Intervista all’attrice Paola Costa

Di Vito “Nik H.” Nicoletti

 

Ciao Paola! E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Un bel tuffo nel passato. Da bambina cosa sognavi di fare?

Ciao Vito!
Grazie per avermi dato l’opportunità di farmi conoscere. Da bambina ho avuto diversi sogni, spinta dalla curiosità di appassionarmi sempre a qualcosa di nuovo. Ho avuto il classico sogno della bambina che vuole fare la cantante, ma anche sogni non propriamente stereotipati. Ricordo che, per un periodo, volevo fare la benzinaia perchè mi piaceva l’odore della benzina. Per diversi anni ho voluto fare la pasticcera, ho perfino progettato un negozio tutto mio. Più grandicella, invece, ho deciso che sarei diventata una scrittrice.
Poi non ho ricordi precisi fino a che ho trovato quello che mi fa stare bene: il set.

Chi è Paola Costa?

Paola Costa è una giovane donna alla ricerca della serenità. Paola ha, da sempre, fatto un grande lavoro su se stessa ed è consapevole dei suoi limiti, delle sue fragilità, delle sue paure, ma anche dei suoi punti di forza e dei valori che la guidano. Paola è momenti di solitudine, è lacrime, è pancia. Paola è condivisione, è spontaneità, è coccole, è trasparenza velata dalla crudezza della vita che l’ha resa un po’ opaca, ma sempre illuminata da dentro da una lucina che le ricorda chi è. Paola è cioccolato fondente con caramello al sale.
Paola è cigno bianco e cigno nero.

Paola attrice, recitare vuol dire UNO NESSUNO…CENTOMILA?

Recitare vuol dire “uno” perchè dentro qualsisi personaggio rimango sempre me stessa. Non potendo completamente abbandonare la mia identità, qualcosa di me rimarrà sempre dentro ogni ruolo, pur non essendo “nessuno”: tutti siamo unici, ma siamo anche nessuno. Allo stesso tempo siamo somme di più “uno”, appunto, “centomila uno”: centomila respiri, emozioni, pensieri…cambiamenti.

L’anima di Paola è nascosta anche in un personaggio che interpreta?

L’anima di Paola è nascosta in tutti i personaggi che interpreta.

Le emozioni che provi quando reciti, sono le stesse che provi quando vivi?

Le emozioni che provo quando recito sono le stesse che provo quando vivo.
Mi sento di affermare che porto il mio quotidiano al servizio di un’emozione per renderla più vera, per sentirla nella pancia e poterla fare indossare a un personaggo. Ma una volta vestito quel ruolo con tessuti cuciti tra loro, pezzi di stoffa presa da un ricordo, da un odore, da un libro che ho letto, da un attore che ho visto in scena, da una tecnica appresa, ecco, a quel punto mi sento anche fuori da me stessa, fuori dal ruolo, fuori da tutto e quell’emozione prende vita da sé.

Delle proposte di lavoro, qual è quella che escluderesti in modo tassativo e quella che invece ti piacerebbe fare che non hai ancora fatto?

Vorrei poter affermare che non c’è un ruolo che escluderei a priori perchè vorrei essere capace di non giudicare me e il personaggio che interpreto. Sono sicura che ruoli in cui dovessi mettere a dura prova i miei valori, farei fatica ad accettarli. Se diretta da un bravo regista, penso che comunque mi metterei alla prova. Tassativamente escluderei film in cui l’erotismo è fine a se stesso.
Mi piacerebbe invece essere cigno nero. Il mio viso pulito e il mio modo di atteggiarmi, porta a pensare io non abbia rabbia, dolore, buio sotto la pelle. Vorrei dare spazio a qualcosa che mi facesse “sporcare”.

Paola di quali colori e di quali emozioni è fatta?

Paola è un mare di colori e, soprattutto, di sfumature. Paola è blu come la profondità delle onde, è indaco quando si mischia col cielo in cui vola quando si sente leggera, è gialla quando si avvicina al sole, rossa quando prova passione e rabbia. Paola è verde come i suoi occhi e rosa cipria come la sua pelle.
Paola è fatta di emozioni contrastanti.
E’ fatta di mare in tempesta e mare dopo la tempesta, di sabbia che scotta sotto i piedi, di cotone, di silenzio, di grida, di gomitoli di lana, di ghiaccio, di cerchi e di triangoli.

Obbedisci più al tuo cuore o alla tua testa?

Penso che, se avete letto fino a qui, la risposta sia chiara: obbedisco al mio cuore…anche se a me piace di più dire alla mia pancia, perchè è lì che sento tutto, è da lì che passa ogni vibrazione.

La felicità per Paola?

La felicità per Paola è la costruzione, la coltivazione di un amore, di un affetto, di una passione, dei tanti tasselli che ci faranno essere attori della storia più importante: la nostra.

Preferiresti sorridere sempre o non piangere mai più?

Preferirei non piangere mai più.

Di cosa sono fatti i sogni?…tu ne hai tanti?

I sogni sono fatti di quadratini colorati, tutti uno diverso dall’altro, tutti vicini tesi a raggiungere l’obbiettivo che ci fa battere il cuore.
I miei sogni convergono su una scala che parte dalla terra e arriva al cielo. e tra i gradini più alti ci sono le nuvole. La vera gioia non è “essere arrivati in cima”, la vera gioia è “guardarsi indietro e vedere da dove si è partiti”, quanta strada si è percorsa, anche se l’ascesa non è stata lineare. La potenza del sogno è darsi lo slancio per continuare a salire.

C’e’ qualcosa che ti fa paura?

Ci sono tantissime cose che mi fanno paura. Non parlerò delle cimici, della velocità, delle aspettative disattese.
Istintivamente, la paura più grande è quella di perdermi e, non di meno, la paura di perdere l’amore.

Gazie Paola per il tempo che ci hai dedicato. Voce Spettacolo ti fa i migliori auguri per il tuo futuro e la tua carriera.

 

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Vito "Nik H." Nicoletti

Editor in Chief at Voce Spettacolo
Vito "Nik Hollywood" Nicoletti è Caporedattore di Voce Spettacolo. Si laurea in Giurisprudenza.
Allievo esperto di Kung Fu
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