi, innesti video che inglobati dentro un’essenziale scenografia, senza intaccare l’unità dell’evolversi della storia, rivelano “altro” creando una fusione tra interpretazione attoriale e interpretazione registica. Il dramma si consuma senza interruzioni tra un mezzo espressivo e l’altro.

I filmati si ispirano agli antefatti del testo, esprimono le deformazioni dei personaggi, tradiscono il disordine ambiguo del dramma.

La morte di Elettra è la grande variante del testo di Hofmannsthal rispetto agli scritti classici. L’obiettivo raggiunto, il gesto estremo e concluso, annichiliscono la volontà nutrita soltanto dall’odio vendicatorio. Oltre questo c’è il vuoto.

L’evento è inserito nell’ambito del sovra-festival “Rhegium Opera Musica Festival”

I biglietti sono ancora acquistabili presso il botteghino del Teatro Comunale “F. Cilea” – tel. 340 7232410, dalle ore 10:00 alle ore 12:00 e dalle 16:30 alle 19:30 tutti i giorni ed online su www.botteghinoweb.com

Realizzazione Video: Ram Film, produzione: Officine Jonike Arti, costumi: Maria Concetta Riso

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Vito "Nik H." Nicoletti

Editor in Chief at Voce Spettacolo
Vito "Nik Hollywood" Nicoletti è Caporedattore di Voce Spettacolo. Si laurea in Giurisprudenza.
Allievo esperto di Kung Fu
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